Rapsodia online

Sito web del laboratorio di giornalismo dell'I.I.S. GALILEI-PACINOTTI di Pisa

  • Laboratorio di giornalismo
  • La Redazione
  • Rubriche
    • La voce degli studenti
    • Ciò che ci circonda – rubrica sull’ambiente
    • Visto Letto Sentito
    • Focus Sport
    • Racconti Alati
    • Laboratorio partecipato di giornalino
  • Il progetto Contemporanea…mente
    • FOCUS – LABORATORIO DI GIORNALISMO “CONTEMPORANEA…MENTE”
    • FOCUS – APPROFONDIMENTI PROGETTO “CONTEMPORANEA…MENTE”
  • Collabora con noi!

IL GOLPE IN CILE DEL 1973: INTERVISTA A RODRIGO RIVAS

17 Marzo 2024 by admin_rapsodia Lascia un commento

Introduzione

La classe 2CAFM, nell’ambito delle attività del progetto Contemporanea..mente relative all’America Latina, ha realizzato un’intervista a Rodrigo Andrea Rivas, ex membro del governo di Unidad Popular di Salvador Allende, in Cile, nonché giornalista e scrittore, in occasione del cinquantesimo anniversario del golpe in Cile. Profugo in Italia dal gennaio 1974, dopo il colpo di stato del generale Augusto Pinochet, ha rivestito vari ruoli fra cui quello di direttore di Radio Popolare e di docente universitario in Italia e all’estero, ed ha pubblicato oltre 50 saggi di politica ed economia internazionale.

Questa intervista è incentrata sulle vicende relative al tragico e violento colpo di stato attuato in Cile l’11 settembre 1973 dal generale Pinochet (dietro direzione degli Stati Uniti) che ha spodestato il governo di Allende, cioè il progetto di realizzazione del socialismo per via democratica più avanzato al mondo. E’ stata realizzata per approfondire e chiarire alcune dinamiche e aspetti relativi al golpe, avendo Rivas assistito e vissuto questa vicenda storica (combattuta tra carri armati, aerei dell’aviazione e 50/100 civili armati che hanno cercato di difendere il loro presidente) in prima persona.

Durante l’intervista sono stati analizzati diversi aspetti di questo evento, facendo anche riferimento all’intervento fatto da Rivas a Milano il 10 settembre 2023 (link) in occasione del cinquantennale del Golpe che stravolse la sua vita e la storia del suo paese per sempre.

Le domande che sono state poste dagli studenti riguardano sia temi di carattere storico, come i discorsi fatti dall’ex presidente cileno Salvador Allende al suo popolo durante un periodo di sconforto e confusione per tutto il paese, sia temi più privati, o comunque personali riguardanti le emozioni e le opinioni di Rivas in uno dei momenti più difficili che abbia mai affrontato.

Ringraziamo Rodrigo per la sua disponibilità, per il tempo che ci ha concesso e per averci parlato di argomenti importanti e, soprattutto, non facili da affrontare a livello personale.

nota: Salvador Guillermo Allende Gossens: Santiago del Cile 26 giugno 1908 – 11 settembre 1973, è stato un politico cileno Presidente del Cile dal novembre del 1970 al settembre del 1973, prima personalità politica dichiaratamente marxista  ad esser stata mai eletta democraticamente alla carica di Presidente d’un qualsiasi paese delle Americhe e, secondo alcuni, addirittura del mondo

Classe 2C: Qual era il rapporto tra il presidente Allende e Pinochet prima del colpo di stato?

Rodrigo: “Allende e Pinochet prima del colpo di stato erano amici. Pinochet venne nominato Capo di Stato Maggiore il 23 agosto del 1973 in seguito alle dimissioni del generale Prats e si spacciò fin da subito simpatizzante delle idee di Allende, dichiarando pubblicamente la propria fiducia nei suoi confronti”.

nota: Carlos Prats González è stato un generale e politico cileno , comandante in capo dell’Esercito del Cile  dal 26 ottobre 1970  al 23 agosto 1973, sotto la presidenza di Salvador Allende. Fu anche, dal 1972 al 1973,ministro  della difesa e vicepresidente della Repubblica.

