{"id":7784,"date":"2026-03-20T14:04:00","date_gmt":"2026-03-20T14:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7784"},"modified":"2026-03-18T14:07:01","modified_gmt":"2026-03-18T14:07:01","slug":"il-lavoro-non-uccide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7784","title":{"rendered":"Il lavoro (non) uccide"},"content":{"rendered":"\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando, tempo fa, Park Chan-wook scelse di riproporre il classico del regista Costa-Gavras, era sicuramente cosciente di rischiare di non raggiungere il livello del suo predecessore. Ciononostante, il frutto di anni di progettazione \u00e8 una pellicola perfettamente equilibrata e funzionante, che mostra in maniera dissacrante il lato nascosto della Corea \u201cbuona\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In \u201cNo Other Choice, non c\u2019\u00e8 altra scelta\u201d la storia \u00e8 incentrata sulle azioni di un uomo, Yoo Man-soo (interpretato dalla talentuosa star di \u201cSquid Game\u201d Lee Byung-hun), che viene licenziato dalla societ\u00e0 cartaria presso cui lavora, nella quale ricopre un ruolo di grande importanza, in seguito a un cambio di propriet\u00e0. Lui e la sua famiglia si troveranno dunque a far fronte a ingenti problemi finanziari, che li costringeranno a fare importanti rinunce (tra cui, ad esempio, i due cani) e a rischiare di perdere la propria casa. Devastato dalla mancanza di occupazione, Man-soo scivola lentamente in uno stato di follia risolutiva, che lo porter\u00e0 a spingersi all\u2019estremo livello della competitivit\u00e0 lavorativa, perseguendo un obiettivo ben preciso con crescente freddezza e precisione: eliminare tutti i pretendenti al posto di lavoro da lui ambito. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quelle azioni, che sembrano essere una rottura rispetto agli schemi tipici di una societ\u00e0 capitalista come quella coreana, sono in realt\u00e0 una feroce critica agli standard lavorativi generati da questo sistema. Man-soo \u00e8 infatti l\u2019estremizzazione della tossica cultura del lavoro coreana, che demonizza l\u2019inattivit\u00e0 e glorifica la competizione. Se, in condizioni normali, l\u2019obiettivo dell\u2019uomo (nel senso di essere umano) \u00e8 vincere la corsa a un posto di lavoro che possa dare apparente soddisfazione, in questo film \u00e8 l\u2019eliminazione della competizione stessa per ottenerlo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La vera bravura di Park Chan-wook \u00e8 da individuare, per\u00f2, nell\u2019abilit\u00e0 di aver travestito questa pellicola da commedia dalle tinte dark, dato che a pi\u00f9 riprese capiter\u00e0 di farsi sfuggire una risata. Il finale dolceamaro riporta per\u00f2 lo spettatore alla realt\u00e0, tirando in ballo un ulteriore fattore che forse si era dimenticato di considerare all\u2019inizio. Stupisce ancora come questa pellicola non abbia ricevuto alcuna nomination agli Oscar di quest\u2019anno, vista anche la bravura del regista nel rappresentare, oltre che il protagonista, gli stereotipi dei lavoratori coreani, identificati anche loro come uomini disperati a causa della mancanza di lavoro. Poco altro da dire, un grande film che non ha deluso.<\/span><\/p>\n<p>Andrea Campanelli (classe 4A &#8211; liceo classico)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando, tempo fa, Park Chan-wook scelse di riproporre il classico del regista Costa-Gavras, era sicuramente cosciente di rischiare di non raggiungere il livello del suo predecessore. Ciononostante, il frutto di anni di progettazione \u00e8 una pellicola perfettamente equilibrata e funzionante, che mostra in maniera dissacrante il lato nascosto della Corea \u201cbuona\u201d. In \u201cNo Other Choice, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7785,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":{"0":"post-7784","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-visto-letto-sentito","8":"entry"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7784","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7784"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7784\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7786,"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7784\/revisions\/7786"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7785"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7784"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7784"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7784"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}