Il 23 e il 25 gennaio è stata messa in scena la Carmen di Bizet, una tra le opere liriche più famose: anche per questo l’opera è andata sold out.
“Anche per questo”, perché la direttrice dell’orchestra è stata Beatrice Venezi, la nuova direttrice musicale della Fenice di Venezia; al centro della critica perché ritenuta la scelta sbagliata per quel prestigioso posto, ha attirato molti curiosi. La sua direzione a Pisa è stata praticamente impeccabile. Dopo un inizio leggermente sottotono, la Carmen procede magnificamente sotto tutti i punti di vista.
La maestosità delle arie, le voci e le interpretazioni strepitose dei cantanti, il coro e le innumerevoli comparse che animavano l’ambiente si sono uniti in un’armonia senza eguali. E ad accompagnare il tutto, una scenografia ricca e temporalmente riconoscibile: ci troviamo nel periodo della Seconda Rivoluzione Industriale, trovando come allestimenti prima una fabbrica e poi il covo dei contrabbandieri in montagna, che presentava una rotaia con un vagone intero, per poi arrivare nella “Plaza de toros”.
Ottimi anche i costumi dai vivaci colori, in particolar modo quelli rossi femminili, che volevano esprimere sensualità. Anche le coreografie sono state molto belle e particolari: alla fine del secondo atto la zingara Carmen veniva portata in giro per il palco su un tavolo, a più di un metro e mezzo di altezza.
L’attualità dell’opera è senza pari, guardando il femminicidio di Carmen da parte dell’ex amato, Don José, che si ritrova a passare da succube a carnefice.
L’opera è stata premiata con ben 10 meritati minuti di applausi alla prima.
Alessandro Simone (classe 4B – liceo classico)

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