Nei miti del passato vivono le tragedie attuali
“Maggio è domani!”, così il professor Cerrai ripete a noi ragazzi del laboratorio teatrale ogni settimana dall’inizio dell’anno, ed è proprio vero: anche quest’anno, come ogni anno da tradizione, sul palcoscenico del Teatro Verdi di Pisa il 9 maggio alle ore 21:00, ha preso vita un nuovo spettacolo rappresentato dai ragazzi della nostra scuola.
Quest’anno gli studenti che frequentano il laboratorio teatrale, diretto da Letizia Giuliani e coordinato dal professore Agostino Cerrai, per la 31esima edizione hanno portato in scena una tragedia greca di Euripide, il celebre tragediografo del V secolo a.C, incentrata sul tema della guerra, della condizione della donna e della sua schiavitù e sul tema del destino e dell’ingiustizia.
La tragedia è ambientata a Troia, dove in seguito alla caduta della grande città, si sono stabilite le sorti delle donne troiane che, ormai prigioniere dei Greci, sono destinate ad essere assegnate come schiave ad ognuno dei guerrieri.
La protagonista della tragedia, Ecuba, è interpretata da Aurora Giordani di 5C (accompagnata dalle sue ancelle, interpretate da Susanna Antichi di 1E e da Caterina Guerri di 1B), che si cala nel ruolo di attrice mostrandoci la sofferenza della regina di Troia, ormai afflitta dal dolore e dallo sconforto; Ecuba, infatti, cerca spesso conforto nelle prigioniere troiane, che costituiscono il coro della tragedia, segnate da un destino ormai immutabile, esprimono il dolore collettivo della città, commentano gli eventi e si rivolgono anche ai grandi protagonisti che compaiono sulla scena.
Durstorieante lo svolgimento della tragedia si intrecciano le di molti personaggi, ognuno dei quali riflette un importante tematica presente nella storia: ad esempio il personaggio di Taltibio (al quale hanno prestato il loro volto Alessandro Giannelli e Samuele Valente di 3A e Lorenzo Sarro di 3D), incarna perfettamente la crudeltà dei generali e dei soldati greci che, senza alcun risentimento, maltrattano le donne troiane e uccidono il piccolo Astianatte, figlio di Andromaca (Annalisa Colomba di 5A); o il personaggio di Elena (Emanuela Tartaglia di 5A) che introduce il tema della colpa e della manipolazione, la quale cerca in ogni modo di dissuadere la regina e il re spartano Menelao (Riccardo de Stefano di 4A) dalla decisione di ucciderla per il suo tradimento, sostenendo che la vera colpa della guerra di Troia non sia sua, ma che provenga dagli dei.
Il testo dell’opera inoltre è stato anche ampliato con l’aggiunta di alcuni versi tratti dall’adattamento di Jean-Paul Sartre, dalla tragedia Ecuba di Euripide e da altri testi più moderni come la poesia finale “Ou je vais, d’où je viens”, che hanno contribuito a trasmettere ancora più intensamente il senso di disperazione e il messaggio di forte realismo, forse oggi ancora più attuale.
Il pubblico si è sentito partecipe delle scene e ha apprezzato lo spettacolo, in particolare è stata determinante la poesia finale recitata da Freya Bucci, che ha suscitato un senso di empatia e coinvolgimento negli spettatori.
L’obiettivo di mettere in luce le grandi problematiche del presente attraverso le storie del passato è riuscito, confermando quanto possa essere fondamentale la lettura dei testi antichi, che tutt’oggi trovano un grande riscontro con l’attualità.
Anna Clara Del Seppia (classe 4A – liceo classico)

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