Classe 2C: Cosa provò e come si sentì durante e dopo il golpe?

Rodrigo: “La sera prima del colpo di stato io ero al palazzo del governo con altre persone nella riunione del gabinetto di governo, c’era pure il presidente ed ero abbastanza deluso dalla decisione del presidente di comunicare al paese le dimissioni del governo la mattina seguente e di andare a nuove elezioni. Tuttavia ero anche abbastanza tranquillo, perché si supponeva che il giorno dopo, con le rinuncia di Allende, le gravi tensioni scatenate dalla destra che attanagliavano il paese da mesi sarebbero andate in via di risoluzione. Dopodiché sono andato a casa e la mattina dopo mi sono svegliato con le cannonate. Subito dopo con mia moglie, abbiamo acceso la radio e si parlava del colpo di stato. Siamo usciti di casa e lì ci siamo separati, per diverso tempo non abbiamo saputo cosa succedesse l’un l’altro. Non ricordo di aver sentito paura, non perché io sia particolarmente coraggioso ma perché non ce n’era spazio, non avevo ancora imparato cos’era la paura. Era come se fossi all’interno di un film che non era mio, era di altri, era un’invenzione, io non l’avevo mai visto. Mi ricordo che anche dopo ero abbastanza tranquillo; la tranquillità è durata fino al bombardamento al palazzo presidenziale nella stessa mattinata, in quel momento le cose erano diventate come una sorta di incubo spaventoso. Io ero molto giovane e i giovani hanno l’incoscienza di pensare che non può succedere nulla di grave a te e ai tuoi. Qualche giorno dopo iniziarono a succedere cose gravi a me e a quelli che io amavo, e l’idea della propria invincibilità è entrata in crisi”.

Classe 2C: È mai tornato nel suo paese dopo il colpo di stato o ha mai pensato di tornarci?

Rodrigo: “Sono tornato in Cile per la prima volta nel 1988 come giornalista italiano quando Pinochet indisse un referendum per confermare o meno la carica di presidente per i successivi dieci anni. Poi vi sono tornato per quasi tutti gli anni fino ai primi anni 2000 e per l’ultima volta nel 2009 in occasione del centenario della nascita di Allende.

Avevo pensato di tornare in Cile nel 1990 quando venne eletto il primo governo democratico post dittatura, ma poi ci ho ripensato per due motivi: 1) perché in quel momento sembrava più utile che io continuassi a fare il giornalista dall’Italia, piuttosto che andare a fare l’ennesimo rifugiato tornato nel proprio paese senza avere granché da fare e a prendere il posto a coloro che ne avevano più bisogno di me. 2) perché nel frattempo avevo avuto due figli, che andavano a scuola e si sentivano perfettamente italiani e non avevano nessuna voglia di andarsene in Cile, dunque non mi sembrava il caso di tornare lì”.

 

Classe 2C: Come ci può descrivere Allende: quale opinione ha di lui? Cosa ne pensa riguardo la teoria in base alla quale si suicidò? Come andò secondo lei?

Rodrigo: “Non esiste la certezza assoluta sul fatto che Allende si sia suicidato o che sia stato ucciso. Entrambe le due versioni hanno elementi di credibilità, ma credo che non ci sia motivo di dubitare del fatto che si sia suicidato, principalmente per il fatto che anche la moglie, i familiari, e le persone a lui più vicine lo credono. Penso che comunque sia logico, perché Allende sapeva che se non si fosse suicidato sarebbe stato ucciso; pensava che suicidarsi avesse un senso politico: disse che non si sarebbe mai dimesso in quelle condizioni. Cosa penso di Allende? Beh, Allende mi ha cambiato la vita, a me e a tutta la mia generazione: era come un padre severo che insegnava cose importanti (soprattutto cosa pratiche, come perdere la paura), ma allo stesso tempo era gentile e paterno, un uomo ricercato nei modi e allo stesso tempo molto alla mano”.

