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La nuova maturità slitta al 2019: ecco le novità

14 Maggio 2017 by admin_rapsodia 1 commento

Lo scorso 7 aprile il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, gli otto decreti attuativi della Legge 107 (Buona scuola) che introduce importanti novità riguardo all’esame di stato. Dopo un’iniziale previsione di applicare le nuove norme alla maturità 2018 si è deciso di far slittare il tutto al 2019, in modo da avere il tempo di adeguarsi alle nuove disposizioni. Se le modifiche resteranno quelle previste, l’esame di stato 2019 sarà molto diverso da quello attuale: la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha precisato che questi cambiamenti non sono definitivi, in quanto dovranno passare il vaglio delle Commissioni parlamentari.

Ecco nel dettaglio cosa cambierà e cosa non cambierà per la maturità 2019.

COSA NON CAMBIERA’

Prove scritte e orali – Le prime due prove scritte resteranno sostanzialmente invariate: la prima di italiano identica per tutte le scuole; la seconda specifica per ogni indirizzo. Lo scritto di italiano vedrà forse il ritorno al tema tradizionale, attraverso il quale i ragazzi saranno più liberi di esprimersi e i docenti maggiormente facilitati nel giudizio finale. Per quanto riguarda il colloquio della prova orale la parola chiave sembra essere interdisciplinarità; nulla di nuovo quindi, se non per il fatto che questa indicazione è stata spesso disattesa in passato.

Commissione mista – Non ci sarà nessun cambiamento anche per quanto riguarda la composizione delle commissioni della maturità 2019: queste saranno ancora miste, composte cioè da tre commissari interni, tre esterni e un presidente di commissione, anch’esso esterno.

Ammessi con la media del sei, anzi no – Inizialmente la riforma prevedeva che, per poter essere ammessi all’esame di maturità, sarebbe bastata la media del sei e che avrebbe inciso su di essa anche il voto di condotta. Questa novità – che aveva fatto esultare gli studenti ma storcere il naso agli insegnanti – è stata però eliminata. Sarà ora necessario avere sei in tutte le materie ma, con una penalità sul credito, si potrà essere ammessi con una insufficienza, su decisione motivata del Consiglio di Classe.

COSA CAMBIERA’

Invalsi al posto del “quizzone” – Sarà abolito il quizzone di cultura generale, poco amato sia dagli studenti (per ovvie ragioni) che dai professori. Al suo posto verrà introdotta, uguale per tutti, la prova Invalsi, che verifica da anni in tutti gli ordini di scuola i livelli di preparazione degli studenti in italiano, matematica e inglese, oltre all’omogeneità di insegnamento e apprendimento sul territorio italiano. Tale prova sarà affrontata nel corso dell’ultimo anno e non alla fine; sarà obbligatoria, ma superarla oppure no non sarà un requisito di ammissione all’esame.

Alternanza Scuola-Lavoro – L’alternanza scuola-lavoro farà il suo esordio all’esame: il candidato, dopo aver svolto le ore previste di formazione, stage o tirocinio nel triennio, dovrà riferirne durante la prova orale e le commissioni avranno finalmente la possibilità di valutare gli esiti di questo percorso scolastico che per i licei è una novità introdotta lo scorso anno, mentre per gli indirizzi tecnici e professionali è già attivo da tempo.

Valutazione finale: più valore all’andamento scolastico del triennio – Attualmente l’esito dell’esame è espresso in centesimi: fino a 25 punti per il credito scolastico, fino a 15 per ciascuna delle tre prove scritte, fino a 30 per il colloquio. Con la riforma il voto finale resterà in centesimi, ma verrà dato più valore all’andamento scolastico durante gli ultimi tre anni di superiori. Il credito scolastico inciderà fino a 40 punti, le 2 prove scritte fino a 20 punti ciascuna e il colloquio fino a 20 punti.

Più crediti per tutti – Entrando nel dettaglio dei crediti formativi, essi saranno assegnati in base alla media scolastica dei voti ottenuta al termine di ciascun anno nel modo illustrato dalla seguente tabella, valida per gli studenti che inizieranno il triennio a partire dall’anno scolastico 2017/2018:

Media Crediti 3°anno Crediti 4°anno Crediti 5°anno
6 7-8 8-9 9-10
6-7 8-9 9-10 10-11
7-8 9-10 10-11 11-12
8-9 10-11 11-12 13-14
9-10 11-12 12-13 14-15

Per gli studenti che hanno già iniziato il triennio occorrerà invece convertire crediti acquisiti fino a quest’anno nel modo illustrato dalla seguente tabella:

Somma crediti acquisiti 3° anno Somma nuovi crediti 3° anno
3 7
4 8
5 9
6 10
7 11
8 12

Anna Ghignola e Margherita Staffa

Archiviato in:Attualità, Progetto ContemporaneaMente

Commenti

  1. Massimo Baldacci dice

    14 Maggio 2017 alle 19:59

    Con l’alternanza scuola-lavoro organizzata come lo è attualmente, dare alla relazione sulle esperienze di alternanza un peso rilevante nella prova finale mi pare assolutamente folle

    Rispondi

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