{"id":993,"date":"2017-08-21T02:37:06","date_gmt":"2017-08-21T02:37:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=993"},"modified":"2018-03-12T12:49:56","modified_gmt":"2018-03-12T12:49:56","slug":"guida-pratica-allitaliano-scritto-senza-diventare-grammarnazi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=993","title":{"rendered":"Guida pratica all&#8217;italiano scritto (senza diventare grammarnazi)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-994 alignleft\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/9788876676000-600x850-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/9788876676000-600x850-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/9788876676000-600x850.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/>Un manuale da tenere sempre a portata di mano, agile e pratico, pieno di informazioni e spunti utili per scrivere bene in italiano. Perch\u00e9 chiunque pu\u00f2 trovarsi in difficolt\u00e0 nel redigere un testo, sia esso un semplice tema che la tesina per la maturit\u00e0 (o addirittura la laurea). La paura di essere banali, poco efficaci o, ancor peggio, di infilare tra le righe un clamoroso errore grammaticale pu\u00f2 infatti coglierci in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>Basta infatti rispondere alle domande del velocissimo test che si trova all&#8217;inizio del libro <a href=\"http:\/\/www.francocesatieditore.com\/catalogo\/guida-pratica-italiano-scritto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guida pratica all&#8217;italiano scritto (senza diventare grammarnazi)<\/a>\u00a0per rendersi conto che l&#8217;italiano \u00e8 una lingua complessa e difficile, spesso addirittura insidiosa. Per fortuna &#8211; si legge nel manuale &#8211; &#8220;non sapere tutto \u00e8 naturale; la differenza tra la persona che tiene alla propria cultura e chi non se ne cura sta nel fatto che la prima, in caso di dubbio, andr\u00e0 a verificare se le sue conoscenze sono corrette o errate&#8221;.<\/p>\n<p>Ecco allora cosa troveremo in questa guida pratica alla scrittura. Si parte dai \u201cferri del mestiere\u201d, una lista di fonti, cartacee e digitali, a cui ricorrere in caso di necessit\u00e0; in seguito, si ana\u00adlizza la struttura del lessico italiano, per imparare a usarlo con maggiore consapevolezza. Si discute del concetto di norma in ambito linguistico per passare poi, attraverso un capitolo sull\u2019ortografia, uno sulla punteggiatura e uno sulla costruzione del testo, alla pratica: dalla lettura consapevole alle tecniche per prendere appunti alla parafrasi e sintesi di pi\u00f9 testi, per finire con la stesura del testo e la sua revisione.<\/p>\n<p>L&#8217;autrice di questo manuale, la professoressa Vera Gheno \u00e8 una sociolinguista, insegna presso l&#8217;universit\u00e0 di Firenze (<em>Laboratorio di italiano scritto<\/em>) e l&#8217;universit\u00e0 per stranieri di Siena (<em>Laboratorio di informatica<\/em>) e collabora da molti anni con l&#8217;Accademia della Crusca. Per saperne di pi\u00f9 sul libro e sulla sua professione le abbiamo rivolto alcune domande.\u00a0Ecco le sue risposte:<\/p>\n<p><strong>Innanzitutto, chi sono i grammarnazi?<\/strong><\/p>\n<p>Un grammarnazi \u00e8 una persona che \u00e8 troppo rigida nei confronti delle regole linguistiche; soprattutto, ama fare sfoggio di tale rigidit\u00e0 rimbrottando sempre e comunque, preferibilmente pubblicamente, tutto e tutti, spesso anche a sproposito. L&#8217;aggravante \u00e8 che \u00e8 una persona vittima di un tale pregiudizio cognitivo (&#8220;Me l&#8217;ha detto la mia maestra XX anni fa&#8221;) che non accetta nemmeno l&#8217;idea che la norma, per esempio, possa essere cambiata da quando frequentava le elementari, o che esistano ambiti linguistici diversi, per cui potrebbe pure essere che in alcuni di questi ci\u00f2 che lui giudica un errore non lo sia. Esempio: &#8220;se lo sapevo non venivo&#8221; \u00e8 sicuramente uno sbaglio in un tema (invece di &#8220;se lo avessi saputo non sarei venuto&#8221;), ma va benissimo in una conversazione informale o su Whatsapp.<\/p>\n<p>Una notazione storica: il termine nasce in inglese (per cui \u00e8 grammar-nazi, non *nazi-grammar), e forse per un inglese il richiamo al nazismo \u00e8 meno evidente. So che alcuni ritengono il termine offensivo nei confronti del nazismo, ma a oggi non ne ho trovato un altro similmente espressivo. Secondo me \u00e8 importante ricordarsi che &#8220;grammarnazi&#8221; non \u00e8 un complimento, ma un&#8217;offesa. Una persona attenta all&#8217;uso della propria lingua non dovrebbe mai autodefinirsi cos\u00ec.