Classe 2C: Secondo lei sarebbe scoppiata la guerra civile invece del colpo di stato? In tal caso cosa avrebbe fatto?

Rodrigo: “Riguardo cosa avrei fatto ti posso solo rispondere con alcune ipotesi. Posso supporre che davanti a determinate circostanze farò una cosa o ne farò un’altra, ma ti saprò rispondere sul serio quando gli eventi avverranno e se avverranno davvero, prima sono solo teorie.

Una guerra civile presume l’esistenza di due forze contrapposte che hanno entrambe la possibilità di vincere; le forze armate cilene guidate da Pinochet erano praticamente compatte mentre lo stato era in forte crisi: non si aveva la possibilità di credere che materialmente fosse possibile la vittoria. Dunque la guerra civile non sarebbe mai stata possibile, tutt’al più ci sarebbe stato un massacro; e nel caso non so cosa avrei fatto”.

Classe 2C: Cosa ne pensa del fatto che dopo la morte di Allende Pinochet consegnò le miniere cilene alle multinazionali statunitensi e canadesi?

Rodrigo: “Penso semplicemente che Pinochet abbia fatto il suo mestiere: era quello che doveva fare in base alle indicazioni di Washington. Il colpo di stato avvenne per quello: consegnare il paese nelle mani degli statunitensi. Se l’America latina non avesse avuto quella serie di governi orrendi sarebbe un continente molto ricco. E proprio qui trovò la sua prima applicazione il neoliberismo a partire dal 1975: tutto ciò che può essere messo in produzione va messo in produzione”

Classe 2C: Come e da chi gli è arrivato l’elenco con i nomi dei cinque militari che non fecero arrivare l’ambulanza il giorno della morte di suo padre?

Rodrigo: “A questo non posso rispondere perché mi è arrivato da altri soldati. Mi dispiace ma questo non lo posso dire, come non posso dire chi mi ha aiutato ad uscire dal paese”

Classe 2C: Cosa ne pensa della politica cilena attuale?

Rodrigo: “Penso che si sia perso una grande opportunità dopo le grandi speranze sollevate dalle oceaniche proteste di piazza dell’autunno del 2019 e che sia un po’ un disastro. Attualmente penso che il Cile sia un paese deluso dal governo in carica, quello di centro-sinistra di Gabriel Boric, che soffre a causa dei cambiamenti apportati alle politiche inizialmente promesse. Il Cile è uno dei paesi più ricchi del sud America, dove però un buon 40% della popolazione vive in povertà. I cileni sono semplicemente delusi dal cambio di linea politica del governo attuale, e credo che se io fossi in Cile presterei molta attenzione a quello che sta succedendo”.

Classe 2C: Nei panni dei cileni qual è la soluzione per migliorare la situazione che lei sintetizza efficacemente con la frase “il Cile non è povero ma i cileni si”?

Rodrigo: “In questo momento il Cile fa parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), di cui sono membri i 38 paesi più sviluppati del campo capitalistico: quasi tutti i paesi europei occidentali ed anche alcuni paesi dell’America latina come il Cile e il Messico. Il Cile appartiene a quell’elenco di paesi che hanno un reddito medio-alto, che dovrebbe essere intorno ai 20 mila dollari annui.

Il Cile è un paese nel quale oggi 5 famiglie si impossessano del 50% del reddito nazionale.

I cileni dunque sono poveri in un paese così ricco a causa della distribuzione ingiusta del reddito, privilegio che non viene toccato fin quando qualcuno non imporrà un cambiamento nelle politiche economiche e fiscali. Sarebbe quindi utile che si facesse pagare le tasse a chi guadagna tanto, che ci fosse un sistema pensionistico meno ingiusto, la sanità pubblica e l’istruzione gratuita, tutte riforme di questo tipo.

