Mi chiamo Sarah Nencini e frequento l’ultimo anno presso il Liceo Classico di Pisa. Lo scorso 5 luglio ho partecipato al Campionato Nazionale di ginnastica ritmica tenutosi presso Roma. I risultati hanno superato ogni aspettativa: sono riuscita a classificarmi prima e seconda in due specialità differenti, ovvero clavette e misto cerchio-nastro.
Le 4 giornate di competizione hanno contato circa 2000 atlete di cui 150 erano mie avversarie. La competizione è iniziata la mattina del 5 luglio quando ho presentato il mio primo esercizio: quello a clavette. La preoccupazione era molta per un attrezzo così difficile, ma tutto sommato ero abbastanza tranquilla. Entrata in pedana, la sensazione era strana poiché, a causa del covid, erano quasi due anni che non avevano più luogo gare a livello nazionale. Una volta fatto l’esercizio e scaricata la tensione, è stato il momento delle foto seguito poi dalla premiazione: mi ero classificata seconda.
Dopo i pianti di gioia dovevo nuovamente trovare la concentrazione per eseguire l’altra gara ovvero il misto cerchio-nastro. L’ansia era maggiore poiché l’esercizio era più difficile e non volevo deludere né me stessa né le mie allenatrici. Prima di entrare in pedana, un senso di nostalgia mi ha pervasa poiché sapevo che, a causa di un grave infortunio alle schiena, sarebbe stata la mia ultima competizione davanti a un vasto pubblico ma, iniziato il mio esercizio, l’unico pensiero è stato quello di godermi questa ultima esperienza e di divertirmi. L’esercizio è andato particolarmente bene. Così ho finito il mio ultimo nazionale. Dopo i vari brindisi con allenatrici e compagne, mancava solo la premiazione. Non mi aspettavo grandi risultati, poiché già il secondo posto a clavette per me era un sogno.
Con gioia indescrivibile ho ricevuto i complimenti del Dirigente della Federazione Italiana ma la parte migliore doveva sempre arrivare: mentre stavamo cenando mi hanno comunicato che avevano intenzione di propormi un contratto di lavoro come allenatrice nella società dove io ero cresciuta come atleta. Ovviamente ho accettato subito senza pensarci. Attualmente lavoro come allenatrice e non cambierei mai nessuna parte del mio percorso.
Sarah Nencini (classe IIIA

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