Ormai da qualche anno si assiste a tensioni tra Cina e Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale e, nonostante il tempo trascorso e due presidenti statunitensi, la situazione non sembra migliorare, a causa dell’aumento della presenza militare nella zona da parte della Marina Militare Cinese, della United States Navy e dei continui dazi sui prodotti imposti dagli Americani.
Non sono a rischio solo le relazioni diplomatiche ma anche l’influenza e il dominio nel mare e l’intero commercio mondiale poiché da quelle acque passano le principali rotte marittime[i] che trasportano ogni anno (ultima statistica 2016) all’incirca 3.37 trilioni di dollari di beni[ii] e il 40% del Gas naturale liquefatto mondiale[iii]. È semplice capire quindi che tensioni in un’area così strategica possano provocare crisi e avere ripercussioni negative in altre zone del pianeta. Ricco di giacimenti di gas e pesce, il Mar Cinese Meridionale è meta di compagnie petrolifere e pescatori e in esso sono presenti vari arcipelaghi, che sono stati teatro di scontri per molti anni, come le isole Spratly, che sono ancora oggi sede da decenni di contenziosi e conflitti anche armati.
Parallelamente alla sua ascesa a potenza mondiale, da anni la Cina ha condotto una politica espansionistica, reclamando territori anche in Kashmir, ma soprattutto nel Mar Cinese Meridionale, che dichiara suo “territorio economico” o – come definito dall’UNCLOS – ZEE, acronimo di Zona Economica Esclusiva[iv], acque non territoriali su cui si hanno diritti commerciali ed economici. La carta geografica modificata presenta la “Nine Dash Line”, una linea che comprende le acque oggetto di disputa, qui attribuite alla Cina (figura 1).

Figura 1: le rivendicazioni territoriali nel Mar cinese meridionale e la “Nine Dash Line”.
È semplice quindi intuire il motivo per cui la Cina voglia stabilire un dominio e un’influenza nell’area, che porterebbe enormi vantaggi economici, grazie soprattutto alla “Belt and Road Initiative”, un piano da oltre un trilione di dollari di miglioramento e creazione di vie di commercio, terrestri come la nuova via della seta e marittime, che passano proprio nel Mar Cinese Meridionale (figura 2).

Figura 2: la “Belt and Road Initiative”.
Gli Stati Uniti, ormai da anni in difficili relazioni con la Repubblica Popolare Cinese, per prevenire ciò, già dalla presidenza Obama, ha spedito più volte navi della Settima Flotta, stanziata in Giappone a pattugliare il mare, anche se questo rappresenta più un’esibizione di forza[v].
Ma non c’è solo questo: la Cina sta letteralmente costruendo isole nel mare ed edificando piste e basi militari sopra di esse con l’intento di affermare la propria influenza in zona e senza preoccuparsi dei paesi vicini[vi].

Questa foto, scattata il 21 aprile 2017 da un aereo filippino, mostra un’installazione militare sorta su un piccolo atollo[vii]. L’immagine qui presente non è l’unico esempio; infatti, secondo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, sono stati creati circa 3.200 acri di terreno solo nelle Isole Spratly[viii].
La Cina, nonostante i dazi e gli scontri diplomatici, non sembra fermarsi nella sua politica di influenza e di espansione, continuando così a creare tensioni, specialmente con gli Stati Uniti, e ampliando le basi, ormai più che solide, della sua ascesa a superpotenza.
Niccolò Ranalli (VB – Liceo classico)
[i] https://www.cfr.org/global-conflict-tracker/conflict/territorial-disputes-south-china-sea
[ii] https://chinapower.csis.org/much-trade-transits-south-china-sea/
[iii] https://www.eia.gov/todayinenergy/detail.php?id=33592
[iv] https://www.biicl.org/files/6224_zou.pdf
[v] https://asia.nikkei.com/Politics/International-relations/South-China-Sea/US-warship-sails-near-disputed-South-China-Sea-islands
[vi] https://www.limesonline.com/rubrica/la-grande-muraglia-di-sabbia-la-marina-della-cina-preoccupa-i-vicini
[vii] https://www.defensenews.com/opinion/commentary/2020/04/17/chinas-island-fortifications-are-a-challenge-to-international-norms/
[viii] https://dod.defense.gov/Portals/1/Documents/pubs/2017_China_Military_Power_Report.PDF

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