“L’uomo saggio impara molte cose dai suoi nemici.” 
Così ci dice Aristofane nella sua commedia Gli Uccelli. La visione dello straniero e più in generale dell’altro, tante volte considerato inferiore e nemico del mondo antico come oggi, è stata il tema della seconda edizione della Mattinata di Studi che si è tenuta sabato 9 febbraio nell’aula magna del Liceo Classico G. Galilei in collaborazione con i docenti universitari dell’Associazione Italiana di Cultura Classica (AICC) che ha visto la partecipazione di diverse classi dell’istituto.
Durante la mattinata noi studenti abbiamo assistito a diversi interventi da parte di studiosi del mondo e della cultura classica, a partire da Filippo Battistoni, che ha trattato di come i miti delle origini abbiano sempre costituito una chiave attraverso la quale, specialmente per i Greci, era più semplice comprendere la complessità delle altre culture nel mondo a quel tempo conosciuto e, in particolare, per la visione dell’altro, dello straniero. Ciò veniva elaborato specialmente attraverso i miti degli eroi viaggiatori ad esempio Odisseo oppure Enea. Questo – come ci ha detto Battistoni – accadeva poiché gli eroi viaggiatori entravano in contatto con popoli di diverse etnie e questo aiutava ad avere una percezione più ampia e precisa del mondo.
In seguito Liana Tronci ha trattato della visione dell’altro nel lessico attraverso percezioni e stereotipi nel mondo greco antico. Attraverso gli etnonimi, sostantivi che indicano nomi di diversi popoli, già spiegato la differenza fra i giorni d’oggi e il mondo greco quando si pensava al concerto di appartenenza a una nazione: oggi tutto dipende dai confini, mentre “l’essere greco” era una condizione in cui si ritrovavano le persone le quali parlavano greco come lingua madre; chiunque non parlasse greco era considerato a tutti gli effetti un βάρβαρος, qualcuno completamente esterno rispetto alla cultura e alle usanze greche, a tal punto che il termine era considerato un insulto.
Mario Regali invece si è occupato della maschera di Socrate nei Dialoghi di Platone, attraverso la lettura di otto brani tratti dalle opere di Platone, abbiamo trovato di due un profilo, come descritto da Regali, così detto ατοπος, <<senza luogo>>. Ed è in questo significato che si intuisce il perché dell’utilizzo di questo aggettivo che troviamo molte volte nell’opera di Platone: Socrate è libero di lasciar viaggiare la mente verso altre realtà e questo sottolinea l’importanza di pensare fuori dagli schemi a cui siamo abituati.
Sempre facendo riferimento a Platone, Michele Corradi ci ha illustrato la figura dell’altro nelle lingue adoperate nel dialogo Cratilo a cui sono legate due teorie: la teoria sofistica e la teoria naturalistica. La prima, sostenuta da Ermogene, dice che fra un nome e ciò a cui esso si riferisce non c’è niente in comune e quindi è solamente un fattore convenzionale; la seconda invece, sostenuta da Cratilo, ritiene che effettivamente ci sia un collegamento quasi “spirituale” fra un nome e cosa nominata, una correttezza naturale del linguaggio valida per tutti, Greci e Barbari.
Infine Antonio Russo con il Poenulus di Plauto ha voluto sottolineare la figura di Annone. Al Cartaginese Annone infatti, nel prologo, viene attribuito il difetto dell’immoralità, tipica dei Punici nell’opinione dei Romani, a causa del suo metodo di ricerca delle figlie, ossia andarle a cercare per i bordelli, dopo aver speso la notte con le prostitute. Ciò porta inevitabilmente a pensare quanti pregiudizi potessero esserci in quel periodo nei confronti dello straniero, tuttavia messi in discussione dalla profonda pietas che il nemico manifesta invece nel suo concreto agire nella scena.
La visione del mondo antico era decisamente varia e durante la Mattinata di Studi questo concetto è stato messo in risalto in diversi modi ma che portavano tutti alla stessa conclusione: tristemente, l’umanità si è evoluta in molti ambiti, ma è un vero peccato che nel tempo si sia persa l’idea greca della ricchezza che porta all’avvicinamento gli altri popoli in una relazione di scambio, quella che, attraverso il viaggio, porta quel confronto fra esseri umani indispensabile per avere una migliore visione del mondo.
Livia Giorni – VA

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