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Nello Cristianini, La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano.

9 Maggio 2024 by admin_rapsodia Lascia un commento

recensione vincitrice al Premio Asimov 2024

2024. La cosiddetta civiltà sembra star diventando sembra di più la volontà di possedere ciò di cui non necessitiamo naturalmente. Ma, alla fine, cosa sono la pigrizia, l’insoddisfazione, l’insofferenza, se non molle propulsive della nostra naturale e sfrenata ambizione all’evoluzione?

Certo è che se ci lasciamo scappare in molli conversazioni i vari “prima era meglio” o “sarebbe bello tornare
indietro” iniziamo ad entrare in una speculazione pericolosa quanto futile. La verità è che, nel battito di ciglia di una generazione, il caro vecchio mondo analogico è decaduto lasciando solo l’ombra romantica del suo passaggio. Eppure, dentro di noi nutriamo, oltre ad una vaga nostalgia, un dubbio atroce: ma siamo veramente pronti a questa rivoluzione?

Ma a quale rivoluzione epocale i suoi uomini si sono sentiti totalmente adeguati? Forse, nessuna. Quello che possiamo fare, per non permettere al progresso tecnologico di travalicare nella sua cecità onnivora i confini del nostro concetto etico e filosofico di “civiltà umana”, è interessarci e informarci, sconfiggendo la nebulosa amorfa dei preconcetti, delle narrazioni superficiali e delle suggestioni della confusa tradizione mediatica. In questo panorama a tratti demonizzato, a tratti sottovalutato, il libro di Nello Cristanini (edito per “il Mulino”) “La scorciatoia”, emerge in tutta la sua vivida luminosità divulgatrice, scevra di presunzioni di sorta, dato l’ancora esiguo materiale di studio raccolto sull’argomento I.A., ma rigoroso e originale nell’approccio, capace di conquistare con la sua limpidezza la fiducia del lettore medio, profano e smarrito in materia. Chi, stanco di ignorare ancora i meccanismi regolatori del nuovo mondo in cui “agenti intelligenti” vagliano curriculum, concedono sussidi, selezionano le notizie che leggiamo e i prodotti che desideriamo, troverà nella lettura del saggio la capacità di sfatare la naturalizzazione erronea e dogmatica del funzionamento
di questi sistemi.

Il libro, avvalendosi di un linguaggio semplice e immediato quando possibile, capace di scogliere i suoi snodi più tecnici quando necessario, reso piacevole dalla sottile ironia e originale aneddotica adottata finemente dall’autore, adopera per lo più la linearità caratteristica della narrazione storica, ripercorrendo lo sviluppo del I.A. dal suo stato embrionale di traduttrice fino alle sue sembianze attuali, inserendo riflessioni e approfondimenti a partire proprio dalle tappe cruciali della sua crescita, passando per filosofia, sociologia ma anche biologia, ragionando di intelligenza
con la lumaca Alypsia, letteratura, con l’esempio tassonomico tratto da un racconto di Jorge Luis Borges, o musica, come la citazione di un aneddoto riguardo una celebre canzone folk americana, esemplificativa del cruciale dibattito fra scienze umane e naturali.

Sebbene la critica oggettiva sia difficile data la complessità specifica dell’argomento, l’autore non si pone il fine di convincere, quanto di iniziare ed educare, citando fonti e personaggi storicamente fondamentali nello sviluppo della materia, rivelando e dimostrando il nocciolo vero e poco compreso dell’I.A., dalla definizione stessa di intelligenza alla spiegazione degli input del suo comportamento, dando strumenti pratici di comprensione autonoma e, soprattutto, facendo riflettere su un argomento pericolosamente dato per scontato. Perché bisogna “regolare, non spegnere”.

Pietro Zucconi (classe 5A – liceo classico)

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