Democrazia per me significa che posso protestare, senza essere represso, e avere la possibilità di poter cambiare le sorti del paese tramite via democratica.”

 

Lavoro collettivo della classe 2C AFM dell’ITE Pacinotti

Attività realizzata nell’ambito del progetto Contemporanea..mente

 

_______________________________________________________________

Cronologia storica del Cile dal governo di Unidad popular ad oggi

4/9/1970: Il candidato di Unidad popular (Up) Salvador Allende viene eletto presidente col 36,3% contro il 35,8% del candidato della destra Jorge Alessandri e il 30% del democristiano R. Tomic

25/10/1970: assassinato il Comandante in capo dell’Esercito generale Renè Schneider Chereau per le ferite riportate durante un tentativo di sequestro da parte di un commando fascista dell’organizzazione Patria y Libertad finanziata dalla Cia. La sua morte pone fine alla cosiddetta “dottrina Schneider”, esplicitamente contraria all’intervento militare nella vita politica e apre la strada al golpe che tre anni più tardi porterà alla dittatura militare.

4/11/1970: insediamento di Allende e attivazione delle “Quaranta misure del governo popolare” finalizzate all’attuazione di un programma di costruzione del socialismo per via democratica

6/11/1970: il presidente Usa Nixon davanti al Consiglio nazionale di sicurezza dichiara “Non dobbiamo permettere che l’America Latina pensi di poter intraprendere questo cammino senza subirne le conseguenze”

15/7/1971: nazionalizzazione delle miniere del rame di proprietà di 2 multinazionali statunitensi. Washington indispettita acuisce le azioni di destabilizzazione contro il governo di Allende

Dicembre 1971: prima grande mobilitazione delle “pentole vuote” orchestrata dalla destra

Ottobre 1972: le manovre di destabilizzazione si intensificano minando l’unità del governo e culminano nello sciopero dei camionisti che, finanziato da gli Usa con 4 mln  $, paralizza il Paese

Novembre 1972: grazie alla mobilitazione popolare e agli sforzi impiegati, il blocco dei trasporti viene superato. Allende avvia una tournèe mondiale che lo condurrà fino alla tribuna dell’Onu, dove denuncia gli attacchi che subisce il suo governo, soprattutto da parte di imprese statunitensi: “…il potere e la condotta nefasta delle multinazionali, i cui bilanci superano quelli di molti paesi… Gli stati subiscono interferenze nelle loro decisioni fondamentali, politiche economiche e militari, da parte di organizzazioni globali che non dipendono da nessuno stato e che non rispondono né sono controllate da nessun parlamento o istituzione rappresentativa dell’interesse collettivo”. Un’analisi lungimirante di ciò che in seguito sarà definito processo di globalizzazione

Marzo 1973: alle elezioni legislative l’Unidad popular avanza e ottiene il 43,4% dei voti

29/6/1973: un reggimento di artiglieria sotto il comando del Tenente Colonnello Roberto Souper insorge e assedia i palazzi del governo con carri armati e altri mezzi pesanti ma viene respinto dalle forze armate lealiste: è il tanquetazo che servirà come prova generale del golpe

Agosto 1973: viene proclamato un nuovo sciopero dei trasporti che paralizza il Cile. Il 22 Pinochet viene nominato capo di stato maggiore dopo le dimissioni di Prats a seguito dei contrasti all’interno delle forze armate. Allende dichiara pubblicamente la propria fiducia nei suoi confronti

22/8/1973: il parlamento approva una mozione della Democrazia Cristiana in cui si denuncia “il grave deterioramento dell’ordine democratico” perpetrato da Allende e si chiede alle forze armate di “porre immediatamente fine a tutte queste situazioni”

