Durante la più recente edizione di Sanremo è spopolata l’immagine di sfondo del palco in cui è apparsa la scritta “Il 54 per cento alla Repupplica”, con la B geminata sostituita da P; Poche ore dopo ha spopolato sui social un’osservazione ben più grave: nelle stesse inquadrature della precedente gaffe comparivano alcune pagine de L’Unità che annunciavano la nascita della Repubblica, tuttavia con il titolo del giornale cancellato! Che il primo errore fosse stato volontario per coprire il secondo? Potremmo dibattere ad nauseam su queste dietrologie, proprio come potremmo altrettanto fare per un discorso più ampio: è tutto questo un segnale che il Governo Meloni è riuscito nei suoi intenti di dominare sulle gerarchie RAI? Gli oppositori alla tesi “Telemeloni” affermano che se fosse stato questo il caso la ultracentenaria Gianna non sarebbe mai stata ammessa in serata a sventolare la sua appartenenza di sinistra.
Resta un’altra ipotesi sulle eventuali ingerenze politiche a Sanremo: che la vittoria di Sal da Vinci con il brano “Per Sempre Sì” sia stata selezionata per manipolare l’incombente referendum costituzionale? È plausibile che, considerando lo scarso valore del televoto – ben sotto il 50% – in confronto a quello della giuria stampa, certi “giornalisti accreditati” in sintonia con l’attuale governo abbiano favorito il brano che nel ritornello ripete “Sì” per esporre ripetutamente il cittadino a questo stimolo, questa parola, così da aumentarne la familiarità e la piacevolezza percepita; ciò è utile in cabina elettorale poiché per stress cognitivo e tempo limitato il cittadino tipicamente vota in modo euristico e non razionale in base a quale stimolo, quale parola, quale opzione elettorale, abbia più collegamenti neuronali positivi.
Poiché l’attuale governo desidera che sia favorito lo stimolo che coincide con il ritornello del brano di Da Vinci avrebbe il movente e gli strumenti per farlo vincere e così generare più collegamenti neuronali positivi alla parola “Sì”; il silenzio elettorale dal giorno prima delle votazioni serve proprio a contrastare questa dinamica, tuttavia non può vietare messaggi subliminali.
Sembra una teoria cospirazionista, eppure esiste un precedente simile: all’Eurovision 1974 l’italiana Gigliola Cinquetti arrivò seconda con il brano “Sì”, sconfitta solamente dagli ABBA con “Waterloo”. Era imminente in Italia il referendum abrogativo sul divorzio e il brano fu bandito dalle emittenti radiofoniche statali – all’epoca le uniche legali – per evitare che influenzasse il voto. Poiché né ora né allora i testi dei due brani hanno trattato le tematiche politiche in questione, è da ritenere che entrambi mettano in atto il meccanismo psicologico descritto. Se questa tesi è valida, stai ascoltando lo spot elettorale meglio orchestrato, meglio mascherato della storia repubblicana.
In seguito alla scrittura di questo articolo, il Governo Meloni ha ingaggiato Sal da Vinci per l’adesione al Sì, vedi la Repubblica, Lorenzo de Cicco, 10/03/2026 Meloni arruola Sal Da Vinci: “La tua canzone regalo per il sì”.
Emanuele Poli (classe 4A – liceo classico)

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