Durante la XXI edizione del Pisa Book Festival, nella serata di giovedì 28 settembre, ho avuto l’opportunità di assistere alla presentazione dell’opera del prof. Riccardo Di Donato “I Greci Selvaggi. Antropologia di Ernesto De Martino”, un eccezionale contributo all’approfondimento dell’eredità intellettuale di De Martino. Il libro non solo celebra la vita e il lavoro dell’antropologo napoletano, ma offre anche un’analisi innovativa di temi e questioni che erano al centro delle riflessioni di Ernesto De Martino.
Questa nuova edizione dell’opera originale di Di Donato, pubblicata per la prima volta nel 1999, è stata arricchita da una prefazione approfondita che aggiunge valore all’intero volume. Il libro assume un ruolo fondamentale nel contesto della crescente riscoperta di Ernesto De Martino, che inizialmente cadde nell’oblio dopo la sua morte e fu riscoperto solo negli anni ’70 e ’80 grazie a studiosi come Di Donato.
L’autore accompagna il lettore attraverso i momenti più significativi della vita intellettuale di De Martino: la sua formazione di stampo fascista, la partecipazione alla Resistenza, il meridionalismo, la sua forte ed accesa passione politica e il disinteresse dopo la Rivoluzione ungherese oltre che l’allontanamento dal fascismo nei suoi studi, ed ancora l’interesse per i misteri dei culti antichi, la fondazione di un’antropologia religiosa e le forme di cultura e religiosità popolare nella Grecia arcaica e nell’Italia del Sud.
“I Greci Selvaggi. Antropologia di Ernesto De Martino” offre ai lettori un ritratto completo dell’uomo e dello studioso, mostrandoci come De Martino sia stato un intellettuale di transizione, definito da molti “lacerato dalle contraddizioni”, ma al contempo in grado di dialogare costantemente con la storia dei principali movimenti di pensiero europei. Questo libro ci ricorda l’importanza di una mente libera da vincoli ideologici, aperta all’incontro con le diverse sfaccettature della cultura e della religiosità umana.
Ginevra Ricci

Complimenti Ginevra bell’art!!!