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DDL ZAN: storia infelice di una legge di civiltà

29 Ottobre 2021 by admin_rapsodia Lascia un commento

Mercoledì 27 ottobre 2021 il DDL ZAN è ufficialmente morto e con lui anche le speranze di una politica italiana migliore. Alcuni diranno che sono esagerato ma questa è la dura verità.

Il DDL ZAN era un disegno di legge proposto da Alessandro Zan, esponente del Partito Democratico, e aveva l’obiettivo di prevenire e di contrastare la discriminazione e la violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Nel concreto il disegno di legge proponeva:

  • di definire: sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere;
  • di introdurre sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità tra i moventi dei reati d’odio contenuti nell’articolo 604-bis del codice penale prevedendo una multa fino a 6mila euro o la reclusione fino a un anno e 6 mesi per chi istiga a commettere tali atti di discriminazione, mentre per chi istiga o commette atti violenti per le stesse motivazioni è prevista la reclusione da 6 mesi fino a 4 anni;
  • di stabilire, come circostanza aggravante, il commettere reati in ragione del sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere o disabilità della vittima, attraverso la modifica dell’articolo 604-ter del codice penale;
  • di riconoscere le donne e le persone di orientamento diverso da quella eterosessuale come persone vulnerabili all’interno dell’articolo 90-quarter, comma 1 del codice di procedura penale;
  • di istituire la data 17 maggio come Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia per promuovere la cultura del rispetto con iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado;
  • di incaricare l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali di elaborare una strategia nazionale per prevenire e contrastare le discriminazioni;
  • di istituire un fondo di 4 milioni di euro per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, con l’istituzione di centri contro le discriminazioni;
  • di far realizzare all’Istat una rilevazione delle discriminazioni e degli atti di violenza, almeno ogni tre anni, per adottare delle strategie adatte contro questi fenomeni di violenza.

Dopo circa un anno, il 4 novembre 2020, il Disegno di Legge è stato approvato dalla Camera dei Deputati passando alla Commissione di Giustizia del Senato. Tale commissione l’ha tenuto bloccato per diversi mesi a causa dell’ostruzionismo della Lega e di Fratelli d’Italia con l’appoggio del presidente della commissione, l’onorevole Ostellari (esponente della Lega).

Finalmente il disegno è stato calendarizzato in Senato ma, non appena viene presentato in aula, si sono avuti numerosi rinvii. Nel frattempo Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Italia Viva (anche se quest’ultima aveva votato il DDL alla Camera) hanno chiesto a LeU, PD e al Movimento 5 stelle di accettare modifiche riguardo:

  • all’articolo 1, con la proposta di eliminare il riferimento all’identità di genere;
  • all’articolo 4, in quanto limiterebbe la libertà di espressione, mentre l’articolo prevede che: “Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti.”.
  • all’articolo 7, legato alla celebrazione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia nelle scuole di ogni ordine e grado.

Il 17 giugno anche lo Stato del Vaticano si era pronunciato in merito al DDL Zan presentando al governo una richiesta formale al governo italiano attraverso il Segretario per i rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher. Prima non era mai accaduto. Nella “nota verbale” è stato sostenuto che il DDL violerebbe il Concordato e, così come da quest’ultimo stabilito, impedirebbe alla Chiesa di continuare a svolgere liberamente la sua azione pastorale, educativa e sociale. Il Vescovo di Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta ha inoltre definito il disegno di legge: “Un attacco teologico ai pilastri della dottrina cattolica”.

Fatto sta che l’accordo tra le forze politiche non si è trovato e il 27 ottobre 2021 si è deciso di votare il disegno di legge al Senato. Durante la seduta Fratelli d’Italia e Lega hanno proposto al presidente del Senato Casellati (esponente di Forza Italia) la cosiddetta “tagliola”, procedura parlamentare prevista dall’articolo 96 del Regolamento del Senato in base alla quale “prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun Gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame”. La proposta è stata ritenuta ammissibile dalla Presidente, è stata successivamente votata dai senatori a scrutinio segreto ed è stata accolta anche dal Senato con il conseguente blocco dell’iter del DDL Zan per almeno sei mesi, periodo necessario a ripresentare e ridiscutere un nuovo testo sull’argomento.

A seguito dell’esito della votazione esponenti di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Italia Viva hanno esultato e applaudito.

Mercoledì 27 ottobre 2021 con l’affossamento del DDL Zan i politici italiani si sono dimostrati ancora una volta incapaci di comprendere le necessità della società che dovrebbero rappresentare.

Ma veramente l’Italia si può permettere di essere guidata da un Parlamento avulso dalla realtà e privo di alcuna sensibilità reale nei confronti dei diritti civili di ognuno di noi?

Francesco Angelo Tropiano (IIIB – Liceo classico)

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