Con questa fredda sentenza giovedì si è svegliata l’Europa, con le immagini delle bombe che esplodono sotto il cielo di Kiev. E mentre i politici aprono Twitter, tra una riunione e l’altra, per commentare quanto sta succedendo, si inizia a pensare che per evitare questa guerra non si sia fatto abbastanza.
Nella mattinata del 24 febbraio, Vladimir Putin con un video pre-registrato, ha dato inizio all’invasione. L’operazione militare speciale, così presentata dal presidente della Russia, si è rivelata presto un attacco totale: colpiti aeroporti, scuole, ospedali, civili. Gli invasori hanno assunto anche il controllo dell’ex impianto nucleare di Chernobyl.
«Chiunque provi a interferire deve sapere che la nostra risposta sarà immediata e porterà a conseguenze mai sperimentate nella storia» ha dichiarato Putin. L’Europa ha risposto all’attacco stipulando pesanti sanzioni per cercare di mettere in crisi l’economia russa. «Cercheremo di bloccare i vari settori dell’economia russa, dalla tecnologia alla strategia di mercato; cercheremo di bloccare la capacità di ammodernamento della Russia e congeleremo i vari asset della Russia nell’Unione europea e chiuderemo l’accesso alle banche europee e ai mercati finanziari da parte della Russia» ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, condannando l’accaduto.
Nella notte di sabato 26 febbraio è arrivato il rifiuto ai negoziati in Bielorussia da parte del premier ucraino Volodymyr Zelensky. Putin ha ordinato l’allerta del sistema difensivo nucleare, dopo aver giudicato illegittime le sanzioni che l’Occidente sta adottando contro la Russia.

Davanti alle foto di gente inerme, prostata, che piange un caro con il volto insanguinato, come si fa a pensare che una guerra sia giusta? È umano che nel 2022 i carri armati avanzino e i fucili sparino? Cosa c’è di lecito nel vedere i palazzi crollare, nei bambini con le proprie madri rannicchiati nei rifugi, nell’uccidere vite?
La nostra scuola ha organizzato due eventi in merito a quanto sta succedendo in Ucraina:
Il primo, domani Lunedì 28 febbraio, dalle ore 11 alle ore 13 ci sarà una conferenza in Aula Magna presidiata dal professore di storia contemporanea Ettore Cinnella, a cui tutti gli studenti sono tenuti a partecipare.
Il secondo, Martedì 1 marzo, dalle ore 10 alle ore 12 l’Instituto farà un presidio fisso, in piazza Vittorio Emanuele, contro la guerra, di ogni tipo e forma.
Giulia De Ieso (classe IB – Liceo classico)

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