{"id":7418,"date":"2024-06-23T15:02:31","date_gmt":"2024-06-23T15:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7418"},"modified":"2024-06-23T15:05:45","modified_gmt":"2024-06-23T15:05:45","slug":"le-conseguenze-dellespansionismo-nato-nellest-europa-successivo-alla-caduta-dellunione-sovietica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7418","title":{"rendered":"Le conseguenze dell&#8217;espansionismo NATO nell&#8217;Est Europa successivo alla caduta dell&#8217;Unione Sovietica"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 12 aprile 2024 il ricercatore di storia militare presso l\u2019Accademia bulgara delle Scienze prof. Francesco Dall\u2019Aglio, ha tenuto un oratorio all\u2019istituto Galilei-Pacinotti, analizzando l&#8217;attuale fase geopolitica caratterizzata dal passaggio dal dominio unilaterale Occidentale verso uno scenario basato su relazioni internazionali di stampo multilaterale, andando anche a fondo sulle proprie conseguenze. Di seguito ho cercato di riportare quanto discusso con approfondimenti personali cercare di fornire un quadro pi\u00f9 completo.<\/p>\n<h3>\u00a0<\/h3>\n<h3><strong>Fase post Seconda Guerra Mondiale e inizio della Guerra Fredda<\/strong><\/h3>\n<p>Successivamente alla Conferenza di Yalta del febbraio del 1945, alla quale parteciparono i leader delle potenze che si accingevano a vincere la Seconda Guerra mondiale, Stalin, Roosevelt e Churchill, l\u2019assetto geopolitico dell&#8217;Europa viene completamente ridisegnato con la divisione del territorio in due sfere di influenza: quella statunitense nella parte occidentale e quella sovietica ad Est. Questa divisione di l\u00ec a poco port\u00f2 alla creazione di due blocchi politico-militari contrapposti:<\/p>\n<ul>\n<li>Paesi occidentali (Regno Unito, Italia, Francia, ecc\u2026) entrano nella nuova alleanza NATO con a capo gli Stati Uniti (fondata il 4 aprile 1949).<\/li>\n<li>Paesi orientali (Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia, ecc\u2026) aderiscono al Patto di Varsavia con a capo l\u2019Unione Sovietica (fatto il 14 maggio 1955).<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019Europa in questa fase rappresenta &#8220;il centro del mondo&#8221; in quanto teatro principale di scontro fra le due superpotenze mondiali. Tutti i paesi, da forti a deboli, dovevano scegliere da che parte stare, dato che la neutralit\u00e0 era molto difficile da mantenere, solo pochi paesi come la Svizzera, Austria, Jugoslavia e la Finlandia ci riuscirono, ma anche loro dovettero fare molte concessioni a una o a entrambe le potenze, ad esempio promettere una neutralit\u00e0 completa e duratura.<\/p>\n<p>Il resto del mondo acquista importanza successivamente, col processo di Decolonizzazione dei paesi africani e asiatici avvenuto nel Dopoguerra. Le due superpotenze talvolta utilizzarono questi stati per alcune guerre di procura, per stendere il dominio geopolitico di una delle due su un dato territorio, fra tutti i continenti soprattutto l\u2019Asia, l&#8217;Africa e il Sud America erano stati oggetto di tali contrapposizioni. C\u2019\u00e8 da notare che all\u2019epoca sia Cina che Iran, oggi potenze mondiali, avevano scarsa rilevanza sullo scenario internazionale, nell&#8217;immediato Dopoguerra erano infatti pieni di disordini sociali e politici, la stessa Cina si trovava in una sanguinosa guerra civile finita poi nel 1949 con la vittoria dei comunisti guidati da Mao.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3><strong>Caduta dell\u2019URSS e dominio unilaterale statunitense<\/strong><\/h3>\n<p>Ben 47 anni dopo gli Accordi di Yalta, nel 26 dicembre 1991, a causa di gravi proteste e problemi socioeconomici che affondavano le radici negli anni precedenti, l\u2019Unione Sovietica si dissolve ufficialmente e dal suo territorio nascono 15 nuovi Stati sulla carta politica mondiale. In poco tempo per\u00f2 inizia a salire la tensione nei nuovi territori, soprattutto per il fattore dei confini, infatti a causa della politica multinazionale dell\u2019URSS (Korenizacija), la quale non richiedeva neanche i passaporti ai cittadini per passare da uno stato all&#8217;altro del suo vasto territorio, causa gravi problemi nelle popolazioni, dato che ora le cittadinanze diventano obbligatorie, lasciando scegliere i cittadini a che paese si sentono pi\u00f9 affini. Ad esempio i marinari di Sebastopoli, pur essendo nati ucraini, si sentirono pi\u00f9 affini con la cittadinanza russa, infatti ben l\u201980% la chiese.