“Un scuola di figli di papà che non sanno fare nemmeno un’addizione.”; ecco cosa si dice degli studenti che frequentano il liceo classico. Ma è davvero così?
Sono molti gli stereotipi che ruotano attorno al liceo e che incutono timore a quei ragazzi incerti, che stanno per lasciare le medie.
“Una scuola che toglie il respiro ai ragazzi, che li priva del loro tempo libero”; è questa la frase che più spaventa.
Sicuramente sentir raccontare che il liceo classico toglie agli adolescenti il proprio tempo libero non invoglia a frequentare questa scuola. Ma, ascoltando le testimonianze di alcuni studenti del Galilei di Pisa, è chiaro che le cose stanno diversamente. Se si ha la voglia e la capacità di organizzarsi, è possibile studiare ciò che piace e allo stesso tempo riuscire a dedicarsi alle proprie passioni nel tempo libero.
Non è difficile sentir ripetere la frase “Chi fa il liceo classico è figlio di papà”. Questa affermazione deriva dal fatto che in passato, chi frequentava il liceo, e in particolare il liceo classico, apparteneva a una classe sociale più elevata, poiché disponeva di maggiori disponibilità economiche, tanto da potersi permettere di frequentare la scuola e di proseguire gli studi all’università. Al giorno d’oggi tale affermazione non si può più considerare vera, perché le cose sono cambiate: la scuola, così come l’università, offre molti aiuti economici per garantire a tutti il diritto allo studio e anche i ragazzi di famiglia umile possono frequentare un liceo.
Quante volte un classicista si è sentito dire che le lingue che studia, essendo “morte”, non debbano essere studiate? Forse ogni giorno. Ma sono davvero così inutili? Studiare le lingue antiche è importante perché aiuta a capire la società di cui si fa parte e come questa si è evoluta nel tempo. Per conoscere le proprie origini, è necessario conoscere e saper leggere documenti e testimonianze che hanno formato la società.
Possiamo quindi dire che gli stereotipi che girano intorno al classico non sono veri, o forse, un fondo verità c’è… la matematica non è il nostro forte.
Giulia Grechi, Giulia Banti, Victoria Basile (classe IB – liceo classico)

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