11/9/1973: colpo di stato militare guidato da A. Pinochet sostenuto dalla destra e dalla Democrazia Cristiana e organizzato dagli Usa. Allende assediato alla Moneda con i suoi fedelissimi rifiuta la resa e si suicida. Svanisce il sogno cileno di una transizione democratica verso il socialismo. Nei mille giorni del suo governo il Cile si riappropriò del rame, estese la riforma agraria, difese l’istruzione pubblica e gratuita, ridusse la mortalità infantile, aumentò i salari, creò l’area sociale dell’economia, nazionalizzò le banche e altre imprese strategiche e promosse la partecipazione popolare

Viene instaurata una feroce dittatura militare che provoca 3.200 morti, oltre 100.000 arresti, 38.00 torturati e decine di migliaia di esiliati. Un’intera generazione, insieme alla prospettiva di una società più equa, viene annientata

1975: applicazione delle teorie neoliberiste della ‘Scuola di Chicago’ sul laissez-fare sul libero mercato e sulla riduzione della spesa pubblica: vennero privatizzate gran parte delle imprese appena nazionalizzate, restituiti ai latifondisti 1/3 delle terre oggetto di riforma, ridotti gli stipendi, privatizzate la sanità e l’istruzione mentre vennero aumentate le spese militari. La ricetta neoliberista, in assoluta anteprima mondiale, portò ad un quindicennio di crescita economica sostenuta (6-8% annuo) che andò per l’85% a beneficio del 20% più ricco della popolazione e creò gravi effetti sociali, economici e culturali ai danni degli strati popolari e del ceto medio

11/9/1980: approvazione della nuova costituzione che contiene principi di politiche economiche liberiste e garantisce a Pinochet la presidenza fino al 1989

1988: il Plebiscito indetto da Pinochet per ottenere il prolungamento del mandato presidenziale per un’altro quadriennio viene, a sorpresa, respinto da parte del 56% dei votanti

14/12/1989: le prime elezioni democratiche presidenziali registrano la vittoria della Concertazione Democratica di centrosinistra che porta il democristiano Patricio Alwyin alla presidenza

11/3/1990: insediamento del nuovo presidente e avvio della “transizione alla democrazia” che incontra grandi resistenze da parte dei militari che mantengono ampi poteri ottenendo anche l’impunità per i crimini commessi durante la dittatura. Pinochet nominato Capo delle forze armate

11/3/1994:  Eduardo Frei, candidato democristiano della Concertazione Democratica si insedia alla presidenza. Sotto il suo governo il Cile ha registrato una sostenuta crescita economica (fino al ’98) ed è entrato a far parte del Mercosur come membro associato nel 1996 e ha stipulato trattati di libero commercio con gli Stati Uniti, la Cina e i paesi dell’Unione Europea.

Le politiche economiche, attuate dai presidenti della Concertazione Democratica dopo il ritorno alla democrazia nel 1990, non sono risultate in controtendenza rispetto al liberismo del periodo di Pinochet: sono infatti continuate le privatizzazioni come è il caso dell’acqua e delle concessioni alle multinazionali per lo sfruttamento del rame. Venne, però, perseguita una politica di riduzione del disagio sociale senza tuttavia incidere in modo sostanziale negli squilibri socioeconomici: nel 1996 il 20% più ricco della popolazione deteneva ancora il 56,5% del reddito nazionale, mentre il 20% più povero solo il 3,9% e nel 2011 erano ancora rispettivamente del 51,03% e del 5,38%. Il Cile è il paese con il maggior squilibrio nella distribuzione della reddito dell’America Meridionale.

1998: Pinochet diventa senatore a vita ma ciò non fu sufficiente, il 17 ottobre del 1998, ad evitargli la reclusione nell’ospedale londinese in cui era ricoverato, a seguito del mandato di arresto internazionale emesso dal giudice spagnolo Baltasar Garcon, per i crimini commessi contro i propri connazionali. Si aprì un complesso caso diplomatico internazionale che coinvolse, oltre il Cile e il Regno Unito, anche la Spagna e che si concluse con la scarcerazione di Pinochet decretata nel marzo 2000 dal ministro degli interni laburista Jack Straw per motivi “umanitari”. La revoca, al rientro in patria, dell’immunità parlamentare da parte della Corte d’Appello, spalancò all’ex dittatore le porte del processo nel quale, dopo un iniziale rinvio a giudizio, ottenne, l’anno successivo, la sospensione per motivi di salute. La Corte Suprema nel 2005 respingendo il ricorso della difesa dette nuovamente via libera all’effettuazione del processo che non arrivò a conclusione per la sopraggiunta morte, il 10 dicembre 2006, dell’ex dittatore che per 17 anni governò il paese con pugno di ferro macchiandosi di orrendi crimini

