La nostra scuola è stata teatro di grandi avvenimenti che in passato chiunque avrebbe ritenuto impossibili: il movimento degli studenti ha portato alla conquista dell’autogestione.
Una vittoria degli studenti che sarebbe stata irraggiungibile senza la forza e la
partecipazione degli studenti stessi. La protesta è nata a seguito delle riforme proposte per la scuola, come parte di una lotta sostenuta in tutta Italia. Queste riforme propongono importanti tagli ai fondi delle università e anche un’espansione del precariato. A seguito delle occupazioni al Dini e al Buonarroti e del tentativo di occupazione al Classico gli studenti del liceo Galilei hanno voluto partecipare a questa lotta per come potevano, radunandosi nel cortile della scuola per fare un’assemblea straordinaria. Dopo vari interventi al microfono da parte di chiunque volesse parlare, si è svolta una votazione in cui quasi all’unanimità è stato deciso di continuare a protestare al fine di ottenere un’autogestione che portasse tematiche e attività simili a quelle delle occupazioni. La presidenza e i docenti all’inizio hanno respinto questa richiesta ritenendola poco opportuna ma, dopo due giorni di lotta, l’autogestione è stata accettata.
Gli studenti hanno gestito loro stessi le attività o hanno chiamato figure esterne a farlo, dando informazione su tematiche come il precariato e le basi militari e creando spazi di confronto aperto fra gli studenti. Queste attività hanno creato un clima dinamico di confronto tra gli studenti che non era mai stato raggiunto né nelle assemblee né nei Giorni classici. Nell’organizzare le attività e assicurare il loro svolgimento, hanno avuto un ruolo importante anche i membri del Collettivo, mostrando così che l’organizzazione degli studenti è utile non solo a vincere le lotte ma anche a far valere le vittorie.
Sono state portate avanti alcune critiche riguardo ai metodi di lotta, come la non trasparenza durante il primo giorno di protesta. Innanzitutto è normale che nel primo giorno la circolazione delle informazioni non sia totalmente chiara; bisogna riconoscere che nel momento in cui è stato chiesto di votare per l’autogestione tutti i fatti erano stati chiariti. Per l’intera durata della protesta la maggioranza degli studenti che ha partecipato all’autogestione non ne ha preso parte passivamente ma attivamente, con una partecipazione che da sola è stata in grado di portare una maggiore coscienza collettiva tra gli studenti.
Questi avvenimenti sono stati la forma di protesta politica della nostra scuola più di successo da molto tempo e hanno permesso agli studenti di ottenere qualcosa che mancava da molto, ovvero uno spazio libero di confronto totalmente autogestito. È importante comprendere questi eventi nella loro interezza e negli aspetti che avranno più conseguenza perché potrebbero rappresentare l’inizio di una nuova fase per la politica, per un impegno collettivo nella nostra scuola che da troppo tempo è stato messo da parte.
Valerio D’Amato – Viola Ribaldi (classe 3B – liceo classico)

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