Doveva essere la svolta epocale per i futuri studenti di medicina invece si è rivelato un grande disastro.
Eh già, stiamo parlando proprio del temuto semestre filtro che ha creato scompiglio invece di semplificare l’accesso a questa facoltà universitaria. Ma di cosa si tratta nello specifico?
Dal 2025 il semestre filtro è il nuovo modo per accedere alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Lo scorso anno difatti è stato abolito il TOLC per l’università, in quanto considerato troppo difficile per degli studenti provenienti da un contesto liceale e che accentuava le differenze economiche, rafforzando il divario sociale. Infatti, chi poteva permettersi i costosissimi corsi privati aveva più probabilità di passare mentre i meno abbienti dovevano sostenere tutto lo studio da soli. Inoltre, sono stati spesso denunciati numerosi favoritismi e dunque, con l’obiettivo di selezionare gli studenti più preparati in modo più equo e per premiare il merito, è nato il semestre filtro. Esso consiste nell’iscriversi alla facoltà desiderata e frequentare il primo semestre universitario studiando Biologia, Chimica e Fisica, superando i rispettivi esami per entrare in una graduatoria nazionale che determina l’ammissione al secondo semestre.
Fino a questo punto tutto fila liscio e apparentemente sembra anche una “bella favoletta”. Ma fatta la legge, ecco trovato l’inganno. Il semestre filtro non solo ha portato ad un sovraffollamento delle aule a scapito della qualità dell’insegnamento, ma ha causato anche una estrema dose di ansia e stress prolungati per gli aspiranti medici. Questa metodologia di scrematura, inoltre, si è rivelata ancora più iniqua del TOLC, poiché coloro che sono rimasti esclusi dalla graduatoria, adesso, nonostante gli aiuti per accedere ad altre facoltà da parte degli Atenei, si trovano in una situazione di incertezza, senza una università a gennaio.
Siamo dunque realmente sicuri che questo sia il metodo giusto per valutare se un ragazzo possa studiare per diventare medico o meno? Forse, la ministra, potrebbe dare il buon esempio ai ragazzi avendo l’umiltà di ammettere che tutti i conti non tornano, e che è necessaria una riforma efficiente, efficace, equa, che tenga conto delle esigenze dei giovani. Infine, non è forse utile che si rivaluti anche la concezione di merito di cui tanto si parla?
Francesca Calò (classe 5A – liceo classico)

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