<\/p>\n<p>Pochi mesi prima della caduta sovietica, nel 1991, si sciolse anche il Patto di Varsavia, lasciando campo libero alla NATO. Ma la questione era se anche quest\u2019ultima si dovesse sciogliere, a causa della fine del &#8220;pericolo&#8221; comunista, a quel punto gli USA scelsero invece di espanderla verso l&#8217;Est Europa, marcando cos\u00ec la trasformazione NATO da un&#8217;organizzazione politico militare difensiva a uno strumento per ampliare il dominio statunitense ormai su tutta l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Dal 1991 al 2024 la NATO ottenne ben 18 nuovi membri, 10 dei quali provenivano dall\u2019ex Patto di Varsavia o direttamente dall\u2019Unione Sovietica. La maggior parte dei paesi dell&#8217;Est Europa successivamente alla caduta dell\u2019URSS hanno adottato un&#8217;economica capitalista, basandosi molto sul modello statunitense, ovviamente questo cambiamento scosse molto la popolazione e l\u2019economia di questi paesi, anche perch\u00e9 quest\u2019ultima fino ad allora essendo stata socialista, offriva ampie garanzie alla popolazione in termini di servizi e di diritti sociali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3><strong>La Russia passa all\u2019allerta e nascono delle nuove potenze globali<\/strong><\/h3>\n<p>A causa di questa espansione NATO, la Russia inizia a preoccuparsi, sentendosi minacciata e accerchiata dai nuovi membri come dichiarer\u00e0 alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza del 2007, ma tale dichiarazione verr\u00e0 ignorata dagli Stati Uniti, i quali offriranno l\u2019adesione alla NATO a Ucraina e Georgia, due paesi che facevano parte dell\u2019URSS, in occasione del Vertice Nato di Bucarest del 2008. Da quel momento in poi crescer\u00e0 nella leadership russa una grande diffidenza verso gli Stati Uniti che finisce per stimolare la ripresa del nazionalismo. Ma intanto nell\u2019Asia e nel Medio Oriente, Cina e Iran hanno superato nel corso di molti anni le loro crisi, riuscendo ormai a diventare delle grandi potenze regionali e mondiali, queste due erano inoltre ancora libere dal dominio NATO. Questo porta l\u2019attenzione russa fuori dall\u2019Europa fino ad indirizzare le relazioni geopolitiche verso queste nuove potenze, capendone in prospettiva l\u2019importanza sullo scenario mondiale. Le relazioni si sviluppano, anche attraverso numerosi vertici tra i leader di questi paesi. Si raggiunge un livello cos\u00ec alto di cooperazione che la Russia e la Cina rafforzano i BRICS, un raggruppamento geoeconomico col tempo divenuto soggetto geopolitico a tutti gli effetti composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica e da inizio 2024 anche Iran insieme ad altri paesi, teso a contrastare il dominio economico e geopolitico statunitense.<\/p>\n<p>Quindi ormai si capisce che gli Stati Uniti non sono l\u2019unica potenza mondiale ma si passa invece a un sistema multipolare, basato su paesi che mantengono la propria sovranit\u00e0, non necessariamente alleandosi l\u2019uno con l\u2019altro in maniera strutturata. Una situazione ben difficile da immaginare negli anni &#8217;90, in cui sembrava che solo gli Stati Uniti comandassero sul mondo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3><strong>Le tappe della formazione dello Stato ucraino<\/strong><\/h3>\n<p>Dopo la caduta dell\u2019Unione Sovietica dichiararono l\u2019indipendenza ben 15 paesi, con la creazione di vari focolai di tensione per i confini e per le minoranze etniche, queste ultime presenti praticamente in tutti i nuovi stati.<\/p>\n<p>Uno stato per\u00f2 che diventer\u00e0 il centro di contesa pi\u00f9 grande in epoca moderna, \u00e8 l\u2019Ucraina. In realt\u00e0 il territorio ucraino era terra di molti popoli da secoli. Nel IX secolo venne infatti fondata la Rus\u2019 di Kiev, una confederazione monarchica medioevale degli Slavi orientali. Tale confederazione per\u00f2 sub\u00ec varie invasioni nel corso dei secoli, fino a che nel XIII secolo croll\u00f2 sotto la spinta delle invasioni mongole. Fino al XVI secolo i territori della confederazione furono spartiti tra la Confederazione polacco-lituana, l\u2019Austria-Ungheria, l\u2019Impero Ottomano e il Regno Russo, ma sul finire del 1663 con la guerra russo-polacca la Confederazione polacco-lituana oltrepass\u00f2 il Dnieper invadendo il territorio ucraino.