11/3/2000: Ricardo Lagos socialista diviene il terzo presidente della Concertazione Democratica. Il governo di Lagos è stato uno dei più apprezzati arrivando a toccare il 75% di popolarità. Durante la sua presidenza si sono intensificate le relazioni estere, le riforme istituzionali e la crescita economica dopo la recessione del ’99

11/3/2006: si insedia alla presidenza la socialista Michelle Bachelet della Concertazione Democratica. Rifiuta i funerali di stato a Pinochet. Contro di lei si solleva la contestazione degli studenti per la mancata riforma dell’istruzione. Recupera in seguito popolarità grazie alla capacità di affrontare la crisi economica del 2008-2009 ottenendo il consenso dell’opinione pubblica e del sistema economico del Paese ma scontentando i ceti popolari per la diminuzione salariale. Nel 2008 è stata nominata presidente della neo costituita Unasur l’Unione delle Nazioni Sudamericane

11/3/2010: il magnate Sebastian Piñera di Rinnovamento Nazionale, candidato della “Coalición por el Cambio” si insedia come primo presidente di destra dopo il ritorno alla democrazia, favorito dalle divisioni nel campo del centrosinistra, causate dall’incapacità di invertire le politiche neoliberiste di Pinochet.

2011-2013: Sotto Piñera, riprende forza il movimento studentesco nel 2011 e nel 2013, fino a scuotere l’intera sinistra e a richiedere non soltanto un’educazione ‘gratuita e di qualità ma anche i mezzi per ottenerla: riforma fiscale, nazionalizzazione del rame e, soprattutto, fine del modello liberista inscritto nella Costituzione del 1980 attraverso la convocazione di un’assemblea costituente. Questi sono le richieste più importanti, insieme, alla riforma sanitaria, che gli studenti avanzano a Michelle Bachelet nuovamente candidata, alle presidenziali del 17 novembre 2013 di “Nueva Mayoria” (Nuova Maggioranza) la coalizione che comprende la Concertazione, i partiti di sinistra ed i movimenti.

Dopo decenni in cui Allende ha rappresentato solo un grande politico da commemorare, durante le manifestazioni, in cui gli studenti si sono fusi con i minatori e i portuali, il ritratto di Allende è tornato nelle strade ma, questa volta non si trattava più di celebrare un’icona: i manifestanti affermavano di riconoscersi nel progetto politico che egli incarnava e che continua a rappresentare. L’esperienza dell’Unidad Popular non è fallita: è stata soltanto interrotta e la figura di Allende non è quella di un presidente che si lascia alle spalle un processo politico condannato. Essa incarna l’audacia politica: quella che ha affermato la modernità di un progetto di trasformazione della società, non solo in Cile, ma in tutto il continente latinoamericano.

15/12/2013: al secondo turno delle elezioni presidenziali la socialista Michelle Bachelet, col 62% dei voti sconfigge la candidata dell’Unione democratica Indipendente Evelyn Matthei, sostenuta dalla coalizione di destra Alleanza per il Cile che assume l’incarico l’11 marzo 2014

17/12/2017: Sebastian Piñera di Rinnovamento Nazionale, sostenuto dall’alleanza Chile Vamos, al secondo turno delle presidenziali conquista, col 54,6% dei consensi, il secondo mandato ai danni dell’esponente del Partito Radicale Social Democratico, Alejandro Guiller, appoggiato dalla coalizione Nuova Maggioranza. Anche lui come i predecessori si insedia il 11 marzo successivo

