Nancy Bogdan è una studentessa universitaria ventenne intervistata il giorno 1/03/2022 a distanza nell’ aula magna del Liceo Classico Galileo Galilei nell’ambito del corso di giornalismo del nostro istituto. Nata a Prato, ma di origine sinta, Nancy ha risposto alle nostre domande svelando i falsi pregiudizi intorno a lei ad alla sua etnia.
“Cosa vuol dire essere sinto, e che differenza c’è rispetto all’essere rom?”
I Sinti e i Rom sono una popolazione di origine indiana. I primi si sono insediati in Europa passando da nord e stanziandosi in Germania, Francia, Inghilterra e Italia; i secondi si sono stanziati prevalentemente nei Balcani. Per questo motivo la loro cultura si è fusa con quella europea, anche se hanno mantenuto la loro lingua adattandola alle varie zone con molteplici dialetti.
“Come vivete nei campi e com’è organizzata la vostra comunità?”
Non tutti vivono nei campi; la maggior parte vive nelle case. I campi sono organizzati come un grande clan di famiglie che si aiutano e vivono in case mobili o bungalow. Ci autogestiamo per vivere in armonia e felicemente. Abbiamo delle case mobili perché siamo di origine nomade e tendiamo a spostarci di tanto in tanto per mantenere le nostre usanze e soprattutto per praticare i mestieri tradizionali.
“Come siete visti dalla società?”
Molte persone che non conoscono la nostra etnia pensano che i Sinti, come i Rom, siano degli emigrati giunti in Italia da poco, ma in realtà siamo presenti in Europa, e quindi in Italia, già dal XIV/XV secolo. Dunque abbiamo la cittadinanza italiana, un motivo in più per considerarci compatrioti.
“Cosa ti ha spinto a parlare delle tue origini?”
Inizialmente, non ho mai voluto svelare le mie origini. Non perché mi vergognassi di essere sinta ma perché temevo di essere giudicata in modo diverso per le mie origini. Sono una ragazza normale come tutte le altre. Però all’età di quattordici anni, spinta da mio zio Ernesto, che fa parte dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ho iniziato ad andare in giro per la Toscana e a parlare per eliminare i pregiudizi derivati dalla non-conoscenza sull’argomento “zingari”. Prima di parlare e giudicare, bisogna conoscere ed essere informati su ciò che si dice perché non si può parlare senza sapere alimentando i pregiudizi.
“REM TENE, VERBA SEQUENTUR” ~Catone.
Gabriele Tosetto (classe I A – Liceo classico) – Benedetto Berni (classe I A – Liceo classico)

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