<\/p>\n<p>Fra il 1649 e il 1764, dopo il trattato di Perejaslav (1654) che ufficializz\u00f2 la separazione dell\u2019Ucraina dalla Polonia e la protezione da parte del Regno Russo, emerse sul territorio ucraino l\u2019Etmanato Cosacco, ufficialmente il Corpo dei Cosacchi Zaporoghi, un\u2019entit\u00e0 statale costituita dai cosacchi. Tale entit\u00e0 sar\u00e0 dissolta da Caterina II di Russia che abolir\u00e0 nel 1764 il titolo di Etmanato e incorporer\u00e0 i territori nel Regno Russo.<\/p>\n<p>Successivamente alla caduta dell\u2019Impero Russo a seguito della Rivoluzione russa del 1917 e dopo la Prima Guerra Mondiale il territorio ucraino viene diviso in due stati ucraini, la Repubblica Popolare dell&#8217;Ucraina Occidentale (1918-1919) situata nella Galizia orientale e la Repubblica Nazionale Ucraina (1917-1920) situata nella maggior parte dell\u2019Ucraina attuale. Il 22 gennaio 1919 questi due stati vennero unificati, ma questo port\u00f2 a gravi tensioni nel territorio della Galizia orientale a causa della minoranza polacca, che reclam\u00f2 il territorio come parte della neonata Seconda Repubblica di Polonia. Questo scatur\u00ec nella Guerra polacco-ucraina, di cui la Polonia fu vincitrice prendendo i territori che reclamava.<\/p>\n<p>Successivamente nel 1924 a seguito di ribellioni e soprattutto a causa della nuova RSFS Russa venutasi a formare, si cre\u00f2 la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Da quel momento in poi l\u2019Ucraina rimase sotto il governo sovietico, diventando un governo semi autonomo.<\/p>\n<p>Infine, il 19 febbraio 1954 la Crimea, penisola del mar nero abitata da popolazione russa e tartara, che fin d&#8217;allora era parte della RSS Russia, fu donata per volere del presidente sovietico Nikita Khru\u0161\u010d\u0451v all&#8217;Ucraina, in occasione del 300\u00b0 anniversario del Trattato di Perejaslav per ribadire la fratellanza dei popoli slavi orientali.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina divenne di nuovo uno stato indipendente nel 1\u00ba dicembre 1991 a seguito della caduta dell&#8217;URSS.<\/p>\n<p>Tutta questa parentesi storica serve per far capire la differenza etnica nel territorio ucraino, un territorio pianeggiante privo di confini naturali ed occupato da vari diversi popoli nel corso del tempo, ad esempio seconda maggior popolazione etnica in Ucraina sono i russi, che formano il 17% percento della popolazione. Le parti con pi\u00f9 concentrazione etnica russa sono il Donbass, la Crimea\u00a0 e la zona di Odessa, con una minoranza anche a Kharkiv, questo perch\u00e9 questi territori sono stati i pi\u00f9 vicini alla Russia nel corso dei secoli, con il Donbass essendo terra dei cosacchi e uno dei primi teatri per la rivoluzione sovietica in Ucraina, e la Crimea essendo donata alla Russia sotto\u00a0 la presidenza di Khru\u0161\u010d\u0451v. La minoranza etnica russa dopo la caduta dell&#8217;URSS si trov\u00f2 in una situazione abbastanza strana, dato che fin d\u2019allora si consideravano sovietici e non strettamente legati alla loro patria d\u2019origine, ecco perch\u00e9 molte famiglie russe decisero di rimanere nelle loro abitazioni in Ucraina al posto di andare in Russia. Tuttora pur essendo una minoranza etnica, ne provengono molti personaggi famosi e importanti nella politica ucraina, ad esempio l\u2019attuale comandante in capo delle Forze armate ucraine, Oleksandr Syrs\u2019kyj, \u00e8 di origine russa ed ha la famiglia che dal 2023 vive in Russia.