{"id":7400,"date":"2024-06-16T17:10:32","date_gmt":"2024-06-16T17:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7400"},"modified":"2024-06-23T14:47:46","modified_gmt":"2024-06-23T14:47:46","slug":"la-globalizzazione-neoliberista-dalle-origini-alla-guerra-commerciale-degli-usa-contro-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7400","title":{"rendered":"La globalizzazione neoliberista: dalle origini alla guerra commerciale degli Usa contro la Cina"},"content":{"rendered":"\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Analisi del processo di globalizzazione dalle sue cause ad i suoi effetti, fino alla guerra commerciale degli Usa contro la Cina che rappresenta la crisi delle democrazie liberali occidentali\u00a0 in quanto sta sfuggendo loro l&#8217;egemonia mondiale<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Le caratteristiche della globalizzazione neoliberista<\/strong><\/p>\n<p>La globalizzazione \u00e8 stata definita come un processo di integrazione e interconnessione fra Stati in ambito economico, politico e culturale. \u00c8 un complesso processo che negli ultimi 40 anni ha modificato il sistema produttivo mondiale e le condizioni di vita di milioni di persone.<\/p>\n<p>In ambito economico consiste nell\u2019apertura dei mercati internazionali con la liberalizzazione degli scambi di merci e servizi e degli investimenti di capitali che ha prodotto l\u2019aumento dei commerci e delle transazioni finanziarie, diffondendo a livello globale lo stesso modello culturale e gli stessi oggetti di uso quotidiano. Ha portato la creazione di un unico spazio economico mondiale dove si spostano liberamente merci, capitali, informazioni e persone, anche se in realt\u00e0 la libert\u00e0 di movimento su scala globale riguarda solo gli abitanti del Nord economico e i pi\u00f9 facoltosi del Sud, mentre la gran parte dell&#8217;umanit\u00e0 ne \u00e8 rimasta esclusa.<\/p>\n<p>Dal punto di vista politico ha fatto si che gli Stati entrassero in crisi in quanto il potere decisionale viene esercitato dagli organismi sovranazionali (es. Unione Europea e Nato), si \u00e8 creata quindi la crisi Stato Nazione, in quanto vi \u00e8 stata una cessione di sovranit\u00e0 a beneficio di organismi sovranazionali.<\/p>\n<p>Dal punto di vista culturale, attraverso i mezzi di comunicazione e i modelli di consumo, ha permesso la diffusione in tutto il mondo della cultura occidentale del consumismo soprattutto la diffusione della cultura americana \u201cMcWorld, favorendo tuttavia anche l\u2019incontro e la condivisione di usi, costumi, cibi, oggetti e abiti provenienti da diversi parti del mondo.<\/p>\n<p>I fenomeni che hanno reso possibile la globalizzazione sono stati molti, il primo fra tutti \u00e8 stata la diffusione delle politiche neoliberiste in campo economico e commerciale. Le politiche neoliberiste sostengono la necessit\u00e0 di ridurre gli interventi dello Stato nell\u2019economia promuovendo il mercato privo di regolamentazioni e governato dalle sole forze di mercato senza interventi statali promuovendo la deregolamentazione, il libero scambio e la riduzione o abbattimento di barriere doganali, determinando di fatto la creazione di un unico sistema economico globale.<\/p>\n<p>Poi la rivoluzione nel campo dei trasporti con riduzione dei tempi e dei costi di trasporto delle merci (determinata soprattutto dall&#8217;invenzione ad esempio dei container, un contenitore standard multimodale cio\u00e8 che si adatta a varie modalit\u00e0 di trasporto navale, ferroviario, stradale); le innovazioni nel campo delle telecomunicazioni (tv satellitari e telefonia cellulare), la rivoluzione telematica con la diffusione della rete internet e la crescita delle multinazionali nel numero e nelle dimensioni.<\/p>\n<p>Infine, l&#8217;estensione del capitalismo su scala globale a seguito del crollo del socialismo nell&#8217;est Europa (1989-91), la transizione della Cina all&#8217;economia di mercato avviata da Deng Xiaoping nel 1978 e lo sviluppo di associazioni economiche regionali come Unione Europea, Asean (Associazione delle nazioni del sud-est asiatico), e accordi fra blocchi regionali come il Ceta (l&#8217;accordo di libero scambio fra Canada e Ue) e il Jefta (l&#8217;accordo di libero scambio fra Giappone e Ue).