{"id":7318,"date":"2024-04-10T10:35:00","date_gmt":"2024-04-10T10:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7318"},"modified":"2024-04-08T13:53:43","modified_gmt":"2024-04-08T13:53:43","slug":"il-doping-nel-ciclismo-una-verita-a-lungo-nascosta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7318","title":{"rendered":"Il doping nel ciclismo: una verit\u00e0 a lungo nascosta"},"content":{"rendered":"\n<p>Vince sette Tour de France. Basta dire questo per riportare alla memoria uno dei nomi pi\u00f9 noti del ciclismo su scala mondiale: Lance Armstrong. Durante la sua carriera da ciclista professionista, iniziata nel 1992 assieme al team Motorola, ha collezionato, oltre a quelle della corsa francese, altre numerosissime vittorie, che hanno reso il suo palmar\u00e8s il pi\u00f9 invidiabile di tutti i tempi. Eppure tutti questi traguardi gli sono stati portati via il 24 agosto 2012. Incredibile che tanti anni di intenso allenamento siano stati spazzati via cos\u00ec. Ma le vittorie di Armstrong sono davvero il risultato del solo puro e semplice duro lavoro?<\/p>\n<p>Dopo aver debuttato come vincitore del titolo amatoriale statunitense di triathlon nel 1991, Armstrong decide di dedicarsi professionalmente al ciclismo unendosi al team Motorola: la sua prima vittoria \u00e8 la conquista di una tappa alla Vuelta a Galicia, ma questo \u00e8 solo l\u2019inizio. Nel 1993 diventa campione nazionale a Filadelfia, vince il Trofeo Laigueglia e inaspettatamente si laurea campione del mondo ad Oslo; in seguito conquista una tappa della Parigi-Nizza e nel 1995 dedica la vittoria della tappa Col de Portet d\u2019Aspet all\u2019amico e collega Fabio Casartelli, scomparso a seguito di un fatale incidente proprio su questa tratta. Improvvisamente per\u00f2 la salute di Armstrong\u00a0 peggiora: mal di testa, vista offuscata e tosse con sangue, un testicolo gonfio; nel 1996 gli viene diagnosticato un cancro ai testicoli di stadio avanzato. La sua carriera si interrompe bruscamente e il ciclista si ritira per dedicarsi completamente a cure e trattamenti: grazie alle terapie di urologi e oncologi Lance riesce a sconfiggere il cancro e viene dichiarato definitivamente guarito in seguito ad un\u2019intensa chemioterapia nel 1997. Il suo ritorno sullo scenario sportivo era quasi insperato, e quando si prepara sulla linea di partenza del Giro di Lussemburgo nel 1998 come componente dell&#8217;Us Postal team \u00e8 gi\u00e0 diventato leggenda.<\/p>\n<p>Armstrong, con la sua incredibile storia da film Hollywoodiano, d\u00e0 una nuova speranza al ciclismo. Infatti lo sport ha perso molta visibilit\u00e0 con lo scandalo Festina, avuto inizio una mattina del luglio 1998. Alla frontiera del Belgio un\u2019ammiraglia dell&#8217;importante squadra ciclistica Fastina, in viaggio per andare a partecipare al Tour de France, guidata dal massaggiatore Willy Voet viene fermata dalla polizia per una perquisizione: nella vettura vengono rinvenute grandi quantit\u00e0 di sostanze dopanti come testosterone, EPO e somatotropina (ormone della crescita). In circuiti a livello mondiale ed internazionale la competizione \u00e8 altissima e molti ciclisti non si tirano indietro davanti prospettiva di sfidare il regolamento assumendo sostanze dopanti per migliorare le proprie prestazioni fisiche. Il doping \u00e8, infatti, una pratica illecita che consiste nell\u2019assunzione farmacologica, chimica o fisica di sostanze e metodi in grado di alterare le prestazioni fisiche di un atleta.<\/p>\n<p>Tre corridori vengono arrestati e anche il resto della squadra \u00e8 tenuta sotto controllo: sono tutti colpevoli del cosiddetto \u201cdoping di squadra\u201d, ma tutti mentono riguardo il loro coinvolgimento. La tensione aumenta quando i reduci Festina arrivano a Dublino il 17 luglio,\u00a0 ed a prendere il via non \u00e8 solo il Tour, ma anche l\u2019inchiesta sullo scandalo scoppiato nove giorni prima: molti ciclisti, anche di altre squadre, sentendosi a rischio danno forfait o scioperano e la corsa sembra ormai perduta. Lo scandalo Festina \u00e8 stato un duro colpo per il ciclismo.