<\/p>\n<div class=\"gmail_quote\">\n<p><strong>Scrivere bene e in maniera grammaticalmente corretta \u00e8 importante: quali sono i &#8220;ferri del mestiere&#8221; ai quali ricorrere in caso di necessit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Beh, la mia cassetta degli attrezzi include il dizionario (es. <a href=\"http:\/\/www.dizionario.internazionale.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.dizionario.internazionale.it<\/a>), il Dizionario di Ortografia e Pronunzia (<a href=\"http:\/\/www.dizionario.rai.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.dizionario.rai.it<\/a>), una grammatica cartacea, come quella del Serianni, e un po&#8217; di risorse online per risolvere dubbi linguistici (dubbi che tutti hanno, nessuno escluso! Io ovviamente consulto il sito web della Crusca, in particolare la sezione di Consulenza, <a href=\"http:\/\/www.accademiadellacrusca.it\/it\/lingua-italiana\/consulenza-linguistica\/domande-risposte\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.accademiadellacrusca.it\/it\/lingua-italiana\/consulenza-linguistica\/domande-risposte<\/a>, ma poi controllo anche Treccani,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/magazine\/lingua_italiana\/domande_e_risposte\/grammatica\/lista.jsp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.treccani.it\/magazine\/lingua_italiana\/domande_e_risposte\/grammatica\/lista.jsp<\/a>, per fare solo due esempi. L&#8217;importante \u00e8 ricordare che \u00e8 normale avere dubbi (\u00e8 strano non averli), che nessuno pu\u00f2 sapere tutto; sarebbe da sciocchi andare su Yahoo Answers o simili per chiedere lumi su una questione linguistica, quando esistono tante fonti valide, serie e affidabili.<\/p>\n<p><strong>Lo scorso febbraio 600 professori universitari hanno scritto al ministro dell&#8217;Istruzione e al Parlamento per denunciare il fatto che molti studenti universitari hanno &#8220;lacune grammaticali da bambini di terza elementare&#8221;. Quali sono i motivi alla base di questo fenomeno?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che se avessimo la certezza sulle cause di queste lacune, sarebbe facile intervenire. Alcuni motivi potrebbero essere: un generale allontanamento dalla lettura &#8220;distesa&#8221;, riflessiva, ben diversa dal consumo di &#8220;ipotesti&#8221; (come li chiama la linguista Elena Pistolesi) che avviene in rete. La lettura di libri \u00e8 una delle poche cose che aiuta, secondo me, a capire davvero i testi e anche a scrivere meglio. Poi altre cose: l&#8217;aumento di contesti di scrittura informali, in cui in fondo \u00e8 abbastanza indifferente come una persona scriva (Naomi Baron, linguista americana, lo chiama \u00a0<i>whateverismo linguistico<\/i>, ossia una sorta di menefreghismo per la forma, come se valesse solo la sostanza del messaggio), mentre raramente dobbiamo scrivere testi formali e complessi; una vita sempre pi\u00f9 frenetica, nella quale l&#8217;ortografia finisce per essere quasi un&#8217;irrilevante scocciatura (opinione che, ovviamente, non condivido). Molti parlano di lacune gi\u00e0 alla scuola dell&#8217;obbligo, ma francamente io non sono molto d&#8217;accordo. La scrittura va esercitata costantemente. La scuola d\u00e0 le basi, ma il prosieguo \u00e8 anche responsabilit\u00e0 dell&#8217;individuo. Insomma, forse dobbiamo tutti fare qualcosa, invece di lamentarsi! \ud83d\ude42<\/p>\n<p><strong>Lei si occupa della pagina Twitter dell&#8217;Accademia della Crusca: in che modo i social media (e pi\u00f9 in generale internet) hanno modificato la lingua italiana?