La biblioteca, questa settimana, propone una serie di libri nel mondo della follia analizzata, nelle sue varie forme, a partire dalla riflessione filosofica proposta da “Storia della follia nell’età classica” di Michel Foucault fino alla narrativa con “l’Orlando furioso” di Italo Calvino e “Frankenstein” di Mary Shelley, per poi concludere con la letteratura greca con Medea di Euripide.
Partendo dalla nostra amatissima letteratura italiana, Italo Calvino ha ripreso il modello dell’Orlando Furioso. Il poema epico-cavalleresco narra tre vicende che si intrecciano tra loro: la guerra tra cristiani e Saraceni; la storia genealogico-encomiastica di Ruggiero e Bradamante e la pazzia di Orlando dopo la scoperta dell’amore tra la sua amata Angelica e Medoro.
Nella tradizione letteraria inglese la storia di Frankenstein rappresenta un esempio perfetto di follia: in questa fantastica storia d’avventura, lo studioso di medicina e scienziato Victor Frankenstein, crea un mostro, assemblato con parti del corpo provenienti da cadaveri, animato dall’utopia di dare vita alla materia inanimata.
La vicenda di Medea permette di osservare un esempio di follia dal punto di vista femminile: Medea, assassina dei figli per punirne il padre che l’ha tradita, è uno dei personaggi più estremi nel progettare la sua vendetta nata non dalla frustrazione di un amore non ricambiato ma dalla consapevolezza di una violazione dei propri diritti.
Altrettanto interessante il libro di Michel Foucault, Storia della follia nell’età classica, al cui interno l’autore analizza la nascita, tra Rinascimento e Seicento, della razionalità moderna che non segna l’avvento di una più larga tolleranza ma nasce piuttosto dalla violenta segregazione della follia, che da divina mania quale era nell’antichità diventa patologia.
Victoria Basile e Giulia Grechi (classe 4B – liceo classico)

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