
Anche il sole più splendente è destinato a tramontare e, spesso, il tramonto sa essere più dolce dell’alba. Il 14 novembre, a Valencia, Valentino ha appeso il casco al chiodo ed ha spento il motore della sua moto dopo 26 anni e 9 mondiali vinti.
Se si pensa alla Formula Uno ci sono tanti nomi che riaffiorano alla mente: Lewis Hamilton che ha da poco superato le 100 vittorie in carriera, piuttosto che il kaiser Michael Schumacher. Ma quando si parla di Motogp c’è solo un grande campione: Valentino Rossi.
Il pilota numero 46 ha il merito di aver trasformato il motociclismo in un vero e proprio prodotto televisivo, grazie alle numerose gag – una delle più iconiche quando al Mugello 2002 due finti vigili lo multarono per eccesso di velocità al taglio del traguardo – e la capacità di muovere le folle come solo lui sa fare.
La sua marea gialla l’ha seguito per tutti questi anni ed ha particolarmente animato le gare finali di questa stagione 2021, le ultime per il loro beniamino.
Prima c’è stata la tappa a Misano del 24 ottobre: un weekend particolare quello del Gran Premio Nolan del Made In Italy e dell’Emilia Romagna, che coincideva proprio con il decimo anniversario della scomparsa di Marco Simoncelli, il Sic. E così, la domenica, con gli occhi puntati al cielo in memoria di un amico che il Dottore non dimenticherà mai, Valentino ha corso la sua ultima gara italiana. Dopo aver tagliato il traguardo da decimo, il pilota si ferma davanti alle tribune colorate di giallo in festa, lancia i suoi guanti ed il suo casco. Legge i cartelloni: “Senza Rossi non è più domenica”. Qualcosa gli si rompe dentro: con gli occhi lucidi si sta rendendo conto che la fine sta arrivando.

E poi è arrivata anche Valencia, l’’ultima tappa. Ironia della sorte: 14+11+21, la somma dei numeri che compongono la data del Gran Premio spagnolo, ha come risultato 46. Quando nelle interviste gli fanno notare questa coincidenza, Valentino sorride ed ammette di non essere realmente pronto alla “seconda vita” che gli aspetta. Alla fine, si sente ancora quel ragazzino che sfrecciava tra le strade di Tavullia.
Nonostante la nostalgia sia palpabile, al suo ultimo taglio del traguardo, il Dottore riesce a far trasformare le lacrime di addio in risate ed inizia la festa. I colleghi piloti, ancora in sella alle moto, corrono ad abbracciarlo, sanno che in qualche modo sono lì grazie a lui: chi perché fa parte della “scuola” fondata dal pesarese stesso, la VR46 Riders Academy, chi perché da bambino ha passato i pomeriggi a vedere le sue gare con il sogno di diventare, un giorno, un pilota. Ai box ci sono solo abbracci per Valentino: tutti sono lì a salutarlo con gioia, dai meccanici ai giornalisti che, visto l’evento, non hanno minimamente badato al podio e al vincitore della gara. Il Dottore per la prima volta si commuove: è davvero l’ultima. Lo aspetta una nuova avventura nella categoria automobilistica dell’Endurance, ma “è davvero difficile pensare che non sarò più un pilota della Motogp”.
Sui social scrive: “Ero preoccupato pensando alla mia ultima gara, più che altro non sapevo cosa aspettarmi, non avevo idea di come mi sarei sentito appena sceso dalla moto. Invece è stato divertente, abbiamo fatto un bel casino. É stata una giornata indimenticabile. Grazie a tutti.”
Grazie a te, Vale!
Giulia De Ieso (IB – Liceo classico)

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