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><strong>La classificazione geoeconomica<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>La globalizzazione ha portato a una classificazione geoeconomica degli stati durante gli anni &#8217;90 che individua due aree distinte: il Nord economico e il Sud economico. Il primo costituito da paesi ad economia avanzata tra i quali l&#8217;Europa occidentale, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Giappone, Canada, Stati Uniti e Israele, e dai paesi con economia in fase di transizione. Il Secondo invece \u00e8 costituito da Paesi in via di sviluppo (Pvs), che hanno avviato un processo di trasformazione economica da una prevalentemente agricola, verso un&#8217;economia industriale. Sempre facenti parte del Sud economico abbiamo i paesi meno sviluppati (Pms) cio\u00e8 quelli che hanno appena iniziato il percorso di industrializzazione tra cui Africa sub-sahariana, Yemen nella Penisola Arabica, Afghanistan in Asia centrale e Haiti nei Caraibi.<\/p>\n<p>Tuttavia, questa prima classificazione \u00e8 stata successivamente integrata da un&#8217;altra che sembra pi\u00f9 idonea ad interpretare il cosiddetto Sistema globale. In base a quest&#8217;ultima si individuano tre aree geoeconomiche: il Centro che esercita il controllo sull&#8217;intero sistema (Europa occidentale, Australia, Canada Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud), la Periferia che svolge funzioni di fornitore di risorse primarie, minerarie, agricole, energetiche e la Semiperiferia che, parzialmente integrata al Centro, \u00e8 stata interessata dalla strategia della delocalizzazione industriale da parte delle multinazionali del Nord (principalmente Asia orientale, sud-orientale e meridionale e Sud America).<\/p>\n<p>I soggetti principali della globalizzazione sono le multinazionali, gli attori\u00a0 primari dell&#8217;intero processo, che sono imprese di grandi dimensioni che realizzano almeno il 25% del proprio fatturato all&#8217;esterno. Sono societ\u00e0 che attraverso investimenti di capitali e filiali produttive attuano investimenti di capitale su scala globale. Sono caratterizzate da una struttura interna con vari livelli gerarchico-funzionali e sono strutturate con una casa madre al vertice, al cui interno si trova il centro direttivo dove si delineano le strategie aziendali, che in genere ha sede legale nel paese di origine, mentre quella fiscale sovente si trova nei paradisi fiscali.<\/p>\n<p>Seguite dalle Global Governance composta da\u00a0 organizzazioni governative espressione delle volont\u00e0 dei governi come: Onu, Organizzazione delle Nazioni Unite di carattere politico, WTO (organizzazione mondiale del commercio che si ispira a politiche neoliberiste), FMI (fondo monetario internazionale che finanzia il debito dei paesi), BM (Banca Mondiale fornisce prestiti per investimenti produttivi), G7 (gruppo dei 7 &#8220;grandi&#8221; occidentali), G20 che oltre al G7 raccoglie i paesi del Brics (il nuovo aggregato geoeconomico composto da Brasile Russia India, Cina e Sudafrica), oltre ad altre potenze emergenti o regionali, come Turchia, Messico e Indonesia.<\/p>\n<p>Il Brics costituisce un gruppo di paesi con caratteristiche comuni che secondo gli scenari delineati nel 2001 dall&#8217;ideatore dell&#8217;acronimo, l&#8217;economista inglese Jim O&#8217;Neal, avrebbero dominato l&#8217;economia mondiale del secolo appena iniziato. Ed infatti i dati ci confermano che sono state le economie pi\u00f9 in rapida espansione nell&#8217;ultimo ventennio. Nei loro vertici annuali ai massimi livelli discutono di problemi economici e internazionali e ad inizio 2024 hanno registrato l&#8217;adesione di Emirati Arabi Uniti, Egitto, Etiopia e Nigeria e Arabia Saudita.<\/p>\n<p><strong>Gli effetti della globalizzazione<\/strong><\/p>\n<p>La Globalizzazione ha avuto effetti positivi e negativi in tutti gli aspetti della nostra vita e solo per questo \u00e8 importante analizzarli in dettaglio, ma ancor pi\u00f9 perch\u00e9 ha generato profonde trasformazioni in ogni parte del pianeta.<\/p>\n<p>Partendo dai primi possiamo affermare, dati alla mano, che a livello economico ha portato una rapida crescita di molti Paesi in via di sviluppo grazie alla diffusione dell\u2019industrializzazione come Cina, India e altri paesi asiatici.