La mattina del 2 novembre, il giorno dopo la festa di Ognissanti, le scuole di via Benedetto Croce si sono trovate di fronte a qualcosa a cui non erano più abituate ormai da vari anni: il vandalismo di presunta matrice neofascista.
Il 31 ottobre è stato affisso all’entrata principale del nostro liceo uno striscione a firma CASP (“Collettivo Autonomo Studenti Pisani” forza antagonista attiva nella nostra città dal 2010 che fa sentire la propria presenza a ogni manifestazione) recante la scritta “Dirigente scolastico, sbirri e fascisti comandano, controllano e proibiscono, a scuola vogliamo essere liberi”. Non è la prima volta che organizzazioni appendono manifesti e striscioni di contenuto antifascista e/o anarchico in città, ma mai ci eravamo trovati davanti a comportamenti tanto incivili e irrispettosi nei confronti di una struttura scolastica. Come successe per il Buonarroti l’anno scorso (che subì ben due gravi attacchi a danno del proprio edificio e dell’aula del collettivo), per tutta risposta allo striscione del CASP presunti militanti di estrema destra hanno imbrattato il muro esterno della nostra palestra, restaurata da pochissimi anni, con la frase “Comandano? Controllano?… Ma levati di ‘ulo” accompagnata dal disegno di una croce celtica (simbolo di tradizione celtica riutilizzato da vari movimenti di stampo neofascista dal dopoguerra in poi).
Che farne della scritta? Lasciarla lì a rovinare il nostro cortile? Non ci pare una soluzione possibile: in primo luogo perché sappiamo bene cosa significhi e di cosa sia portatrice, e dunque in profondo contrasto con quello che una scuola dovrebbe rappresentare, ovvero un luogo di aggregazione antidiscriminatoria e di democrazia. In secondo luogo una scritta del genere potrebbe essere soggetta a modifiche, diventando ancora più antiestetica e sgradevole. Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di ridipingere il muro, ma in questo caso non si farebbe altro che “passare sopra” a un’offesa fatta contro tutti noi, per poi dimenticarla.
A mio avviso dovremmo quindi cogliere l’occasione per ribadire che nella scuola italiana non deve trovare posto nessuna scritta o simbolo che possa rappresentare atteggiamenti antidemocratici e inciviltà. O ancor peggio razzismo, maschilismo, omofobia e discriminazione. Ci dev’essere un impegno da parte di tutti gli studenti dell’Istituto superiore Galilei Pacinotti e del Liceo scientifico Ulisse Dini per coprire la scritta affermando che questo non siamo noi e che anzi neanche lo accettiamo. Dobbiamo perciò ribadire i nostri valori umani contro dei disvalori discriminatori anche di fronte a queste azioni che per i più possono passare inosservate o irrilevanti (basti pensare che né è passata una circolare della preside che condannasse questo atto, né un professore ha “sprecato” cinque minuti della propria ora per parlarne con gli studenti), ma che nel panorama cittadino sono di particolare rilievo, affinché in futuro non ci si trovi più davanti agli occhi cose del genere che ci dimostrano che il fascismo è ancora vivo e prima o poi bisognerà farci razionalmente i conti.

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