L’attacco americano al Venezuela segna l’inizio di una nuova fase nella politica mondiale, in cui il declino americano viene preso di petto anche con azioni militari. L’attacco, rapido e preciso, si è svolto il 3 gennaio del 2026 ed è stato portato avanti dalle forze speciali americane. Il presidente Maduro è stato rapito e verrà processato, e al governo ora c’è Delcy Rodriguez, dello stesso partito di Maduro. Trump ha motivato l’intervento con la volontà di prendere il petrolio venezuelano e di difendere la posizione strategica degli USA contro l’influenza di altre potenze (Russia e Cina) in Sud America. Il governo venezuelano è stato anche accusato di aver trafficato droga negli Stati Uniti, ma non esistono prove convincenti di questi traffici. Gli USA hanno già ottenuto concessioni da parte del governo venezuelano in materia di petrolio e politica estera. Il mondo ha reagito in modo diviso. Mentre in Africa, Asia e Sud America i governi hanno condannato l’attacco, i paesi europei, legati agli Stati Uniti e minacciati dalle sanzioni americane, hanno espresso la speranza in una transizione democratica in Venezuela senza condannare le azioni di Trump.
In Italia la divisione tra chi supporta e chi condanna l’attacco è sovrapposta alla divisione tra destra e sinistra, ma con delle eccezioni. Casa Pound ha condannato l’attacco, e la sezione tendenze, seppur minoritarie, sono interessanti perché se in Italia avvenisse davvero una svolta a destra potrebbe aprirsi spazio per queste fratture. Nell’estrema sinistra la voce più rumorosa è stata quella di Rete dei Comunisti, che insieme alle giovanili OSA e Cambiare Rotta si è schierata apertamente con Maduro; credono che in Venezuela sia in corso un processo rivoluzionario che porterà al socialismo, nonostante il Partito Comunista del Venezuela sia stato soppresso dal 2023 e rimanga una produzione pienamente capitalista. Un paio di appunti: l’intervento in Venezuela, insieme alla crisi diplomatica attorno alla Groenlandia, dimostra la volontà americana di affrontare il declino relativo rispetto alle economie asiatiche, prima fra tutte la Cina, consolidando la propria posizione; nella grandecontesa mondiale, ogni azione aumenta la tensione. In Venezuela la situazione si è calmata, ma è solo una delle tante guerre della crisi dell’ordine.
Valerio D’Amato (classe 4B – liceo classico)
di Montemario di Gioventù Nazionale (giovanile di Fratelli d’Italia) ha contraddetto la linea di partito con un post a favore del Venezuela. Queste

Lascia un commento