In vista dell’inaugurazione del Pisa Book Festival abbiamo avuto il piacere di incontrare Lina Bolzoni, professoressa universitaria di letteratura italiana e socia dell’Accademia Nazionale dei Lincei e della British Academy, ha insegnato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e alla New York University. La prof.ssa Bolzoni sarà madrina di questa ventunesima edizione del festival.
Bolzoni rimarca da subito la centralità del tema scelto quest’anno (“dedicato alle donne, tutte!”): «Anche se a volte lo si dà per scontato, è un tema assolutamente centrale, soprattutto davanti ad alcune situazioni allucinanti e orribili: sono la versione estrema di eventi che viviamo tutti i giorni».
Quando le viene chiesto cosa si provi a essere scelta per quest’incarico lei risponde di essere onorata e meravigliata della scelta: «Per me è una grossa responsabilità, e ovviamente mi fa piacere che Lucia (L. Della Porta, fondatrice e direttrice dell’evento, ndr) mi abbia scelta. Lo sento come una continuazione del mio impegno verso la città: ho studiato e insegnato in Normale per molti anni»

Giovedì 28 settembre, dopo il taglio del nastro agli Arsenali Repubblicani, la professoressa ha tenuto una lectio magistralis legata al tema di quest’anno, dal titolo “Arte della memoria e donne che leggono”. La madrina del festival mette l’accento sul ruolo della donna non solo come lettrice, ma anche come scrittrice, cercando di non lasciare andare in secondo piano l’importanza dell’attiva partecipazione femminile all’arricchimento della letteratura: «Le poetesse esistevano già nel Cinquecento, ma sono sempre state poco considerate, e di conseguenza dimenticate. Solo ora alcuni studi stanno riscoprendo queste scrittrici»;
Altro punto centrale della conferenza sono state «biblioteche come luogo da preservare»: un luogo magico in cui, come diceva Petrarca, “il tempo si comprime”, che permette di trovare nuovi autori di diversi secoli. «In una realtà in cui si legge sempre meno la grande scommessa è mantenere la lettura come un’abitudine e un impiego», afferma Bolzoni
Emma Ginevra Pardini (classe 4D – Liceo Classico)

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