{"id":7808,"date":"2026-05-13T12:37:28","date_gmt":"2026-05-13T12:37:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7808"},"modified":"2026-05-13T12:37:29","modified_gmt":"2026-05-13T12:37:29","slug":"intervista-al-professore-francesco-dall-aglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7808","title":{"rendered":"INTERVISTA AL PROFESSORE FRANCESCO DALL\u2019 AGLIO"},"content":{"rendered":"\n<h3>docente di Storia dei paesi dell\u2019Est Europa e Analista militare e geopolitico<\/h3>\n<h3>di Andrea Coli<\/h3>\n<h3>\u00a0<\/h3>\n<p><strong>DOMANDA 1) In questa lezione si parler\u00e0 di un paese specifico<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Prof Dall\u2019Aglio:<\/em><\/strong> Con il professor Vento trattiamo spesso la questione dell\u2019Ucraina perch\u00e9 \u00e8 un\u2019area di conflitto aperto che con la guerra in Iran si \u00e8 molto complicata. Non dobbiamo per\u00f2 necessariamente concentrarci su questo Stato, ma possiamo spaziare rimanendo tuttavia nell\u2019ambito dell\u2019Est Europa e possibilmente sugli <strong>Stati post sovietici<\/strong>. Quegli Stati che facevano parte dell\u2019URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche). Ma parliamo anche dei paesi socialisti non URSS. Insomma vediamo la struttura del blocco socialista orientale.<\/p>\n<p>Molto spesso si parte dal presupposto che i paesi dell\u2019Europa orientale (del cosiddetto \u201cblocco orientale\u201d) facessero tutti parte dell\u2019URSS. In realt\u00e0 non lo erano affatto. <strong>La Polonia, la Cecoslovacchia, la Bulgaria, l\u2019Ungheria, la Romania e la Germania Est<\/strong> non facevano parte dell\u2019URSS. Erano paesi indipendenti alleati all\u2019URSS tramite il <strong>Patto di Varsavia<\/strong>, un\u2019alleanza militare e politica, che adottavano un sistema economico detto <strong>COMECON<\/strong>, con controllo statale dei mezzi di produzione.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>Per<strong> l\u2019Albania e la Jugoslavia<\/strong> dobbiamo fare un discorso a parte perch\u00e9 non facevano parte del Patto di Varsavia. L\u2019Albania faceva parte dell\u2019area socialista a partito unico con un controllo statale dell\u2019economia molto rigido. La Jugoslavia invece aveva una forma economica mista ed era aperta al mercato libero.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>In questi paesi satelliti la situazione non era la stessa ma gi\u00e0 dagli anni 60 pur condividendo l\u2019idea socialista avevano ognuno sviluppato delle differenze anche piccole. Non era la stessa cosa vivere in Polonia o in Romania. In Polonia per esempio c\u2019era un sindacato autonomo che non rispondeva al partito comunista polacco. In Romania il sistema era pi\u00f9 complicato che in altri paesi. Ed in alcuni Stati il controllo dei vertici e\u2019 diventato un potere politico personale.<\/p>\n<p>Poi c\u2019era l\u2019URSS formata da 15 repubbliche socialiste (15 Repubbliche Socialiste Sovietiche) tra cui <strong>la Russia, l\u2019Ucraina, la Bielorussia, La Moldavia, La Lettonia, L\u2019Estonia, la Lituania, la Georgia, il Kazakistan<\/strong> etc\u2026 con capitale Mosca dove venivano prese le decisioni. All\u2019interno delle repubbliche, diverse fra loro anche geograficamente, c\u2019erano partiti comunisti locali che erano dipendenti dal PCUS (Partito Comunista dell\u2019Unione Sovietica). Quando nel 1991 l\u2019URSS si dissolse, i leader di questi partiti sono diventati i gruppi dirigenti dei nuovi Stati post Sovietici.Basta guardare in Azerbaigian dove il presidente attuale Ilham Aliyev \u00e8 il figlio del capo del partito comunista prima della dissoluzione, Heydar Aliyev oppure in Estonia, dove Kaja Kallas \u00e8 figlia di un ex ministro della Repubblica Socialista Estone.