{"id":2996,"date":"2018-10-07T21:07:42","date_gmt":"2018-10-07T21:07:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=2996"},"modified":"2018-10-08T12:59:31","modified_gmt":"2018-10-08T12:59:31","slug":"fact-la-mia-esperienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=2996","title":{"rendered":"FAcT &#8211; La mia esperienza"},"content":{"rendered":"<p>Partecipare al progetto FAcT quest&#8217;anno \u00e8 stata un&#8217;esperienza molto interessante. A parte alcune difficolt\u00e0 e ansie che ho dovuto affrontare durante questo percorso, il teatro \u00e8 sempre qualcosa da cui rimango profondamente affascinata; e anche questa volta \u00e8 stato cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il mio primo compito \u00e8 stato fare la guida a una delle compagnie esterne fino alla Normale. Che poi, io guida \u00e8 un ossimoro, avendo le caratteristiche perfette, ovvero scarso senso dell&#8217;orientamento e profonde conoscenze di Pisa solo per il tratto di strada che va da casa mia alla fermata del pullman (cio\u00e8 4 passi). Mi viene una fifa blu quando i turisti mi fermano per chiedermi indicazioni, non tanto perch\u00e9 devo parlare in lingua straniera, che, alla fine, se si ha un po&#8217; di basi, non \u00e8 troppo complicato, ma proprio perch\u00e9 non so dove sia anche un posto conosciutissimo come la Torre.<br \/>\nAllora vi starete chiedendo: &lt;&lt;Se sapevi di non essere adatta a fare la guida, perch\u00e9 hai scelto di farla?&gt;&gt; Bene! Vi rispondo che io non volevo farla,\u00a0ma mi sono ritrovata comunque in un parcheggio, sotto il sole cocente degli inizi di giugno, ad aspettare imbarazzata la compagnia con i miei &#8220;aiutanti&#8221; affidati sul momento. Anche questo fa parte del lavoro!<\/p>\n<p>Eravamo tutti ansiosi, come i padri davanti a una sala parto, ma ero pronta: preparazione di tutte le vie possibili di Pisa grazie a Google Maps, studio della storia della nostra citt\u00e0 grazie a Wikipedia; questo mi ha ripagato di tutte le mie paure e mi ha fatto fare anche una discreta figura, che non guasta mai.\u00a0Compiuto questo primo compito ero gi\u00e0 distrutta, ma sono riuscita ad arrivare a svolgere il mio ultimo compito del giorno, ovvero la reporter del festival per poi tornare a casa, sfatta.<\/p>\n<p>Il giorno dopo \u00e8 stato migliore, anche se non \u00e8 iniziato come programmato: arrivata all&#8217;hotel attraverso il centro di Pisa completamente deserto, cosa che posso testimoniare non \u00e8 un evento descritto solo nei miti, ho dovuto aspettare per un&#8217;ora nella hall dell&#8217;hotel e alla fine scoprire di non essere necessaria come guida verso il teatro Sant&#8217;Andrea (posto in cui sapevo portarli senza perdermi, tra l&#8217;altro!) ma che era pi\u00f9 urgente mi occupassi di altro.<\/p>\n<p>E cos\u00ec mi sono ritrovata ad aiutare con il conteggio dei voti dello spettacolo della sera prima alla Scuola Normale. Direi che posso definire anche questa esperienza per me una grande barzelletta essendo la matematica e i suoi terribili correlati (chimica, fisica e geometria) il mio tallone d&#8217;Achille. Avrei sicuramente preferito che ci fosse andato qualcun altro al posto mio, ma nessuno poteva prendere il mio posto. Ho invocato gli spiriti dei pi\u00f9 grandi matematici che hanno solcato la storia (alcuni dei quali sono passati per la Normale) sperando cos\u00ec di non perdermi nel labirinto dei numeri, cosa che per fortuna non \u00e8 accaduta.<\/p>\n<p>Dopo pranzo, mi sono improvvisata tuttofare sia facendo le foto sia prendendo appunti durante l&#8217;evento di presentazione del gruppo che ha portato in scena lo spettacolo &#8220;Clue&#8221;. Qui ho conosciuto una persona con cui ho potuto lavorare serenamente e, credetemi, questo aiuta moltissimo quando stai facendo qualcosa di nuovo.<\/p>\n<p>Il terzo giorno si pu\u00f2 definire il giorno dei ritardi: a causa, come al solito, delle puntualit\u00e0 dei mezzi di trasporto, sono sempre stata sul filo del rasoio con gli orari e per un evento mi sono dovuta improvvisare addirittura maratoneta in una corsa contro il tempo. Ma anche in questo caso sono riuscita a fare tutto. URRA&#8217;!<\/p>\n<p>E cos\u00ec che si \u00e8 conclusa la mia esperienza a &#8220;FAcT&#8221;. Sicuramente mi ha lasciato un segno non solo fisico a causa delle vesciche enormi che mi sono venute (le cicatrici lo dimostrano) ma soprattutto perch\u00e9 \u00e8 stata un&#8217;esperienza che, nonostante alti e bassi, \u00e8 stata istruttiva e mi ha insegnato come risolvere i problemi e raggiungere obbiettivi che non credevo di poter raggiungere; che i rapporti tra colleghi possono essere importanti in un lavoro, rendendolo molto pi\u00f9 facile e piacevole; che non bisogna aver paura di superare i propri limiti perch\u00e9 non tutti sono muri invalicabili. Ho potuto vedere inoltre varie sfumature del fare teatro sia attraverso l&#8217;esperienza raccontata dai singoli attori sia per le differenti tipologie di lavoro che le diverse compagnie usano, sia per i diversi studi che hanno fatto per costruire i propri spettacoli.<\/p>\n<p>Per questo spero arrivi presto &#8220;FAcT 2019&#8221;!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partecipare al progetto FAcT quest&#8217;anno \u00e8 stata un&#8217;esperienza molto interessante. A parte alcune difficolt\u00e0 e ansie che ho dovuto affrontare durante questo percorso, il teatro \u00e8 sempre qualcosa da cui rimango profondamente affascinata; e anche questa volta \u00e8 stato cos\u00ec. 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