Martina Attili, classe 2001, ha debuttato nella dodicesima edizione del fortunato talent show X-Factor ottenendo parecchia notorietà grazie al suo brano “Cherofobia”, che oggi conta quasi venti milioni di ascolti su Spotify e oltre venticinque milioni di visualizzazioni su Youtube. Nonostante l’eliminazione dal talent, la carriera artistica di Martina non si è interrotta: ha pubblicato il suo album d’esordio “Cherofobia, contenente l’omonimo singolo e alcune cover cantate nel corso delle puntate di X-Factor. Inoltre, dal 2019 ad oggi, ha pubblicato altri tre singoli: “Piccoli eroi”, “La somma”, in collaborazione con Mr Rain, e “Viola”. Oggi ho avuto il piacere di intervistarla, e con ciò ho avuto modo di conoscere meglio lei e il suo mondo.
“Qual è il tuo genere musicale preferito? E perché?”
“Non ho esattamente un genere musicale preferito, perché non mi piace impormi dei limiti e sono dell’idea che nella musica non debbano esistere barriere, altrimenti non sarebbe possibile inventarsi qualcosa di nuovo”
“Hai una canzone preferita? Se sì, cosa ti trasmette?”
“La mia canzone preferita è Party Anthem n.1, mi piace perché mi trasmette molta tranquillità e mi ricorda un lento degli anni Ottanta”.
“Qual è stata la tua esibizione preferita sul palco di X-Factor? Che emozioni hai provato?”
“La mia esibizione preferita è stata senza dubbio Material GirI, che ho cantato ballando sui pattini, perché è quella in cui mi sono divertita di più. Inizialmente ero molto tranquilla perché le prove erano andate bene e non avevo avuto problemi di fiato o di altro tipo. Prima della performance però tutti mi hanno fatto pensare a come sarebbe stato umiliante cadere in diretta nazionale e a causa di ciò avevo un’ansia lacerante, andavo avanti e indietro dietro le quinte con i pattini e quando mi sono messa in posizione per iniziare, mi tremava la gamba sinistra e avevo già il fiatone. Per fortuna alla fine è andato tutto bene e mi sono davvero divertita”.
“Con quale artista, vivo o morto, sceglieresti di passare una giornata assieme?”
“Se potessi passare un giorno con un artista sarebbe probabilmente De André o Amy Winehouse, che sono entrambi morti. Invece tra quelli ancora in vita, Aurora o Birdy, che è per eccellenza la mia cantante preferita.
“Come ti vedi in un prossimo futuro?”
“Mi vedo morta perché voglio morire a ventisette anni per entrare nella storia insieme ad Amy Winehouse e Janis Joplin”.
“Hai dovuto compiere molti sacrifici per arrivare alla tua posizione di adesso?”
“Ne ho dovuti compiere abbastanza, perché la musica è un impegno che ti porta via parecchio tempo, come uno sport agonistico fatto ad alti livelli. Io, per esempio, sono stata costretta a cambiare scuola perché nella scuola pubblica non ero molto supportata e ho dovuto chiedere il trasferimento in una scuola privata che avesse un programma personalizzato in modo che nonostante gli impegni riuscissi comunque raggiungere gli obiettivi insieme ai miei compagni di classe. Ho dovuto smettere di fare pattinaggio sincronizzato, perché essendo sommersa dagli impegni non potevo garantire la mia presenza e la mia costanza alla squadra, che invece ne aveva bisogno. Spesso ho dovuto, purtroppo, trascurare i miei amici e quindi ho perso anche parecchie persone. Col tempo però ho capito che forse è stato meglio così, perché penso che le persone che non ti aspettano, siano quelle di cui non hai bisogno, in quanto gli amici veri ti aspetteranno sempre, nonostante tutto. Per raggiungere degli obiettivi bisogna sempre fare sacrifici, che sia il non uscire il sabato sera o un qualsiasi altro sacrificio come appunto abbandonare uno sport o un’altra attività”.
Nicola Cecchi (IC – Liceo classico)

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