Durante la 21esima edizione del Pisa Book Festival, abbiamo avuto l’occasione di intervistare la casa editrice indipendente Astarte Edizioni, originaria proprio di Pisa.
Come è nata la casa editrice?
La casa editrice è nata dal desiderio di mettere in pratica le conoscenze che avevamo acquisito durante la formazione universitaria, dopo anni di esperienza in archivio e ricerca. Volevamo creare qualcosa che rispondesse alla nostra esigenza etica, un progetto che parlasse di dialogo in questo mondo sempre più frammentato, con muri sempre più alti, e abbiamo identificato nel Mediterraneo un possibile argomento di partenza.
Che origine ha il nome “Astarte”?
La figura di Astarte, divinità fenicia anche nota come ‘Ashtart, ‘Atar’ata, Ishtar, Athtar, assimilata talvolta ad Afrodite Urania, a Iside o a Cibele, è diffusa in tutto il mondo semitico ed è la dea madre, creatrice di vita, e la stella del mattino, che porta la luce nell’oscurità.
Quali sono i criteri con cui scegliete gli autori?
Scegliamo testi di narrativa, di poesia e di saggistica di autori del Nord Africa o del Medio Oriente, oppure anche della costa europea, ma che si concentrano su un episodio storico o fenomeno sociale del paese di provenienza o del paese di cui parlano. L’idea è che così anche chi ha meno familiarità con questi paesi e li considera più culturalmente lontani possa invece riscoprire molti punti di vicinanza con chi è al di là dal mare.

In particolare di cosa tratta la collana “Hurriya”?
Diretta da Federico Oliveri, la collana è stata concepita proprio per parlare di immigrazioni e temi a questa legati: i primi due libri si concentrano sul fenomeno, uno analizzando il ruolo della donna, l’altro focalizzandosi sul diritto d’asilo e sul tema dell’accoglienza; il terzo invece parla “dell’italianità” e della cittadinanza a stranieri.
Dal sito ho visto che offrite corsi di traduzione, perché questa scelta?
Organizziamo momenti di formazione per traduttori perché pensiamo che dalla condivisione dell’esperienza e delle competenze possano nascere traduttori che abbiamo uno sguardo etico verso la riscoperta delle letterature meno “mainstream”.
Com’è essere al Pisa Book Festival?
Sono tre anni che esponiamo al Pisa Book Festival, festival della nostra città a cui non potevamo mancare. Essere in fiera è sempre un ottimo momento per far conoscere il nostro progetto.
“Il più buono del paese” di Saverio Bargagna, tra le ultime uscite di Astarte Edizioni
Che cosa accade quando una comunità è chiamata a eleggere “il più buono del paese“? Chi può stabilirlo, e soprattutto in che modo? In palio una cifra stratosferica messa a disposizione da un milionario. Così, alla vigilia del nuovo anno, il piccolo paese di Pontarno (luogo di fantasia) si trova a vivere un grande dilemma. Fra guai burocratici e piccoli-grandi interessi locali, non sempre le buone azioni finiscono per rendere le persone migliori.
E tra qualche situazione bizzarra (ma non troppo) e alcuni battibecchi, Pontarno e tutti i suoi personaggi vi strapperanno molte risate, ricordando che dietro all’ironia che accompagna tutto il romanzo c’è un fondo di amara verità, di un mondo che sta perdendo sempre di più pezzi di umanità (come la pagina Facebook “Felicità canaglia” che – agli occhi dei cittadini del paese – diventa più credibile di giornali e dei giornalisti).

“Il più buono del paese” è il romanzo d’esordio di Saverio Bargagna, giornalista (ed ex studente del nostro liceo) che dal 2002 scrive per La Nazione. Il libro, uscito lo scorso 8 settembre proprio per Astarte Edizioni, è acquistabile in libreria, sul sito della casa editrice e su Amazon e verrà presentato giovedì 9 novembre a Cascina (ore 18.30, Biblioteca Comunale Impastato).
Aurora Bellagamba, Giulia De Ieso (classe 5B – Liceo Classico)

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