18/10/2019: a Santiago esplodono le proteste studentesche innescata dall’aumento del prezzo dei biglietti dei trasporti urbani che nei giorni successivi si estendono alle classi sociali impoverite dalle mancate riforme della struttura economica ancora di chiara matrice liberista. “Non per 30 centesimi, ma per 30 anni” diviene lo slogan delle piazze gremite, lasciando intendere che l’esasperazione popolare era frutto non tanto dell’aumento dei trasporti urbani di 30 centesimi, bensì di 30 anni di mancate riforme. Durante la “transizione” post dittatura il Cile ha conosciuto un periodo di forte sviluppo economico, ma questo ha ulteriormente ampliato le diseguaglianze, e ha lasciato indietro e ai margini larghe fasce della popolazione. Il Paese non è riuscito a trovare un compromesso tra lo sviluppo dell’economia di mercato e le protezioni sociali, in modo da garantire coesione sociale e stabilità democratica.

Ottobre 2019–18/3/2020: le oceaniche proteste si allargano alle principali città cilene guadagnandosi l’appellativo di Estallido social (esplosione sociale). Il 18 ottobre il presidente Sebastián Piñera dichiara lo stato di emergenza, autorizzando il dispiegamento dell’esercito cileno nelle principali regioni a fianco delle forze di sicurezza (i famigerati Carabineros). L’esercito torna nelle strade per la prima volta dai tempi della dittatura. La repressione violenta dei manifestanti viene denunciata, oltre che dall’Onu, anche dal direttore dell’Istituto nazionale per i diritti umani del Cile Sergio Micco: “L’Istituto ha registrato testimonianze di denudamenti, torture, spari contro i civili, maltrattamenti fisici e mentali, botte e ritardi della polizia nel condurre le persone fermate al commissariato, mantenendole nei furgoni, ammassate e con scarsa ventilazione, per ore”. Le proteste di piazza cessano a metà marzo, a causa dalla pandemia da Covid-19, con un pesante bilancio: 34 fra uccisioni dirette e sospette, 2.400 feriti fra cui alcune centinaia colpiti volontariamente agli occhi, circa 5.000 arresti e numerose violenze sessuali ai danni delle donne fermate.

I partiti presenti in Parlamento si accordano per l’effettuazione di un Plebiscito per una nuova costituzione che chiuda i conti con la dittatura e con il neoliberismo istituzionalizzato.

25/10/2020: il Plebiscito Nazionale 2020 chiama i cileni ad esprimersi su una nuova costituzione o sul mantenimento di quella di Pinochet del 1980 e su quale organo debba provvedere a redigerla. Vittoria schiacciante di Apruebo, nel primo quesito, e di una assemblea costituente elettiva ex novo nel secondo, con oltre il 78% dei consensi in entrambi.

16-17 maggio 2021: votazioni per l’Assemblea costituente (Convenciòn Constituyente), netta sconfitta dei partiti tradizionali, soprattutto di centro-destra (38 seggi), e vittoria degli indipendenti, in prevalenza esponenti del movimento popolare, con 48 seggi su 155, dei quali 24 conquistati dalla Lista del Pueblo; la sinistra radicale (Apruebo Dignidad), alleanza fra Partito comunista e Frente Amplio, ottiene 27 seggi contro i 25 della lista Apruebo di centrosinistra, mentre 17 vengono riservati alle popolazioni amerindie

21/11/2021: il primo turno delle elezioni presidenziali vede in testa José Antonio Kast di estrema destra con il 28%, seguito da Gabriel Boric, giovane esponente della sinistra emerso dalle proteste 