<\/p>\n<p>Questo per spiegare che c\u2019\u00e8 stata una continuit\u00e0 di potere. Il fatto che si sia dissolta l\u2019URSS non significa che quelli che erano al potere nell\u2019ultima fase siano spariti. Spesso si sono riciclati come democratici, chi pi\u00f9 e chi meno.<\/p>\n<p>Ai tempi dell\u2019URSS questo ceto, composto dai vertici del partito o dai vertici di imprese, che godeva di benefici in pi\u00f9 rispetto al popolo era un\u2019\u00e9lite ristretta chiamata <strong>Nomenklatura<\/strong>. Con lo sgretolamento del socialismo, avvenuto in modo improvviso e non programmato, questi paesi sono stati dissestati economicamente, socialmente e politicamente ed in questo contesto i figli della Nomenklatura si sono appropriati delle grandi aziende dello Stato, questo \u00e8 successo soprattutto in Russia, dando origine al ceto dei nuovi ricchi che in Occidente chiamiamo oligarchi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>DOMANDA 2)<\/strong> <strong>In questi anni ho conosciuto diverse persone dell\u2019Est Europa e mi hanno sempre parlato bene di questi Stati dicendo che ci si viveva bene. Poi con la dissoluzione dell\u2019URSS sono diventati Stati indipendenti. Col prof Vento si \u00e8 parlato di escalation tra Russia e l\u2019Ucraina e vorrei sapere secondo lei se questa escalation dipende dal fatto che la Russia sente suoi questi territori ucraini e tutti quelli che hanno fatto parte dell\u2019Unione sovietica?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inoltre invece di farsi la guerra avendo tutti la stessa cultura ex sovietica non sarebbe stato meglio fare un referendum e decidere se riformare un unico stato o rimanere cosi?<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Prof Dall\u2019Aglio:<\/em><\/strong> La questione \u00e8 complessa. Alcuni Leader politici, quelli pi\u00f9 nazionalisti ritengono di avere un diritto di prelazione su questi territori. Dovete considerare che alcuni di questi territori hanno fatto parte del territorio russo da secoli. Altri paesi invece no e marcano proprio questa differenza. Il problema quindi non \u00e8 che questi Stati si siano allontanati. Il problema reale del conflitto in Ucraina \u00e8 la sicurezza strategica della Russia. Quando il Patto di Varsavia si \u00e8 sciolto, la NATO \u00e8 rimasta e ha iniziato ad allargarsi, mentre \u00e8 venuta meno la cintura di Stati che separava la Russia dalla Nato. Nel 1990, a Gorbaciov, vennero date le garanzie che la NATO non si sarebbe ampliata a Est ed i rapporti erano per questo pi\u00f9 collaborativi. \u00a0Invece dal 1997 si sono allargati annettendo l\u2019Ungheria, la Repubblica Ceca e la Polonia, poi nel 2004 il Baltico con la Lituania, La Lettonia e L\u2019Estonia. \u00a0Il processo di allargamento ha preso delle strade che alla Russia non sono piaciute e la rottura definitiva \u00e8 arrivata nel 2008, quando il presidente Bush ha offerto la prospettiva di ingresso a Ucraina e Georgia. Per la Russia l&#8217;eventuale ingresso dell&#8217;Ucraina nella NATO \u00e8 una &#8220;linea rossa&#8221; inaccettabile: significherebbe avere basi militari nemiche a pochi minuti di volo dei missili a raggio intermedio da Mosca. \u00c8 quindi una percezione di insicurezza militare.&#8221;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato poi il problema dei missili in Polonia e Romania: gli USA dicevano che servivano contro l&#8217;Iran, ma la Russia sosteneva che geograficamente non aveva senso. Quella rottura l\u00ec, sulla presenza militare vicino ai confini, \u00e8 la base dell&#8217;escalation che vediamo oggi.<\/p>\n<p>La &#8220;Nostalgia&#8221;:<br \/>Quindi da un lato ci sono motivi nazionalistici per l\u2019attacco in Ucraina, ma il motivo vero \u00e8 l\u2019insicurezza della Russia nei confronti della NATO.