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3><strong>L\u2019escalation in Ucraina <\/strong><\/h3>\n<p>l\u2019Ucraina per\u00f2 con il passare del tempo ha subito moltissime crisi economiche e politiche, diventando campo da gioco per la NATO, vedendo la sua posizione strategica essenziale per espandere l\u2019influenza dell\u2019alleanza verso la Russia. Nel 2014 il presidente eletto Viktor Janukovy\u010d, che mantenne fin da quel momento una politica molto neutrale, fu rovesciato attraverso un colpo di stato fortemente sponsorizzato dalla NATO e dall\u2019UE. Il colpo di stato port\u00f2 al potere la parte filo statunitense e pro Europa, c\u2019\u00e8 infatti da notare che Victoria Nuland, assistente del segretario di Stato Usa, ben prima del golpe diede indicazioni su chi e chi non dovesse essere messo in posizioni governative. Il nuovo governo sotto Oleksandr Tur\u010dynov (a interim) e successivamente il nuovo presidente Petro Poro\u0161enko, che fin da quel momento era un noto e potente oligarca, ovviamente prese una linea molto filo occidentale, ufficialmente muovendo il paese verso la NATO e l\u2019UE, una decisione non supportata da tutto il paese, dato che secondo alcuni sondaggi pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione era contraria. Infatti, a causa di questo e soprattutto per la revoca dell&#8217;autonomia agli Oblast a maggioranza russofona, nacquero per tutto il paese delle varie insurrezioni, organizzate sia dalla minoranza russa sia dall\u2019opposizione al governo. Il punto maggiore di opposizione era la Crimea, in cui vennero organizzate molte manifestazioni a favore della Russia e per l\u2019autonomia. Tutte queste proteste portarono, nonostante le forti critiche e tentativi di repressione da parte del governo, all&#8217;invasione della penisola russa con militari privi di mostrine e al referendum generale della Crimea tenutosi il 16 marzo 2014, in cui ben pi\u00f9 del 95% della popolazione scelse tramite l\u2019auto determinazione di ritornare a far parte della Federazione Russa, un risultato mai accettato dalla NATO. Da quel giorno in poi le tensioni continuarono a salire, con varie altre ribellioni e repressioni attuate dal governo ucraino nel Donbass e a Kharkiv, i quali anch&#8217;essi erano diventati centri di proteste per l\u2019auto determinazione, ispirati dalla Crimea. Soprattutto nel Donbass si vennero a creare due repubbliche indipendentiste, la Repubblica Popolare del Donetsk e la Repubblica Popolare del Lugansk, ma questa volta il governo ucraino rispose duramente, decidendo di inviare l\u2019esercito, questo port\u00f2 a un grande numero di morti fra la popolazione russofona ma, nonostante ci\u00f2, le azioni perpetrate dal governo non ricevettero condanne n\u00e9 dalla NATO n\u00e9 dall\u2019Europa, nonostante le vittime a fine 2021 ammontassero a 13.000.<\/p>\n<p>Il conflitto nel Donbass raggiunse livelli cos\u00ec alti che nel 2014 fu firmato il protocollo di Minsk I, un accordo presidiato da Francia e Germania per un cessate il fuoco nel Donbass, successivamente nel gennaio 2015 venne firmato il protocollo di Minsk II. Anche se questi accordi sulla carta dovevano fermare la guerra, in realt\u00e0 fecero poco o nulla, lasciando comunque il via libera all\u2019Ucraina di continuare la sua repressione delle rivolte, incontrandosi varie volte in scontri armati con le forze delle repubbliche separatiste. Anche se queste azioni perpetrate dal governo di Kiev in base ai trattati dovevano comportare una grave violazione, l\u2019Occidente chiuse volontariamente gli occhi su ci\u00f2, preferendo di gran lunga avere l\u2019Ucraina come alleato che far finire la guerra. Questo port\u00f2 a gravi condanne sia dalla Russia sia dalle varie repubbliche separatiste, sentendosi sempre di pi\u00f9 come in una guerra fra esse e l\u2019occidente. Con il passare degli anni e il continuo avvicinamento dell\u2019Ucraina alla NATO, al contempo massicciamente riarmata dall&#8217;occidente<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, e dopo aver cercato una soluzione diplomatica alla crisi ucraina proponendo anche un documento in 10 punti che per\u00f2 viene rifiutato dalla Nato<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>, il 24 febbraio\u00a0 2022, inizia l\u2019Operazione militare russa contro l\u2019Ucraina, citando come motivi soprattutto l\u2019espansionismo NATO a ridosso dei confini russi come minaccia alla sicurezza nazionale e le repressioni\u00a0 militari attuate dal governo di Kiev nel Donbass.