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RECENSIONE “DON’T LOOK UP” – ADAM MCKAY

5 Febbraio 2022 by Ginevra Ricci Lascia un commento

Trama:

La dottoranda in astronomia Kate Dibiaski, interpretata da Jennifer Lawrence, scopre l’esistenza di una nuova cometa; dopo varie analisi e calcoli effettuati dal suo professore, Randall Mindy, interpretato da Leonardo DiCaprio, risulta che la cometa ha una traiettoria tale da essere in rotta di collisione con la Terra  e una dimensione capace di causare morte e distruzione totale sul pianeta.

Assieme al funzionario governativo Clayton “Teddy” Oglethorpe, i due si dirigono quindi alla Casa Bianca per informare del problema la Presidente degli Stati Uniti Janie Orlean, interpretata da Meryl Streep, una donna completamente disinteressata e nepotista tanto da nominare il vanitoso e inetto figlio Jason capo di gabinetto. La Presidente, però, essendo le elezioni vicine, è troppo presa dai suoi calcoli elettorali per occuparsi della notizia ed impone pertanto di mantenerla segreta.

 

I tre decidono di disobbedire, e in particolare Randall e Kate prendono parte ad una puntata di un famoso talk show per informare e sensibilizzare la popolazione sul problema; sarà quindi l’inizio del clamore e del circo mediatico che deriverà dalla conoscenza del problema da parte del mondo, che non sembra accorgersi della sua gravità: per esempio Kate, dopo aver dato in escandescenze per la leggerezza e lo scetticismo con cui i conduttori del talk show avevano preso la notizia, diventa oggetto di memes e di scherno sul web, tanto da essere lasciata dal suo fidanzato. Quando finalmente la Presidente, coinvolta in uno scandalo sessuale, decide di preoccuparsi della cometa per riavere consenso, denuncia il problema in maniera spettacolare con tanto di fuochi d’artificio e, con l’aiuto di un Mindy ormai “indottrinato” dal Sistema, viene preparata una missione per deviare la cometa. Le persone però non si preoccupano della missione, bensì realizzano video dove cercano di replicare, causando anche gravi lesioni a se stessi, il lancio dei razzi nello spazio con materiali esplosivi. 

Quando la missione è appena cominciata, il ricco imprenditore Peter Isherwell propone alla Presidente di annullarla in favore di una nuova, volta a frammentare in piccoli meteoriti innocui la cometa per estrarne materiali preziosi che renderebbero ancora più ricchi gli Stati Uniti.

Allora Mindy, che capisce di essere stato manipolato dalla Presidente e che il piano di Isherwell non ha alcun fondamento basato su calcoli scientifici, dopo le richieste di verificare il piano con tali calcoli che vengono addirittura ignorate, si ribella e, ormai rassegnato, trascorre gli ultimi attimi prima della collisione della meteora col pianeta assieme alla famiglia e agli amici. Tutto avviene sullo sfondo di un mondo ormai teatro di un’accesa battaglia tra allarmisti, sostenitori della distruzione della cometa e negazionisti dell’esistenza della cometa.

Il finale è tragico e inevitabile: la cometa impatta sulla superficie del pianeta, causando morte e distruzione.

Sono presenti due scene post-credit, entrambe dissacranti, come d’altronde lo è il resto del film, pur essendo di genere commedia: nella prima la Presidente, Peter ed alcuni ricchi americani fuggiti su delle sonde dal pianeta ormai senza speranze di essere salvato, arrivano 22.000 anni dopo su un pianeta extrasolare. Appena atterrati, la Presidente viene divorata da delle creature simili a struzzi, che circondano poi gli altri sopravvissuti. Nella seconda si vede Jason, unico sopravvissuto alla distruzione della Terra, che fa un video sulla sua situazione nella speranza di ricevere qualche like.

Messaggi trattati: 

Questa pellicola, con un cast d’eccezione e una sceneggiatura solida, offre molti spunti di riflessione sull’immediata attualità: è innanzitutto presente una forte satira sul mondo dei social network, dove le persone non riusciranno mai a prendere seriamente una notizia, per quanto grave possa essere, ma la prenderanno sempre come del nuovo “materiale” su cui scherzare o da emulare, spesso, soprattutto se si parla di qualcosa di rischioso, anche con conseguenze molto gravi. Non manca inoltre una forte satira politico/economica: esemplari in tal senso sono gli esempi della Presidente degli Stati Uniti, che pone suo figlio in un’alta carica dello Stato e si preoccupa più del consenso elettorale che dei veri problemi. Poi c’è il ricco imprenditore Peter Isherwell, che favorisce una missione volta solo ad ottenere profitto economico dalla cometa, anche in questo caso senza preoccuparsi minimamente dell’impatto.

A questo proposito si può anche individuare una critica al modo di trattare i problemi delle istituzioni: molto spesso i governi e i “poteri forti” in generale vagheggiano per molto tempo in attesa di trovare una soluzione ad un problema, e riescono a trovare una soluzione solo quando ormai è troppo tardi. E questo ci conduce a quello che forse è il tema in assoluto più attuale della pellicola, ossia la crisi climatica, per la quale DiCaprio si è costantemente battuto: la meteora in rotta di collisione col pianeta in sei mesi non è altro che una metafora della distruzione del pianeta che l’umanità sta velocemente e inconsapevolmente attuando, nel mentre che i governi o minimizzano il problema o non individuano soluzioni attuabili nell’immediato.

È individuabile inoltre una perfetta parodia dell’attuale situazione riguardante la pandemia da Covid-19: la divisione del mondo fra sostenitori della distruzione della cometa e “No-Comet”, una chiara parodia dei no-vax, che non credono alla sua esistenza. Significativo inoltre come, quando la cometa appare visibile in cielo ad occhio nudo, anche gli scettici cominciano a spaventarsi: fa vedere molto chiaramente come le persone non considerino un problema tale finché esso non gli appare di fronte agli occhi e non diventa qualcosa che interessa tangibilmente anche loro.

Recensione:

Ho trovato solo due difetti, che ritengo comunque perdonabili: la durata del film, che è di quasi due ore e mezzo, è forse eccessiva per quello che deve raccontare il film, e forse alcune scene con troppi dialoghi potevano essere accorciate. Inoltre molto spesso, pur essendo un film volutamente grottesco e satirico, alcuni atteggiamenti di certi personaggi sono iperbolici ed esagerati; per esempio mi sono chiesto: sarebbe davvero possibile che gli statunitensi, nella realtà, eleggano una Presidente come quella mostrata nel film?

In ogni caso è un film di cui consiglio assolutamente la visione a qualunque persona di qualunque età, per la sceneggiatura originale, satirica, grottesca e tragicomica, le immense prove attoriali, la fotografia ben realizzata e, ultimi ma non meno importanti, i numerosi temi forti che tratta, che inizialmente ti fanno pensare “No, è impossibile, il nostro mondo non è e mai sarà a questi livelli!”, salvo poi farti realizzare, soprattutto nel tragico e sconvolgente finale, che il mondo “questi livelli” li ha già raggiunti da parecchio.

 

Leonardo Manetti (classe IIC – Liceo classico)

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