<\/p>\n<p>La Cina, in particolare, si \u00e8 inizialmente industrializzata grazie alla manodopera a basso costo ma col tempo \u00e8 diventato il principale esportatore mondiale ed i suoi prodotti ad elevata tecnologia nel settore della transizione energetica oggi sono i pi\u00f9 competitivi, l&#8217;India invece \u00e8 diventata un centro importante per le multinazionali dell&#8217;informatica.<\/p>\n<p>Tuttavia, mentre da un lato si \u00e8 assistito alla crescita economica dei Paesi in via di sviluppo, dall&#8217;altro lato si \u00e8 assistito all&#8217;impoverimento degli Stati pi\u00f9 deboli, quelli rimasti ai margini del sistema globale, e conseguentemente all&#8217;aumento delle disuguaglianze territoriali su scala globale. Infatti la globalizzazione ha portato, in alcuni casi, al peggioramento economico dei paesi pi\u00f9 poveri, come alcuni africani, e si \u00e8 determinato l&#8217;aumento delle differenze tra i paesi gi\u00e0 sviluppati o che si stanno rapidamente sviluppando come quelli asiatici.<\/p>\n<p>La globalizzazione ha inoltre portato al trasferimento di milioni di posti di lavoro dai paesi sviluppati a quelli in via di sviluppo, ci\u00f2 ha contribuito alla riduzione dei salari e alla precarizzazione dei lavoratori del nord, creando\u00a0 enormi squilibri socio economici in vari territori.<\/p>\n<p>Dal punto di vista culturale l&#8217;omogeneizzazione culturale sul modello occidentale ha portato al rischio di estinzione di tradizioni e lingue e innescando come reazione la crescita di movimenti fondamentalisti e integralisti come il Jihadismo ma non solo. Sono significativamente cresciuti anche i flussi migratori internazionali verso le aree economiche pi\u00f9 sviluppate del nord economico ove in reazione, a seguito della sindrome della fortezza assediata, sono ripresi i nazionalismi e i populismi\u00a0 e sono aumentati fenomeni di xenofobia e razzismo.<\/p>\n<p>In ambito politico come gi\u00e0 detto si \u00e8 arrivati alla riduzione del ruolo degli Stati e alla ripresa di forze politiche che si ispirano al nazionalismo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista ambientale c&#8217;\u00e8 stato un aumento di consumi di risorse rinnovabili che hanno portato anche ad un aumento dell&#8217;inquinamento di aria, acqua e suolo e al riscaldamento globale che ha avuto conseguenze sui cambiamenti climatici. Fenomeni come deforestazione, erosione, desertificazione e la perdita di biodiversit\u00e0 hanno prodotto danni drammatici per l\u2019uomo e la sua sopravvivenza sulla terra.<\/p>\n<p><strong>La globalizzazione neoliberista a guida Usa e il ruolo della Cina<\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;effettuazione della nostra analisi<strong>,<\/strong> \u00e8 importante evidenziare come il processo di\u00a0 globalizzazione neoliberista \u00e8 stato fortemente voluto dai paesi del Nord soprattutto dalle oligarchie Usa che si sono avvantaggiate da questa nuova situazione economica.<\/p>\n<p>Secondo i dogmi liberisti il libero scambio fra paesi rappresenta il principale stimolo allo sviluppo e alla crescita e permette a tutti i paesi coinvolti di avere accesso alle merci pi\u00f9 competitive e permetterebbe anche ai Paesi in via di sviluppo di specializzarsi in quei settori in cui possiede vantaggi competitivi. Quindi il libero scambio rappresenta la pietra miliare del sistema economico mondiale costruito dalle oligarchie Usa che per\u00f2 ha favorito\u00a0 anche la crescita di altri paesi come la Cina.<\/p>\n<p>Il decollo dell\u2019economia cinese \u00e8 gradualmente iniziato negli anni &#8217;80 grazie alle riforme di Deng Xiaoping e proseguite dai presidenti successivi che hanno attuato riforme adeguando il proprio sistema normativo alla nuova fase economica di oiforma e apertura alle forze di mercato, fino ad aderire nel dicembre del 2001 al Wto (organizzazione internazionale creata per uniformare gli accordi tra gli stati membri con l\u2019obiettivo di ridurre le barriere) e di entrare a pieno titolo nel sistema economico globalizzato. Si \u00e8 aperta all&#8217;economia internazionale favorendo l\u2019ingresso di investimenti esteri nel paese ed \u00e8 decollato il processo di delocalizzazione industriale delle imprese occidentali in Cina. La delocalizzazione consiste nello spostare la produzione in altri paesi dove \u00e8 pi\u00f9 economico produrre, dove esistono dei vantaggi come il minor costo dei fattori produttivi e in particolare della manodopera. La Cina grazie alla globalizzazione ha sviluppato le proprie industrie e si \u00e8 specializzata in molti settori diventando un grande esportatore di prodotti elettronici computer, automobili, veicoli elettrici e pannelli solari.