<\/strong><\/p>\n<p>Ogni mezzo di comunicazione di massa ha modificato e modifica la lingua: \u00e8 naturale che una lingua si adatti ai nuovi contesti nei quali viene impiegata. L&#8217;italiano dei social ha delle caratteristiche comuni, come una generale tendenza alla brevit\u00e0 e frammentariet\u00e0 e anche a usare certe caratteristiche comunicative che siamo abituati a sentire nel parlato, ma che nello scritto sembrano strane (tipo la semplificazione del sistema verbale e pronominale, il presente pro futuro, l&#8217;indicativo invece del congiuntivo, la frasce scissa ecc.), e questo crea sompensi a molte persone. Poi, chiaramente, ci sono tutti i vezzi tipici dei contesti social, come le k o le scritture veloci, ecc. Ma la cosa forse pi\u00f9 importante \u00e8 ricordare che non sono i social a &#8220;creare problemi&#8221; all&#8217;italiano, e non sono loro a &#8220;corromperlo&#8221;, come alcuni amano dire; semplicemente, i social fanno vedere delle tendenze e delle criticit\u00e0 linguistiche che sono diffuse in generale, nella societ\u00e0, ben prima e al di fuori dei social network. Mai prima d&#8217;ora erano state cos\u00ec evidenti, sotto gli occhi di tutti, nero su bianco. Tanto per parafrasare Eco, gli &#8220;imbecilli&#8221; (in questo caso potremmo dire &#8220;incolti&#8221;) non li crea la rete: la rete li ha solo resi pi\u00f9 visiblili. Tullio De Mauro diceva: il problema non \u00e8 l&#8217;italiano, ma gli italiani&#8230;<\/p>\n<p><strong>Oggigiorno sempre pi\u00f9 laureati in materie letterarie si rivolgono a professioni legate alla scrittura online. Anche noi studenti del liceo classico di Pisa abbiamo deciso di cimentarci in un laboratorio di giornalismo online: potrebbe offrirci qualche consiglio?<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Imparare a cercare fonti primarie di qualit\u00e0 e non accontentarsi di fonti secondarie<br \/>\n&#8211; Resistere alla tentazione di &#8220;fare lo scoop&#8221;: a tale proposito vi consiglio di guardare la serie TV di qualche anno fa &#8220;The Newsroom&#8221;<br \/>\n&#8211; Dividere sempre fatti e opinioni<br \/>\n&#8211; Non scimmiottare lo stile giornalistico ma tendere a uno stile linguisticamente corretto, asciutto, privo di barocchismi e libero da modi di dire abusati (es. &#8220;il muro di gomma dell&#8217;omert\u00e0&#8221; o &#8220;strage del sabato sera&#8221;)<br \/>\n&#8211; Curare il contenuto e la forma, in maniera armonica<br \/>\n&#8211; Rileggere sempre, sempre, quanto si \u00e8 scritto, e pubblicare solo cose della cui qualit\u00e0 e veridicit\u00e0 si \u00e8 certi<br \/>\n&#8211; In generale, alla base di una buona scrittura, di qualsiasi genere, ci sono salde competenze linguistiche. Quindi&#8230; studiare e porsi tanti, tanti dubbi.<br \/>\n&#8211; Infine mai perdere la pazienza con chi manifesta dissenso, anche in maniera scomposta. Imparare a disputare &#8220;felicemente&#8221;, come suggerisce questo libro che consiglio di leggere (con un goccio di autopromozione: ne ho scritto l&#8217;introduzione \ud83d\ude09\u00a0<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/dp\/8876676414\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.amazon.it\/dp\/8876676414<\/a><\/p>\n<p><strong>LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU YOUTUBE<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&#039;Guida pratica all&#039;italiano scritto (senza diventare grammarnazi)&#039; | Vera Gheno\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EH1e0FV6mjQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>VERA GHENO: SCRIVERE BENE AI TEMPI DEL WEB<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UoAscVLaNtI\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UoAscVLaNtI<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0TEST ITALIANO<br \/>\n<\/strong>Chi abbia voglia di cimentarsi nel test di italiano proposto dalla Dott.ssa Gheno nel suo libro, pu\u00f2 farlo al seguente indirizzo:\u00a0<a href=\"https:\/\/itascritto2016.files.wordpress.com\/2016\/09\/esercitazione-firenze-2016-0.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/itascritto2016.files.wordpress.com\/2016\/09\/esercitazione-firenze-2016-0.pdf<\/a><\/p>\n<p><strong>LA SCHEDA DEL LIBRO<\/strong><br \/>\nAutore: Vera Gheno<br \/>\nTitolo: Guida pratica all&#8217;italiano scritto (senza diventare grammarnazi)<br \/>\nEditore: Cesati<br \/>\nCollana: Pillole. Linguistica<br \/>\nAnno edizione: 2016<br \/>\nPagine: 146 p., Brossura<br \/>\nISBN-10: 8876676007<br \/>\nISBN-13: 978-8876676000<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un manuale da tenere sempre a portata di mano, agile e pratico, pieno di informazioni e spunti utili per scrivere bene in italiano. Perch\u00e9 chiunque pu\u00f2 trovarsi in difficolt\u00e0 nel redigere un testo, sia esso un semplice tema che la tesina per la maturit\u00e0 (o addirittura la laurea). 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