{"id":1535,"date":"2017-11-11T05:57:05","date_gmt":"2017-11-11T05:57:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=1535"},"modified":"2017-12-02T17:00:45","modified_gmt":"2017-12-02T17:00:45","slug":"maledetti-pisani-storie-di-sommersi-e-di-dannati-allombra-della-torre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=1535","title":{"rendered":"Maledetti Pisani &#8211; storie di sommersi e di dannati all&#8217;ombra della torre"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>&#8230;Ne se mettre \u00e0 genoux que pour cueillir une fleur&#8230;<br \/>\n<\/em>(Jacques Brel)<\/p><\/blockquote>\n<p>Domenica 12 novembre, in occasione del <a href=\"http:\/\/www.pisabookfestival.com\">Pisa Book Festival<\/a> 2017, in Sala Azzurra (ore 18:00) verr\u00e0 presentato \u201cun libro pisano\u201d. Una antologia di racconti, tutti ambientati a Pisa e tutti scritti da pisani: \u201cMaledetti pisani \u2013 storie di sommersi e di dannati all\u2019ombra della torre\u201d, titolo familiare nel suo richiamo al quel \u201cMaledetti toscani\u201d di Curzio Malaparte e al libro di Primo Levi, \u201cI sommersi e i salvati\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1546\" aria-describedby=\"caption-attachment-1546\" style=\"width: 222px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1546\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/WhatsApp-Image-2017-10-23-at-21.05.42-215x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/WhatsApp-Image-2017-10-23-at-21.05.42-215x300.jpeg 215w, https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/WhatsApp-Image-2017-10-23-at-21.05.42-768x1069.jpeg 768w, https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/WhatsApp-Image-2017-10-23-at-21.05.42-735x1024.jpeg 735w, https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/WhatsApp-Image-2017-10-23-at-21.05.42.jpeg 1149w\" sizes=\"auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1546\" class=\"wp-caption-text\">La copertina del libro Maledetti Pisani &#8211; Mds Edizioni<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ecco a voi una piccola anteprima.<\/p>\n<p>Le storie raccontate nel libro sono \u201cvere\u201d o di fantasia, ma tutte si svolgono nella nostra citt\u00e0; raccontano Pisa da dentro, non per promuoverla o per descriverla ma per farne il luogo dove i fatti trovano lo spazio e la ragione.\u00a0Gli accadimenti, le storie piccole e grandi, trovano sempre nei luoghi in cui si svolgono un elemento che le caratterizza e le condiziona, permeandole e intridendole della geografia del luogo, che vuol dire cultura, usanze e tradizioni. I\u00a0racconti pisani che danno vita ci lasciano vedere la nostra citt\u00e0, leggendo.<br \/>\nNel rievocare la maledizione nelle sue diverse sfumature, le storie si annunciano \u201cforti\u201d; negli accadimenti specifici, nel racconto delle azioni e dei pensieri dei personaggi \u00e8 possibile sentire lo spirito della citt\u00e0 e l\u2019anima collettiva dei suoi abitanti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1544\" aria-describedby=\"caption-attachment-1544\" style=\"width: 305px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1544\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/IMG_7969-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/IMG_7969-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/IMG_7969.