{"id":7416,"date":"2024-06-23T14:51:22","date_gmt":"2024-06-23T14:51:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7416"},"modified":"2024-06-23T14:54:14","modified_gmt":"2024-06-23T14:54:14","slug":"la-globalizzazione-neoliberista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7416","title":{"rendered":"La globalizzazione neoliberista"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno sguardo al complesso fenomeno che ha interessato l&#8217;umanit\u00e0 negli ultimi 40 portando importanti cambiamenti in molti campi<\/p>\n<p>La globalizzazione \u00e8 comunemente definita come un processo di integrazione e interconnessione tra gli stati dal punto di vista economico, politico e culturale.<\/p>\n<p>Dal punto di vista economico, si caratterizza per un aumento straordinario delle transazioni finanziarie e degli scambi internazionali di beni e servizi, che ha determinato la creazione di un unico sistema economico mondiale.<\/p>\n<p>Politicamente, vede gli Stati nazionali in crisi poich\u00e9 il potere decisionale viene spesso esercitato da organismi sovranazionali e si osserva l\u2019estensione del modello della democrazia liberale occidentale a livello globale.<\/p>\n<p>Culturalmente, la globalizzazione ha portato all\u2019universalizzazione del modello culturale occidentale, soprattutto attraverso i mezzi di comunicazione che diffondono modelli di consumo europei e statunitensi, spesso descritta come l\u2019imposizione a livello globale della cultura americana \u201cMcWorld\u201d, orientata alla creazione di una societ\u00e0 universale dei consumi.<\/p>\n<p>La globalizzazione \u00e8 stata determinata da vari<strong> fattori<\/strong>, tra cui l\u2019adozione di politiche neoliberiste in campo economico e commerciale, la liberalizzazione della circolazione dei capitali (deregolamentazione), la riduzione dei tempi e dei costi di trasporto delle merci, l\u2019innovazione nel campo delle telecomunicazioni, la crescita delle multinazionali nel numero e nelle dimensioni, l\u2019abbandono del sistema socialista in URSS e nei suoi stati satellite (1989-1991) e l&#8217;approvazione in Cina della politica di &#8220;Riforma e apertura&#8221; dell&#8217;economia voluta da Deng Xiaping a fine 1978 che ha progressivamente introdotto elementi di economia di mercato consentendo gli investimenti esteri a scopo produttivo, la propriet\u00e0 privata e la possibilit\u00e0 di\u00a0 fare impresa per i propri cittadini<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> (1980-2001) e lo sviluppo di associazioni economiche regionali e accordi fra blocchi regionali (es. UE, Nafta ora USMCA, MERCOSUR, ASEAN).<\/p>\n<p>Tra i <strong>soggetti<\/strong> principali della globalizzazione vi sono le imprese multinazionali, che facilitano il trasferimento di capitali, tecnologia e competenze tra le diverse macroregioni mondiali, e le organizzazioni intergovernative che giocano un ruolo fondamentale nella gestione della globalizzazione, come l\u2019ONU (a carattere politico), il WTO (ispirata a politiche neoliberiste), il FMI (che finanzia il debito dei paesi), la Banca Mondiale (che fornisce prestiti per investimenti produttivi) e i forum delle principali potenze economiche mondiali come il G7 e il G20.<\/p>\n<p>Gli <strong>effetti<\/strong> della globalizzazione sono molteplici.<\/p>\n<p>Dal punto di vista <strong>economico e sociale<\/strong>, ha \u00a0determinato una forte crescita economica di alcuni paesi emergenti (Cina, India in primis) e a una bassa crescita o stagnazione economica di alcuni paesi meno sviluppati, trasferendo milioni di posti di lavoro nei paesi in via di sviluppo e causando la precarizzazione e riduzione di diritti e salari dei lavoratori nei paesi avanzati. Oltre 1,1 miliardi di persone sono uscite dalla povert\u00e0 estrema, di cui 800 milioni solo in Cina, ma al contempo si sono acuiti gli squilibri socio-economici e territoriali sia interni agli stati che su scala globale, modificando la struttura sociale con l\u2019ascesa dei ceti medio-alti nei paesi emergenti e l\u2019arretramento dei medio-bassi nei paesi avanzati.<\/p>\n<p><strong>Culturalmente<\/strong>, ha portato all\u2019omogeneizzazione culturale sul modello occidentale, rischiando di estinguere tradizioni e lingue, e per reazione alla crescita dei movimenti fondamentalisti e, soprattutto nei paesi sviluppati, al ritorno dei nazionalismi.