Questa domenica alle 15:00 si giocherà all’Allianz Stadium di Torino Juventus-Sassuolo, valida per la quarta giornata di Serie A Tim. Da una parte i pluricampioni d’Italia che cercano la quarta vittoria consecutiva e dall’altra un Sassuolo in piena forma perchè da quando è arrivato De Zerbi sulla panchina neroverde la squadra emiliana ha ritrovato l’entusiasmo che mancava dai tempi dell’Europa League.
Sarà una partita molto interessante quella tra Allegri e il neo allenatore del Sassuolo, ufficializzato il 13 giugno con un comunicato sul sito ufficiale del club.
Ma chi è Roberto De Zerbi?
Roberto De Zerbi è nato il 6 giugno 1979 a Brescia e inizia la sua carriera calcistica come calciatore nel 1995 quando venne notato dagli osservatori del Milan. Dopo tre anni nella primavera rossonera e alterne fortune in società di serie C come Padova, Como, Avellino e Lecco ha una svolta nel 2002-2003 grazie all’incontro con l’allenatore Pasquale Marino, con cui ottiene la promozione in Serie C1 con il Foggia.
Proprio a Foggia ottiene il soprannome di Luce per le sue notevoli capacità tecniche e di visione di gioco, caratteristiche che si rivedono in parte in De Zerbi versione allenatore.
Non una carriera spumeggiante la sua, terminata 10 anni dopo tra prestiti, l’esclusione dalla rosa del Napoli e il passaggio in Romania al Cluj.
Gli inizi della carriera da allenatore
Il 18 novembre 2013 firma il suo primo contratto da allenatore, con i camuni del Darfo Boario, con cui retrocede dalla Serie D all’Eccellenza al termine della stagione.
Il 1° luglio del 2014 torna a Foggia, ovviamente questa volta da allenatore. Con i rossoneri vince la Coppa Italia Lega Pro 2015-16 ma perde la finale dei play off per la Serie B contro il Pisa di Gattuso. La stagione successiva decide di lasciare il Foggia a causa di divergenze di vedute (comunicato).
L’arrivo in Serie A
Dopo aver lasciato il Foggia termina la stagione in Serie A alla guida del Palermo. Dopo il record negativo di 7 sconfitte consecutive in casa il club decide di esonerarlo, non una banalità per Zamparini. (comunicato)
Nella stagione 2017/18 viene nominato “in corsa” allenatore del Benevento prendendo il posto di Marco Baroni. Il sogno salvezza rimarrà tale ma i tifosi sanniti sono rimasti molto legati a De Zerbi per il gioco messo in campo dalla squadra. A fine stagione decide di lasciare il club.
Un mese dopo l’addio dal Benevento viene ufficializzato come nuovo allenatore del Sassuolo.
Il gioco di De Zerbi
La sua idea di gioco è prettamente offensiva e basata sul possesso palla prolungato, non risulta legata a sistemi fissi. Anche in fase di non possesso, De Zerbi tende a fare assumere alla sua squadra un atteggiamento tutt’altro che passivo, teso sempre al recupero della palla nel più breve tempo possibile, mediante uno schieramento molto corto e compatto, con le linee di difesa, centrocampo e attacco piuttosto allineate ed un posizionamento decisamente alto della difesa, con una pressione costante portata dai due centrali e dai mediani “aggressivi” in mezzo e prontissimi ai raddoppi sul portatore avversario; anche la punta centrale va a pressare costantemente in modo diretto i centrali difensivi.
L’anno scorso Sagna (ex terzino Manchester City) lo ha ricoperto di elogi paragonandolo a un “piccolo Guardiola”. Gianluca Di Marzio ai microfoni di Sky Sport lo ha definito come predestinato nel post-partita di Sassuolo-Inter.

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