<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 diventata la seconda potenza economica scombinando i piani degli Usa e perci\u00f2 \u00e8 iniziata una guerra commerciale degli Usa contro la Cina che, secondo alcuni analisti (video Ottolina tv), rappresenta il funerale delle democrazie liberiste. Joe Biden presidente degli Stati Uniti, seguendo il percorso tracciato da Trump nel 2018, visto il notevole sviluppo tecnologico dell&#8217;economia cinese e la competitivit\u00e0 dei suoi prodotti, ha invertito il processo di globalizzazione e ha iniziato una politica protezionistica, al fine di frenare l&#8217;ascesa della potenza economica cinese (grafico 1). Le politiche protezionistiche hanno lo scopo di proteggere le produzioni interne dalla concorrenza internazionale per fare ci\u00f2 esistono barriere tariffarie e non tariffarie: le prime sono i classici dazi doganali, tributi sulle merci in transito alla frontiera, mentre le seconde sono limitazioni quantitative come il contingentamento, i requisiti minimi di contenuto nazionale e caratteristiche qualitative della produzione, come la rispondenza a determinati requisiti tecnici o di sicurezza.<\/p>\n<p>Joe Biden a maggio 2024 ha annunciato l&#8217;aumento dei dazi sui prodotti cinesi. Ha portato i dazi sulle auto elettriche dal 25% al 100%, sulle batterie dal 7,5% al 25%, sulla graffite e le terre rare c&#8217;\u00e8 stato un aumento, sulle gru dei porti i dazi sono saliti dallo zero al 25%, sulle celle solari i dazi sono cresciuti dal 25% al 50%, sull&#8217;alluminio e\u00a0 l&#8217;acciaio dal 7,5 al 25%. In seguito ai provvedimenti attuati da Biden, la Cina ha accusato Biden di bullismo commerciale, in particolare il ministero degli affari esteri della Repubblica popolare cinese Wang sostiene che quanto fatto da Joe Biden ha messo in luce la mancanza di fiducia piuttosto che la forza di Washington e che i suoi provvedimenti non fermeranno lo sviluppo della Cina.<\/p>\n<p>I dazi rappresentano la negazione del Washington consensus, espressione coniata dall\u2019economista John Williamson nel 1989 per descrivere un insieme di 10 direttive di politica economica da destinare a paesi in via di sviluppo che si fossero trovati in crisi economica.<\/p>\n<p>Le 10 direttive sono state imposte da Washington\u00a0 su scala globale anche attraverso colpi di Stato.<\/p>\n<p>Prevedono la liberalizzazione del commercio e delle importazioni con l&#8217;eliminazione di ogni restrizione quantitativa\u00a0 e con il mantenimento dei dazi ad un livello basso e uniforme, il diritto alla propriet\u00e0 privata e il riaggiustamento della spesa pubblica.<\/p>\n<p>Per riassumere le grandi oligarchie pensavano, che\u00a0 la religione libero scambista riassunta nei 10 punti del Washington consensus imposta a tutto il resto del mondo, non avrebbe fatto altro che aumentare il divario con gli altri paesi e non avrebbe permesso alla Cina di diventare un competitor in grado di mettere in discussione la loro egemonia ma, evidentemente, avevano fatto mali i conti. La Cina non ha mai visto negli investimenti esteri una fondamentalmente opportunit\u00e0 per le sue oligarchie di arricchirsi a dismisura, ma piuttosto ha visto questi investimenti come una necessit\u00e0 e un&#8217;opportunit\u00e0 per svilupparsi ma anche per raggiungere una forma di indipendenza tecnologica e finanziaria a discapito degli Usa.<\/p>\n<p>Io penso che il processo di globalizzazione abbia avuto degli effetti positivi come la crescita economica di molti paesi, ma ha anche accentuato le disuguaglianze nella distribuzione delle ricchezze e il peggioramento economico dei paesi poveri.