<\/p>\n<p>Nel 90 c\u2019\u00e8 stato un referendum e la maggior parte dei cittadini aveva votato SI per mantenere L\u2019URSS. Dopo 30 anni dalla fine dell\u2019URSS, considerando queste evoluzioni non avrebbe senso fare un nuovo referendum. Alcuni Stati sono nella NATO e la Russia \u00e8 in conflitto con altri e poi c\u2019\u00e8 la questione della forma politica. Ci sono Stati che non vogliono pi\u00f9 il comunismo.<\/p>\n<p>Sulla questione del &#8216;si stava meglio prima&#8217;, dipende dalle esperienze personali. Il sistema socialista non garantiva il pluralismo, ma dava una rete di sicurezze: istruzione, sanit\u00e0, casa, lavoro. Quando queste reti sono venute meno negli anni &#8217;90, per molti \u00e8 stato un dramma. C\u2019\u00e8 chi dice &#8216;stiamo meglio adesso&#8217;, ma molti rimpiangono quella protezione sociale. Bisogna anche considerare il fattore anagrafico: spesso chi rimpiange il socialismo rimpiange semplicemente il tempo in cui aveva vent\u2019anni. Tuttavia, \u00e8 un dato di fatto che per le fasce pi\u00f9 deboli, specie fuori dalle grandi capitali, il passaggio al capitalismo sia stato traumatico.&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>DOMANDA 3) Perch\u00e9 la Russia ha attaccato l\u2019Ucraina e non la Georgia?<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Prof Dall\u2019Aglio:<\/em><\/strong> In realt\u00e0 l\u2019ha attaccata nel 2008. In Georgia nel 1991 dopo il crollo dell\u2019URSS si erano dichiarate due repubbliche indipendenti: <strong>L\u2019Ossezia del Sud<\/strong> e <strong>l\u2019Abkhazia<\/strong> che Mosca riconobbe solo dopo la guerra, il 26 agosto 2008.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7809 size-full\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Georgia.gif\" alt=\"Carta della Georgia\" width=\"643\" height=\"313\" \/><\/p>\n<p>La Russia manteneva truppe in queste zone per garantire la pace ma di fatto ne sosteneva l\u2019indipendenza dalla Georgia. \u00a0Nel 2008 il presidente georgiano cerc\u00f2 di riprendersi militarmente L\u2019Ossezia del Sud, sperando nell\u2019intervento della NATO e la Russia rispose giustificandosi con il tentativo di mantenere la pace e proteggere i cittadini Russi residenti in Ossezia.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 pochi mesi prima la NATO aveva promesso alla Georgia e all\u2019Ucraina l\u2019ingresso nella NATO e Putin con questo attacco voleva dimostrare di poter bloccare l\u2019espansione della NATO rendendo la Georgia un paese con conflitti aperti, condizione che non permette l\u2019ingresso nella NATO.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>DOMANDA 4) Secondo Lei gli USA hanno influito sull\u2019espansione della NATO?<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Prof Dall\u2019Aglio: <\/em><\/strong>La volont\u00e0 espansiva della Nato \u00e8 stata principalmente USA. Molti paesi Europei erano contrari. La NATO \u00e8 a guida USA ed i paesi che entrano nella NATO devono standardizzare il loro esercito, comprando armi spesso prodotte proprio dagli Stati Uniti, favorendo cos\u00ec l&#8217;industria bellica americana che quindi trae un grande vantaggio dall\u2019espansione della NATO.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Andrea Coli (classe 2A AFM &#8211; ITE)<\/p>\n<p>6 maggio 2026 &#8211; Attivit\u00e0 del Progetto Contemporanea..mente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>docente di Storia dei paesi dell\u2019Est Europa e Analista militare e geopolitico di Andrea Coli \u00a0 DOMANDA 1) In questa lezione si parler\u00e0 di un paese specifico Prof Dall\u2019Aglio: Con il professor Vento trattiamo spesso la questione dell\u2019Ucraina perch\u00e9 \u00e8 un\u2019area di conflitto aperto che con la guerra in Iran si \u00e8 molto complicata. 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