<\/p>\n<p><strong>Politicamente<\/strong>, ha ridotto il ruolo degli stati e causato la crisi degli stati-nazione, favorendo la ripresa delle forze politiche ispirate al nazionalismo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista <strong>ambientale<\/strong>, ha causato un aumento del consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili, l\u2019inquinamento di aria, acqua e suolo, il riscaldamento globale e conseguenti cambiamenti climatici, la deforestazione, erosione e consumo del suolo, desertificazione e perdita di biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>Le <strong>politiche neoliberiste<\/strong>, fondamentali per la globalizzazione, si basano su: riduzione delle barriere commerciali, deregolamentazione della circolazione dei capitali, privatizzazione dei servizi pubblici, riduzione della spesa sociale e degli investimenti produttivi da parte dello Stato e alleggerimento dell&#8217;imposizione fiscale, soprattutto sui redditi pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>Il <strong>Washington Consensus<\/strong>, formulato nel 1989 dall\u2019economista John Williamson, comprende dieci principi economici: disciplina fiscale, riorientamento della spesa pubblica, riforma fiscale, liberalizzazione dei tassi d\u2019interesse, tassi di cambio competitivi, liberalizzazione del commercio, liberalizzazione degli investimenti diretti esteri, privatizzazione delle imprese statali, deregolamentazione del mercato finanziario e protezione della propriet\u00e0 intellettuale. Questi principi hanno guidato le politiche economiche di molti paesi, promuovendo il libero scambio e la deregulation come strumenti per stimolare la crescita economica globale.<\/p>\n<p>La strategia della <strong>delocalizzazione industriale<\/strong> ha visto molte imprese trasferire la produzione nei paesi in via di sviluppo per sfruttare i costi inferiori della manodopera, le normative ambientali meno rigide e gli incentivi fiscali offerti da questi paesi. Questo fenomeno ha contribuito a ridurre i costi di produzione e a incrementare i profitti delle multinazionali, ma ha anche causato una perdita di posti di lavoro nei paesi sviluppati e ha generato nuove sfide economiche e sociali sia nei paesi d\u2019origine che in quelli di destinazione.<\/p>\n<p>La crescente <strong>rivalit\u00e0 tra Stati Uniti e Cina<\/strong> rappresenta il principale conflitti geopolitico e geoeconomico contemporaneo. Il recente aumento dei dazi statunitensi sui prodotti cinesi segna una svolta significativa, indicando la fine di un\u2019epoca dominata dal libero scambio e dalla cooperazione economica internazionale. Gli Stati Uniti hanno reintrodotto i dazi per varie ragioni, tra cui la volont\u00e0 di contenere la crescita cinese, riequilibrare il deficit commerciale con la Cina e proteggere le industrie nazionali dalla concorrenza estera. Questo ritorno al protezionismo riflette una crescente sfiducia e tensione tra le due superpotenze, con implicazioni profonde sia sul piano economico che su quello politico. L\u2019aumento delle barriere commerciali e l\u2019inasprimento delle politiche protezionistiche potrebbero ridurre il volume degli scambi internazionali e influenzare negativamente le catene di approvvigionamento globali (supply chain), con ripercussioni su molteplici settori economici a livello mondiale.<\/p>\n<p>Dal punto di vista politico, questo scontro potrebbe alimentare ulteriormente le tensioni geopolitiche e favorire la formazione di blocchi economici rivali, minando la cooperazione internazionale su questioni globali come i cambiamenti climatici e la sicurezza globale.<\/p>\n<p>Inoltre, la competizione strategica tra Stati Uniti e Cina ha innescato una corsa al riarmo, con potenziali rischi per la stabilit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> https:\/\/magazine.cisp.unipi.it\/la-repubblica-popolare-cinese-e-le-sue-tre-fasi-delleconomia\/<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Adelaida Kalliku (classe\u00a02A AFM &#8211; ITE)<br \/>Attivit\u00e0 svolta nell&#8217;ambito del progetto Contemporanea..mente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno sguardo al complesso fenomeno che ha interessato l&#8217;umanit\u00e0 negli ultimi 40 portando importanti cambiamenti in molti campi La globalizzazione \u00e8 comunemente definita come un processo di integrazione e interconnessione tra gli stati dal punto di vista economico, politico e culturale. 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