<\/p>\n<p>Un\u2019azione prevista gi\u00e0 da tempo, dato che funzionari del governo russo avevano gi\u00e0 in passato criticato la partecipazione statunitense negli affari interni ucraini, avvertendo di una possibile escalation, ma tutti questi avvertimenti furono volutamente ignorati dall\u2019Occidente. Ma questa guerra non \u00e8 semplicemente una guerra per procura, come poteva essere la guerra civile in Angola, in cui i veri contendenti erano la NATO e il Patto di Varsavia, bens\u00ec la guerra questa volta si svolge direttamente sui confini russi, con la partecipazione attiva di una potenza mondiale che sentiva sotto minaccia la propria sicurezza nazionale. Una situazione molto diversa e rischiosa.<\/p>\n<p>La situazione in Ucraina per\u00f2 non \u00e8 unica nel suo genere nello spazio ex sovietico, bens\u00ec anche in un paese confinante ad essa, ovvero la Moldova, ci sono nuove proteste e stati autoproclamati e movimenti indipendentisti formati al suo interno. La Transnistria \u00e8 uno di quelli, un paese non riconosciuto oltre il Dnestr (fiume della Moldavia), ancora fedele alla caduta Unione Sovietica e richiedente della protezione russa. Un altro paese non riconosciuto all\u2019interno della Moldavia \u00e8 la Repubblica di Gagauzia, ancora meno nota ma anch\u2019essa richiedente della protezione russa.<\/p>\n<h3>\u00a0<\/h3>\n<h3><strong>Il crescente antioccidentalismo e le future conseguenze<\/strong><\/h3>\n<p>Ormai il progetto di estensione del dominio NATO e statunitense sta diventando sempre pi\u00f9 noto, volendosi espandere sempre di pi\u00f9, invitando sempre nuovi paesi in un&#8217;alleanza che doveva essere disciolta alla caduta dell\u2019URSS. Ma ci\u00f2 sta portando ad un crescente fenomeno di antioccidentalismo, arrivando a livelli cos\u00ec alti visti solo durante la guerra del Vietnam, in tutte le regioni del mondo. Molti partiti o organizzazioni che seguono questa linea stanno prendendo piede in tutto il mondo, perseguendo la totale indipendenza dalla NATO o almeno una diminuzione del dominio statunitense. In Europa, soprattutto nei paesi NATO, stanno organizzando proteste e marce popolari per la fine del conflitto ucraino, auspicando il dialogo al posto del continuo finanziamento alla guerra. Questo dimostra come il modo statunitense di spingere verso l\u2019unilateralismo abbia fallito, anzi sembra che ci\u00f2 stia aggiungendo benzina al fuoco antioccidentalista che stava fremendo nel Sud del mondo gi\u00e0 dai tempi del Vietnam, e soprattutto con i vari conflitti che vengono alimentati da tale politica egemonica questo sentimento pu\u00f2 solo che crescere.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Secondo L&#8217;Ispra di Stoccolma la spesa militare ucraina nel decennio 2013-2022 subisce l&#8217;eccezionale aumento del 1661%, il pi\u00f9 elevato mai registrato nella storia dell&#8217;istituto.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Alla fine del 2021, Putin ha presentato un progetto di Accordo sulle misure per garantire la sicurezza della Federazione Russa e degli Stati membri dell&#8217;Organizzazione del Trattato Nord Atlantico.27 Oltre a una bozza di disposizioni che limitano il posizionamento di forze NATO in prossimit\u00e0 della Russia, la bozza di accordo invitava \u00abtutti gli Stati membri dell&#8217;Organizzazione del Trattato Nord Atlantico [a] impegnarsi ad astenersi da qualsiasi ulteriore allargamento della NATO, compresa l&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina e di altri Stati\u00bb. Purtroppo, il 16 gennaio 2022, gli Stati Uniti e altri paesi della NATO hanno respinto categoricamente l&#8217;invito a porre fine all&#8217;allargamento della Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha poi approfondito lo stesso punto, come accennato nell&#8217;introduzione. Da &#8220;Il ruolo dell&#8217;allargamento della Nato nella guerra in Ucraina&#8221; di <strong>Jeffrey D. Sachs<\/strong> <em>professore universitario e direttore del Center for Sustainable Development della Columbia University <\/em>https:\/\/www.jeffsachs.org\/newspaper-articles\/6asybagxhw8ae74ljsd7y5jff6g6js.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Alberto Froli (classe 2E &#8211; liceo classico)<br \/>Attivit\u00e0 svolta nell\u2019ambito del progetto Contemporanea&#8230;mente<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 aprile 2024 il ricercatore di storia militare presso l\u2019Accademia bulgara delle Scienze prof. 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