<\/p>\n<p>Infatti, la crescita economica ha interessato anche i Paesi in\u00a0 via di sviluppo ma le maggiori risorse disponibili non sono state distribuite in maniera equa e si sono generati forti divari nelle diverse fasce sociali all\u2019interno dei singoli stati. La ricchezza si concentra sempre pi\u00f9 nelle mani di poche persone, mentre il resto della popolazione vive in condizioni di povert\u00e0. La fame e la povert\u00e0 sono due delle conseguenze pi\u00f9 drammatiche della distribuzione diseguale della ricchezza e del reddito prodotta dai meccanismi dell\u2019economia globale. Gli studiosi di Oxfam ci dicono che l\u20191% della popolazione mondiale possiede pi\u00f9 ricchezze del restante 99% messo insieme. Il paradosso, la stranezza che stiamo vivendo \u00e8 che mentre lo sviluppo economico aumenta le ricchezze prodotte, le disuguaglianze tra ricchi e poveri stanno aumentando a un livello non tollerabile. La ricchezza deve essere messa in secondo piano, prima occorre rispettare i diritti umani e sociali. E&#8217; prioritario attenuare le enormi disuguaglianze nel mondo, ridurre povert\u00e0 fame e incentivare sanit\u00e0 e istruzione accessibili a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Pertanto, penso che il futuro della globalizzazione cos\u00ec come \u00e8 stata sino ad oggi, sia a rischio e che occorre fare qualcosa per migliorare e arginare gli effetti negativi della globalizzazione, a beneficio di tutti e nel rispetto del nostro pianeta.<\/p>\n<p>Le istituzioni devono promuovere politiche che riducano l&#8217;attivit\u00e0 speculativa sul mercato finanziario in atto ormai da tempo al fine di frenare le disuguaglianze sociali ed economiche, che purtroppo spesso sono la causa dei conflitti e guerre a cui oggi assistiamo. L\u2019assenza di giustizia sociale crea condizioni per l\u2019esplosione di tensioni e violenze, come in Africa dove si combatte per il controllo delle risorse naturali. In Africa ci sono grandi risorse naturali ma la povert\u00e0 \u00e8 molto diffusa, questo perch\u00e9 l\u2019economia \u00e8 in larga parte condizionata dalle multinazionali straniere che sfruttano le risorse naturali del continente ai danni della popolazione che vive in condizioni precarie ed \u00e8 costretta ad emigrare verso altri paesi.<\/p>\n<p>La ricchezza prodotta dall\u2019industrializzazione e dalla globalizzazione neoliberista deve essere indirizzata all\u2019uguaglianza altrimenti occorre rivedere in maniera sostanziale questo processo per assicurare un giusto futuro all\u2019umanit\u00e0 e alla nostra esistenza. Le priorit\u00e0 dell\u2019uomo devono essere la tutela dell\u2019ambiente e la salvaguardia dei diritti umani e sociali, non il profitto di pochi.<\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>power point &#8220;Gli effetti della globalizzazione&#8221; da Andrea Vento \u201dLa didattica sperimentale al tempo del coronavirus\u201d.<\/li>\n<li>power point Geo-economia del terzo millennio \u201cGlobalizzazione e deglobalizzazione\u201d di Andrea Vento.<\/li>\n<li>powerpoint &#8220;La Repubblica popolare cinese: da sabbia informe a potenza globale&#8221; di Andrea Vento, gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati 18 febbraio 2024.<\/li>\n<li>Zanichelli spunti di cittadinanza e sostenibilit\u00e0 &#8220;Ambiente, economia e societ\u00e0\u201d di Carpanelli, sezione \u201cpovert\u00e0 e sottosviluppo&#8221;.<\/li>\n<li>video youtube del giornalista Giuliano Marrucci \u201cLa guerra commerciale degli Usa contro la Cina \u00e8 il funerale delle democrazie liberali\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YaAqddnbfrU&amp;ab_channel=OttolinaT<\/p>\n<ul>\n<li>Washington consensus Wikipedia<\/li>\n<li>la globalizzazione SKuola.net.<\/li>\n<li>appunti presi durante le lezioni del professor Andrea Vento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Elisa Saieva (classe 2B AFM &#8211; ITE)<br \/>Attivit\u00e0 svolta nell&#8217;ambito del progetto Contemporanea..mente<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi del processo di globalizzazione dalle sue cause ad i suoi effetti, fino alla guerra commerciale degli Usa contro la Cina che rappresenta la crisi delle democrazie liberali occidentali\u00a0 in quanto sta sfuggendo loro l&#8217;egemonia mondiale Le caratteristiche della globalizzazione neoliberista La globalizzazione \u00e8 stata definita come un processo di integrazione e interconnessione fra Stati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":{"0":"post-7400","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-focus_sx","7":"entry"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7400","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7400"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7400\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7415,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7400\/revisions\/7415"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}