Quest’anno ho fatto un giro al Pisa Book Festival, che si svolge ogni anno a Palazzo dei Congressi a Pisa e dove si possono trovare libri e presentazioni o approfondimenti su questi ultimi. Oltre a trovare molti libri del genere che prediligo, il fantasy, ho assistito alla presentazione di un libro che parlava di qualcosa di molto diverso da quello a cui sono abituata: si tratta di Giù le maschere di Salvatore Striano.
Giù le maschere è un libro di genere realistico, genere a cui solitamente non mi interesso, e merita più attenzione di quante non mi sarei mai aspettata di dovergli dare. L’autore è Salvatore Striano, nato e cresciuto a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, dove regnano malavita e criminalità. Da piccolo Stiano finisce tre volte in carcere, sempre per la stessa ragione: si addossava la colpa, anche se non commetteva crimini, non per propria libera scelta ma perché ‘senza altra scelta’. Durante la presentazione del libro, infatti, Striano ha spiegato che nel quartiere dove è vissuto si conosce solo la malavita e di conseguenza non si considera la possibilità di una vita diversa. In altre parole se una persona nasce nei Quartieri Spagnoli di Napoli, impara a sopravvivere solo ‘facendosi un nome’ e lui lo ha fatto addossandosi la colpa una volta per il possesso di 5 grammi di cocaina e altre due volte per il possesso di una pistola.
Durante gli anni di carcere c’è stato però un episodio particolare che gli ha cambiato la vita: una recita teatrale. Salvatore racconta che gli avevano offerto il ruolo di una donna e che lui aveva subito rifiutato, trovandosi in un carcere maschile e pensando che non sarebbe più stato rispettato se avesse accettato il ruolo. Di notte si era però letto l’intero copione e alla fine aveva capito che la donna era il personaggio che gli piaceva di più. Così la mattina dopo, una volta in cortile, aveva gridato a voce alta che accettava la parte così chi gli aveva offerta sarebbe subito stato informato della sua decisione.
Dodici anni fa Salvatore è uscito dal carcere, ha girato dodici film, ha scritto tre libri e recentemente si è battezzato regista ed autore teatrale. Durante la presentazione ha cercato di concentrare l’attenzione degli spettatori sul fatto che servirebbero più scuole nelle carceri, per far conoscere il nostro mondo a chi nasce nella malavita. Mi trovo d’accordo con questa sua opinione; ritengo che sarebbe una delle cose più giuste del mondo, ma non credo che sarà possibile realizzare questo progetto tanto presto. Il motivo principale è che, a mio parere, ci sono troppi pregiudizi perché abbastanza insegnanti italiani decidano di insegnare in un carcere. Spero vivamente di sbagliarmi, ma questa è la mia impressione.
Dopo aver assistito alla presentazione che mi è sembra davvero interessante, ho girato un po’ fra gli stand del Festival ed ho visto svariati libri fantasy, alcuni più belli, altri meno belli, alcuni appena usciti, altri usciti qualche anno fa ed ancora troppo poco conosciuti. Non ho letto molti di questi libri ma ho dato un’occhiata ad alcune recensioni ed a fonti che potessero descrivermi la trama, ed alla fine ho deciso di presentarne due che mi sembrano i migliori.
Il primo di questi libri è Ulfhednar War La Guerra dei Lupi, scritto da Alessio del Debbio proprio nel 2017 ed edito nella collana Pegaso della casa editrice Il Ciliegio. La recensione del libro è molto positiva.
La storia inizia con due ragazzi, Ascanio e Daniel, che con i loro amici di Viareggio decidono di fare una gita suoi monti Lucchesi. Ascanio è un ragazzo studioso e solitario che ha appreso la storia dei suoi antenati e l’arte dei loro incantesimi in vecchi libri riscoperti nella sua casa; mentre Daniel è un mutaforma, in parte umano e in parte un lupo, chiamato nel libro ulfhedinn.