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1544\" class=\"wp-caption-text\">Autori della raccolta &#8220;Maledetti Pisani&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p>Maledetti pisani? Chiss\u00e0&#8230; certo \u00e8 che la storia cos\u00ec antica della citt\u00e0 con il suo popolo di guerrieri, scienziati e navigatori e la storia a noi pi\u00f9 vicina, cos\u00ec complessa e importante per il nostro stesso Paese rendono la lettura di queste storie un\u2019occasione da non perdere. E\u00a0<strong>Sul mare i muri non si fanno\u00a0<\/strong>di Dario Danti, professore di storia e filosofia nel nostro Liceo, me ne ha dato la conferma.<\/p>\n<p><strong>Sul mare i muri non si fanno<\/strong>\u00a0\u00e8 una \u201cstoria politica\u201d che finisce per toccare le corde del ricordo, del rimpianto e del rammarico.\u00a0Dario Danti racconta la Pisa dell\u2019impegno sociale e politico degli anni \u201870 e, con la sensibilit\u00e0 di chi ha ascoltato, letto, studiato e riflettuto, tira le somme di un momento storico difficile, <em>maledicendo<\/em> la deriva della violenza e <em>salvando<\/em> l\u2019importanza dell\u2019impegno sociale.<\/p>\n<p>Ecco cosa il professor Danti ha gentilmente risposto alle mie domande.<\/p>\n<p><em>Da cosa \u00e8 stata dettata la scelta del tema del suo racconto?<br \/>\n<\/em>Prof. Danti &#8211; Il racconto \u00e8 un fatto realmente accaduto che riguarda la vita di un uomo che ha vissuto la storia narrata. La veridicit\u00e0 di quel che si legge \u00e8 facilmente percepibile nella suggestione delle parole e nella concretezza dei fatti narrati che appartengono agli Anni &#8217;70 di piombo che anche a Pisa si sono tradotti in numerosi episodi di ribellione sociale e hanno coinvolto molti giovani politicamente impegnati.<\/p>\n<p><em>E&#8217;\u00a0pi\u00f9 facile scrivere di fantasia riagganciandosi a elementi reali (nel caso del libro l\u2019ambientazione) o romanzare fatti che sono effettivamente accaduti?<br \/>\n<\/em>Prof. Danti &#8211; A mio avviso, ancorare lo scrivere a fatti reali e concreti rende l&#8217;elaborazione della storia pi\u00f9 appagante perch\u00e9 consente di\u00a0 &#8220;romanzare&#8221; e chiarire e commentare fatti di cui \u00e8 possibile riscontrare la veridicit\u00e0. Il racconto che non \u00e8 di mera fantasia, riguarda un&#8217;esperienza di vita concreta che rende perci\u00f2 pi\u00f9 prezioso il suo significato complessivo, che \u00e8 quello del ripudio della violenza come strumento di lotta sociale.<\/p>\n<p><em>N<\/em><em>el suo racconto c\u2019\u00e8 la lotta armata come strumento di emancipazione e liberazione, ma c\u2019\u00e8 anche il riferimento alla \u201cdisciplina\u201d nei gruppi, alle regole di comportamento. <\/em><em>Quindi, ci si emancipa e ci si libera sostituendo alle regole vigenti, altre regole?<br \/>\n<\/em>Prof. Danti &#8211; Le regole sono importanti e necessarie per dare &#8220;ordine&#8221; alle azioni, anche a quelle rivoluzionarie, che possono rompere gli equilibri solo se sono esse stesse ordinate in termini di obiettivi e di modalit\u00e0 e strumenti per raggiungerli.<br \/>\nLa differenza tra le regole dello Stato che Dante Cianci e i gli altri brigatisti volevano cambiare e quelle che presidiavano i gruppi di lotta sta in una parola: la condivisione. E&#8217; nella condivisione vera e difusa che le regole della rivoluzione e della lotta trovano la loro forza e la loro differenza rispetto a quelle imposte unilateralmente dallo Stato.<br \/>\nLe regole dei gruppi di lotta devono immaginarsi dinamiche e in continua evoluzione cos\u00ec che il loro contenuto risulti sempre espressione del sentire comune, e perci\u00f2 in costante stato di condivisione.<\/p>\n<p><em>L\u2019arresto ha salvato la vita al protagonista, che ha cos\u00ec potuto studiare e vivere un\u2019altra vita.\u00a0Quindi, non vale la pena di morire per le proprie idee?