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Chi e perché (non) parla del Kurdistan?

27 Novembre 2022 by admin_rapsodia Lascia un commento

Dalla mezzanotte del 20 novembre i missili turchi e iraniani hanno ripreso il bombardamento del Kurdistan iracheno e siriano, ovvero il Rojava, territorio autonomo che dal 2011 combatte contro l’ISIS (da loro sconfitto), le forze governative siriane e la Turchia per mantenere l’indipendenza duramente conquistata in quegli anni.


PERCHE’?
Nonostante le motivazioni dell’attacco da parte dell’Iran non siano ben note, si aggiunge ai crimini del governo iraniano il fatto che quest’ultimo continua a reprimere la minoranza kurda* presente sul suo territorio (bisogna ricordare che Masha Amini, la cui uccisione ha causato le rivolte, era kurda). 
Riguardo all’attacco della Turchia, tale atto invece viene giustificato con l’attentato ad Ankara del 13 novembre, attentato di cui è stato ritenuto responsabile il PKK (partito che si batte per l’indipendenza del Kurdistan turco e con legami con l’amministrazione del Rojava) nonostante lo stesso PKK abbia negato tutto, facendo ricordare che gli attacchi terroristici contro i civili sono una politica da loro rifiutata. Potremmo quindi pensare che la Turchia abbia accusato falsamente il PKK di terrorismo per poter riprendere la sua offensiva contro il Rojava (iniziata nel 2016) a cui nei prossimi giorni potrebbe far seguito un’invasione di terra, come annunciato dal Governo turco, eventualità che porterebbe a un altro massacro in quella zona.


PERCHE’ NON SE NE PARLA?
Nonostante gli attacchi abbiano causato dozzine di morti la maggior parte dei lettori non è informato su tali avvenimenti, visto che in Italia l’unica persona di rilievo mediatico a criticare questi attacchi è stata Zerocalcare, fumettista e autore della serie “Strappare Lungo i Bordi”, da sempre molto attento a seguire con attenzione le vicende del popolo kurdo. Potrebbe venire da chiedersi come mai i telegiornali non abbiano parlato di un evento così drammatico e vicino all’Europa; una possibile risposta sta nel fatto che la Turchia è nell’alleanza militare NATO insieme all’Italia e quindi la sua politica repressiva e criminale viene passata sotto silenzio per interessi strategici. Al momento,
infatti, la Turchia ha un ruolo importante anche nelle trattative tra Russia e Ucraina e nello scacchiere del mar Nero.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE?
In un contesto devastato come quello della Siria e dell’Iraq le organizzazioni politiche e militari kurde (PKK, YPG, YPJ…) portano avanti la causa di un popolo che da secoli non vede nessuna libertà o riconoscimento degli ideali del confederalismo democratico (sviluppati da Ocalan, attualmente prigioniero della Turchia) che sono la più grande opportunità di democrazia, uguaglianza e tolleranza per quella zona che conosce solo autoritarismo e oppressione ormai da secoli. Di sicuro l’autonomia kurda merita il nostro sostegnoa molto di più della giunta di Erdogan che governa la Turchia.


COSA POSSIAMO FARE?
In quanto studenti l’unica cosa che possiamo fare è rompere il muro di silenzio che separa ciò che succede in Kurdistan dalle nostre case, facendone parola con più persone possibili, anche i nostri familiari. Di sicuro questo non porterà alla cessazione dello sterminio turco e iraniano ma è importante farlo non perché cambierà qualcosa, ma perché è giusto.

*Nonostante in italiano la scrittura corretta sia “curdo” ho preferito scriverlo con la k in segno di rispetto per il popolo kurdo

Valerio D’Amato (classe 1B – Liceo classico)

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