Durante la gita il gruppo di amici viene attaccato da alcuni lupi e durante il combattimento, per salvare tutti, Ascanio e Daniel svelano le loro capacità. I lupi fanno parte del branco del Vello d’Argento, che ha un nuovo leader, più aggressivo del suo predecessore e desideroso di ottenere il dominio. Ma sembra che si nasconda qualcosa di molto antico dietro le brame del sanguinario alfa.
Sembra che il libro sia adatto ai più piccoli come ai ragazzi abbastanza grandi, perché accontenta i primi con azione e avventura, i secondi con i temi trattati. Di questo libro più che la storia è la struttura a colpire. Questo perché la storia è si ambientata ai giorni nostri, ma si capisce subito che ha radici antiche e il lettore può viaggiare con la mente avanti e indietro nel tempo, sempre più coinvolto nella lettura. Le recensioni che ho letto mi hanno convinta; devo assolutamente leggere un fantasy di questo livello (che per me è alto), specialmente visto che parla dei miei animali preferiti e di quello che reputo il miglior tipo di mutaforma.
Link alla recensione del libro: http://bancarellalibro.blogspot.it/2017/08/recensione-ulfhednar-war-la-guerra-dei.html
Il secondo libro che ho notato è stato Akiko, apparentemente indescrivibile. Di questo ho dovuto leggere più di una recensione per capire bene, ma è esagerato dire che ci sono riuscita. Sembra che la protagonista che dà il nome al libro, Akiko, non possa essere descritta; secondo gli autori delle recensioni va vissuta. Anche questo libro è stato pubblicato nell’anno corrente (devo ammettere che provo un certo gusto nel tentare di far conoscere libri ancora sconosciuti). L’autrice è Michela Cavaliere; inoltre, cosa insolita per i libri che leggo, c’è anche un illustratore, ovvero L. De Simone. Ma non perché un libro ha dei disegni si deve pensare che sia per bambini. La storia può essere intuita a partire da ciò che viene detto sulla trama del libro ma gli indizi sono pochi e molti sono i misteri da svelare.
Una bambina nasce da un patto fra una regina e un diavolo e sarà aiutata dal Kami (cioè dallo spirito) del vento. La piccola viene adottata da diverse famiglie comuni ma, quando è in pericolo, rivela un dono distruttivo. Alcuni assassini inviati per ucciderla rimangono affascinati dalla sua bellezza e la fanno leader del loro monastero di fuorilegge. Lì la ragazza viene chiamata Akiko e impara a combattere con una catena chiodata, la Sashimasu, oltre a sviluppare la capacità di vedere le anime dei viventi. A un certo punto della storia verrà mandata ad uccidere un principe su un’isola ma, arrivata in quel luogo, si muoverà attraverso miti e leggende con uno scopo diverso dall’assassinio di un nobile: andrà alla ricerca di un manufatto per riportare l’equilibrio nel mondo.
Non sono certa di volermi sbilanciare in un giudizio su questo libro, poiché io stessa ho ancora molti dubbi e confesso che sono incerta se leggerlo oppure no. Apparentemente sembrerebbe interessante, ma temo che le risposte ad alcuni miei dubbi potrebbero essere deludenti. Ormai Akiko ha tuttavia stuzzicato la mia curiosità, e credo che un giorno o l’altro dovrò avere tra le mani anche questo libro. Spero sinceramente di non rimanere delusa. Quando mi avvicino a nuovi libri mi preparo sempre al peggio; sono una grande pessimista ma spesso vengo smentita!
Ecco qui il link della recensione da cui forse (e dico forse) riuscirete a capire se vi interessa o no: http://www.letturesalepepe.com/recensione-akiko-di-michela-cavaliere/
Buona lettura!
Alys




Leggo soltanto adesso questo bellissimo articolo! Grazie per aver dato fiducia ai miei lupi, lieto di averti regalato una buona lettura! 😉