<\/em><br \/>\nProf Danti &#8211; Dante Cianci, da ex brigatista, racconta il suo sollievo per essere stato arrestato e di essersi, cos\u00ec, salvato la vita. La questione non \u00e8 difendere le idee fino a morirne. Quello che conta \u00e8 lo sforzo interiore e di gruppo di elaborare idee davvero valide e nuove, che sottraggano la lotta sociale allo schema dell&#8217;antagonismo e della violenza. La violenza \u00e8 sbagliata, irrimediabilmente. E morire per l&#8217;idea della lotta armata e violenta \u00e8 sbagliato. Irrimediabilmente<em>.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Lei scrive che \u201cnei gruppi e nei sistemi politici l\u2019ideologia \u00e8 il cane pastore della massa\u201d. L<\/em><em>\u2019ideologia massifica e placa?\u00a0E allora, se l\u2019ideologia omologa e la ribellione degenera qual \u00e8 lo strumento della \u201crivoluzione\u201d?<br \/>\n<\/em>Prof. Danti &#8211; Dante Cianci denuncia la degenerazione dell&#8217;ideologia, che chiama &#8216;cane pastore delle masse&#8217;. L&#8217;ideologia massifica e opprime le masse quando \u00e8 predeterminata e, come le regole, imposta. E&#8217; nella adesione passiva alla ideologia precostituita che si annida il rischio &#8216;dell&#8217;ideologismo&#8217;, che mortifica la libert\u00e0 di pensiero e della elaborazione delle idee.<\/p>\n<p><em>Nel suo racconto lei scrive delle barche a vela che navigano in mari \u2018\u2019senza muri\u2019\u2019 quali simbolo di una vita libera da impedimenti e condizionamenti. Mette per\u00f2 anche in guardia sul pericolo che la zavorra nella barca provochi il naufragio. Che cosa \u00e8 la zavorra? La falsa ideologia, la violenza? E se tutto \u00e8 zavorra la soluzione \u00e8 rimanere in porto e smettere di navigare?<br \/>\n<\/em>Prof. Danti &#8211; La risposta \u00e8 univoca: la zavorra \u00e8 la violenza. Essa annienta e pregiudica, piega la barca, fino ad affondarla, se \u00e8 unilaterale (se sta solo da un lato), e pesa sulla barca (fino al naufragio) se \u00e8 annidata sui lati opposti e diventa bilaterale.<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Nel suo racconto si legge che chi lotta pu\u00f2 perdere e che chi non lotta ha gi\u00e0 perso. Cosa \u00e8 la lotta oggi?<br \/>\n<\/em>Prof. Danti &#8211; Il racconto si conclude con una famosa frase di Che Guevara che evoca l&#8217;importanza della lotta. La lotta \u00e8 l&#8217;ambizione a riformare lo status quo, politico sociale culturale, affinch\u00e8 risponda al comune sentire del popolo e alle sue progressive esigenze lottare vuol dire sognare e vuol dire impegnarsi; vuol dire anche partecipare e sentirsi parte di una comunit\u00e0 e veicolo dei tempi che verranno. La lotta non \u00e8 soltanto quella &#8220;grande&#8221; ma anche quella di ogni giorno che si consuma nelle piccole comunit\u00e0, affinch\u00e9 sempre le ragioni dei molti possano incidere sulla determinazione delle regole comuni, il pi\u00f9 possibile condivise<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il racconto\u00a0 del professor Danti non \u00e8 solo un racconto. E&#8217; una storia &#8216;vera&#8217;, non solo perch\u00e9 \u00e8 la narrazione della vita di Dante Cianci, ma perch\u00e9 la sua esperienza \u00e8 anche quella di molti altri (pisani e non) che, negli anni della lotta armata, hanno pensato, desiderato, creduto. E sbagliato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230;Ne se mettre \u00e0 genoux que pour cueillir une fleur&#8230; (Jacques Brel) Domenica 12 novembre, in occasione del Pisa Book Festival 2017, in Sala Azzurra (ore 18:00) verr\u00e0 presentato \u201cun libro pisano\u201d. 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