19/12/2021: contro i pronostici al secondo turno delle presidenziali Boric sconfigge l’ex pinochetista Kast 56% a 44% divenendo il presidente della Repubblica più giovane della storia del Cile e anche quello più votato dal popolo in voti assoluti. Scongiurato il ritorno verso i tempi bui della dittatura e compiuto un fondamentale passo avanti verso la fine della “transizione democratica”. Promesso sostegno politico dal nuovo governo alla conclusione del percorso costituente che porti all’approvazione di un nuovo testo costituzionale che chiuda i conti con l’eredità della dittatura e con l’impianto neoliberista dello stato cileno

11/3/2022: si insedia il nuovo presidente Boric con il primo governo della storia sudamericana a maggioranza femminile (14 su 24). Al ministero della Difesa va la nipote di Salvador Allende, Maya Fernández Allende, già deputata del Partito socialista e recentemente approdata al partito di Boric

4/9/2022: effettuazione del Plebiscito nazionale confermativo della nuova Costituzione

Il nuovo testo, articolato in 338 articoli e definito da più parti come una delle proposte costituzionali più avanzate a livello mondiale, dichiarava fra le varie il Cile “uno stato sociale e democratico di diritto, plurinazionale, interculturale, regionale ed ecologico“, chiudeva con l’impianto liberista dell’economia contemplato dalla Costituzione di Pinochet del 1980, introducendo nuovi diritti sociali e stabiliva la nuova democrazia come “paritaria e inclusiva“. Soprattutto tre tematiche introdotte nel testo (il diritto all’aborto, la parità di genere nel settore pubblico col 50% dei posti riservati alle donne e la questione dei diritti dei popoli originari) non vengono apprezzate dall’intero popolo cileno che al referendum, a seguito di strumentalizzazioni, fake news e di un’aggressiva campagna mediatica delle destre, per il 62% si esprime in modo contrario all’approvazione della nuova Costituzione.

Una bruciante sconfitta, per le forze progressiste e per i movimenti popolari, riconducibile ad un testo particolarmente innovativo per i diritti sociali e l’assetto dello Stato, che a causa del meccanismo elettorale del referendum, accettare o respingere in toto, ha indotto molti cileni che condividevano l’impianto del testo, ma che divergevano su uno o pochi punti, a votare per il respingimento. Una batosta anche per il neopresidente Boric che subisce un ridimensionamento nel suo progetto politico di riforme economiche e costituzionali e lo costringe, da un lato, ad un rimpasto nella squadra di governo, a vantaggio dei moderati, e, dall’altro, ad un nuovo percorso costituente.

 

Archiviato in:Uncategorized

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La voce degli studenti

La politica nelle scuole: Azione Studentesca contro i professori di sinistra

Negli ultimi giorni di gennaio 2026 è iniziato a circolare un sondaggio anonimo in cui veniva richiesto di “denunciare” i professori di sinistra e la loro eventuale “propaganda politica” durante le lezioni. L’indagine portata avanti da Azione Studentesca, associazione giovanile di destra affiliata a Fratelli D’Italia, che ricorda in modo inquietante le liste di proscrizione […]

Un palco all’opera

Locandina Carmen

Il 23 e il 25 gennaio è stata messa in scena la Carmen di Bizet, una tra le opere liriche più famose: anche per questo l’opera è andata sold out. “Anche per questo”, perché la direttrice dell’orchestra è stata Beatrice Venezi, la nuova direttrice musicale della Fenice di Venezia; al centro della critica perché ritenuta […]

Visto Letto Sentito

Locandina No Other Choice, non c’è altra scelta

Il lavoro (non) uccide

20 Marzo 2026 By admin_rapsodia

Quando, tempo fa, Park Chan-wook scelse di riproporre il classico del regista Costa-Gavras, era … Leggi tutto...

Locandina film

Il dilemma della vendetta

18 Dicembre 2025 By admin_rapsodia

I premi come la Palma d’Oro, assegnata durante il Festival di Cannes, sono spesso discussi e … Leggi tutto...

Archivio Visto Letto Sentito

>> LEZIONI CORSO DI FORMAZIONE
instagram

Copyright © 2026 · Metro Pro on Genesis Framework · WordPress · Accedi