{"id":7461,"date":"2024-12-20T01:34:00","date_gmt":"2024-12-20T01:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7461"},"modified":"2024-12-19T17:44:21","modified_gmt":"2024-12-19T17:44:21","slug":"come-vivere-nellera-della-tecnica-letica-del-viandante","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7461","title":{"rendered":"Come vivere nell&#8217;era della tecnica: l&#8217;etica del viandante"},"content":{"rendered":"\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi tempi il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti sta portando in giro per le diverse citt\u00e0 italiane la presentazione del suo nuovo saggio filosofico: \u201cL&#8217;etica del viandante\u201d. L&#8217;etica del viandante \u00e8 il modo di abitare la nostra drammatica epoca che il filosofo definisce \u201cera della tecnica\u201d. Essa trova la sua origine nel periodo del nazismo poich\u00e9 i capi dei campi di concentramento dichiararono di non avere senso di colpa per quanto compiuto poich\u00e9 furono efficienti mezzi di un sistema. L&#8217;individuo era, quindi, utile se e solo se alimentava il fenomeno iniziando cos\u00ec a perdere ogni valore che non servisse tale scopo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da quel momento la tecnica \u00e8 divenuta la condizione unica e necessaria perch\u00e9 la nostra societ\u00e0 funzioni, costituendo pertanto, come riporta Marx, non pi\u00f9 il mezzo ma il fine dell&#8217;uomo. Inoltre, il fenomeno \u00e8 aumentato quantitativamente e di conseguenza, secondo ci\u00f2 che ci dice Hegel, si \u00e8 plasmato radicalmente anche l&#8217;ambiente che lo circonda, destinandolo ad una crisi gi\u00e0 preannunciata da Nietzsche e che Galimberti riporta schiettamente. Nietzsche profetizza l&#8217;et\u00e0 del nichilismo e la descrive in tal modo: per prima cosa afferma che in essa non c&#8217;\u00e8 \u201cscopo\u201d e difatti la tecnica \u00e8 un ente che agisce solo in funzione del suo potenziamento e lo fa in maniera imprevedibile causando spaesamento nell&#8217;individuo. Basti pensare alla comune casualit\u00e0 delle scoperte scientifiche, che sono molto impattanti sulla vita di tutti noi. Secondariamente annuncia che non c&#8217;\u00e8 una risposta al \u201cperch\u00e9 della vita\u201d ,in quanto nel presente siamo costretti ad essere parte del sistema che, come preannunciato, \u00e8 l&#8217;unica cosa in grado di dare un senso e un&#8217;identit\u00e0 all&#8217;individuo all\u2019interno della societ\u00e0. Quest&#8217;ultimo \u00e8 condannato ad un&#8217;esistenza vuota e monotona oppure a tentare disperatamente la ricerca di un futuro migliore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ed \u00e8 cos\u00ec che i giovani perdono l\u2019ambizione e si abbandonano a ci\u00f2 che li devia da questo tormento come l&#8217;alcol e gli stupefacenti. Giunge poi il folle profeta nietzschiano, Zarathustra, il quale porta la destabilizzante notizia della \u201cmorte di Dio\u201d, la quale oggi comprendiamo in maniera pi\u00f9 che evidente potendo immaginare la nostra societ\u00e0 senza di esso ma non priva del mercato, del denaro e della tecnica. Con questa espressione il filosofo tedesco illustra il crollo dei valori, in favore di quelli gi\u00e0 citati e decisamente peggiori. Vi \u00e8 pertanto la fine dell&#8217;ottimismo religioso legato alla possibilit\u00e0 di un futuro perdono dei peccati e della provvidenza divina. E alla fine della religione si accompagna l&#8217;annullamento del progresso, portato da tutte quelle figure che avevano la religione intrinseca nella loro cultura. Lo stesso Marx, pur essendo ateo, vedeva nel passato ingiustizia sociale, cio\u00e8 peccato, nel presente rivoluzione, ovvero perdono, e nel futuro giustizia, quindi pace sulla terra. In questo dramma cade anche la pratica della riflessione, che necessita di un processo a lungo termine contrapposto a quello veloce ed efficiente della tecnica. L&#8217;uomo per\u00f2, come gi\u00e0 detto, deve trascendere questa situazione per accedere ad una migliore, e cos\u00ec Galimberti arriva a illustrare la figura del \u201cviandante\u201d: un ente che viaggia per fare esperienza del mondo vero e proprio e non attraverso uno schermo elettronico e accetta le differenze che trova lungo il cammino e impara da esse, non le reprime e non le combatte. Il viandante ripudia la cultura cristiana, che ha portato la concezione dell&#8217;uomo da essere mortale, come lo definivano i Greci, ad uno capace di trovare un\u2019altra vita dopo la morte. L&#8217;uomo ha assunto cos\u00ec una tale importanza che \u00e8 sfociata nell&#8217;antropocentrismo, principio distruttore della nostra amata terra. Il viandante ha, invece, l&#8217;umilt\u00e0 di mettersi sullo stesso piano della natura, assumendo una visione biocentrica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Galimberti riprende poi l&#8217;opera kantiana \u201cper la pace perpetua\u201d quando dice che il viandante vuole quest&#8217;ultima dentro e fuori dallo stato, sostiene la condivisione dei beni e il passaggio ad una maggiore importanza della comunit\u00e0 mondiale, opponendosi pertanto alla sovranit\u00e0 dello stato, nemica di questo progetto cosmopolita. Il filosofo contemporaneo pretende, quindi, una vera e propria rivoluzione, un cambiamento radicale e necessario, un modo di vivere innovativo. Cos\u00ec noi giovani ci ritroviamo a vivere un&#8217;era veramente complessa e Galimberti si rivolge a noi dicendo: \u201dUna cosa vorrei ricordare ai giovani: se \u00e8 vero che il futuro non li attende, \u00e8 altrettanto vero che loro il futuro ce lo avranno di necessit\u00e0, il futuro \u00e8 comunque loro e che se lo prendano questo futuro\u201d.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Riccardo Nicoletti (classe 2D &#8211; liceo classico)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi tempi il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti sta portando in giro per le diverse citt\u00e0 italiane la presentazione del suo nuovo saggio filosofico: \u201cL&#8217;etica del viandante\u201d. 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