<\/p>\n<p>Ma il glorioso ritorno di Armstrong, l\u2019uomo che ha sconfitto il cancro e adesso si rimette in gioco aspirando alla vittoria della corsa francese, attira una miriade di spettatori, che non sono mai stati cos\u00ec appassionati. Per questo Armstrong, che ha salvato il ciclismo, \u00e8 ben visto dall\u2019Uci (unione internazionale ciclismo): essendo lui la figura che tiene vivo lo sport, l\u2019Uci lo tratta con occhio di riguardo. E tali favoritismi non passano inosservati. Infatti, anche Armstrong deve essere sottoposto ai controlli antidoping effettuati proprio dall\u2019Uci: un atleta che nei primi anni della sua carriera si rivela agli occhi dei professionisti del ciclismo adatto alle corse di un giorno e alle brevi tappe, ritornando, dopo aver sconfitto una malattia potenzialmente fatale, con tutte le carte in regola per vincere il Tour de France, desta certamente non pochi sospetti. Sospetti che sono fondati. Infatti gi\u00e0 a partire dal 1995 Armstrong era diventato cliente del famoso dottor Michele Ferrari.<\/p>\n<p>Ferrari seguiva molti ciclisti ed in generale molti atleti di fama mondiale: non era solo un professionista dello sport e della medicina, ma anche del doping. Non a caso il suo studio si trovava in Svizzera, dove le sostanze altrove riconosciute come illegali, l\u00ec si potevano facilmente acquistare in farmacia. Ferrari organizzava ai suoi clienti piani di doping strutturati a regola d\u2019arte, cos\u00ec che questi non fossero scoperti durante i controlli. Poi a met\u00e0 degli anni 90 \u00e8 arrivato l\u2019EPO, che \u00e8 diventato presto un ingrediente fondamentale dei suoi cocktail dopanti. L\u2019EPO (eritropoietina) riesce a stimolare il midollo spinale per una\u00a0 maggiore produzione di globuli rossi, responsabili del trasporto di ossigeno e di anidride carbonica: pi\u00f9 globuli rossi circolano nel sangue, pi\u00f9 ossigeno arriva ai muscoli, pi\u00f9 aumenta la resistenza permettendo una ripresa pi\u00f9 rapida.<\/p>\n<p>L\u2019EPO \u00e8 stato per molto tempo il grande segreto di Armstrong: la sostanza, oltre ad avere risultati pi\u00f9 efficienti delle altre sostanze dopanti, resta in circolo nell&#8217;organismo per poco tempo e cos\u00ec i test antidoping non sono riusciti a rintracciarlo. Infatti a lungo non \u00e8 risultato positivo all\u2019EPO, ma al cortisone s\u00ec: nel 1999 Armstrong risultata positivo al test antidoping per ben quattro volte. La squadra giustifica l\u2019accaduto presentando all\u2019Uci una ricetta medica, che come viene scoperto solo a posteriori grazie alla massaggiatrice della squadra Emma O&#8217;Reilly, \u00e8 stata retrodatata. Dunque il ciclista riesce a farla franca ed anzi, ha cos\u00ec inizio per lui un periodo di grandi conquiste: dal 1998 al 2005, infatti, riesce a vincere sette Tour de France. Certamente i sospetti nei suoi confronti, dopo questi episodi,\u00a0 non sono terminati : nel 2001, dopo la vittoria del Tour de Suisse, Armstrong viene sottoposto ad un test antidoping e un campione di urina risulta sospetto. L\u2019Uci per\u00f2 decide di non indagare: far scoppiare uno scandalo in cui era coinvolta la colonna portante del ciclismo di quegli anni non era certo nel suo interesse.\u00a0 Ma successivamente i controlli antidoping vengono affidati all\u2019AFLD (organismo indipendente francese di lotta al doping), di cui era presidente Pierre Bordry. L\u2019organismo riesce a sviluppare fra il 2000 e il 2004 un test per riconoscere l\u2019EPO e decide di provarne l\u2019efficacia su campioni di urina che si trovavano gi\u00e0 in laboratorio. Dalle analisi risulta che in molte delle urine risalenti agli anni 1998-1999 erano presenti tracce di EPO, anche in quelle appartenenti ad Armstrong. A questo punto, quindi, non ci si chiede pi\u00f9 se il ciclista si sia dopato o no, ma se il laboratorio abbia l\u2019autorizzazione ad analizzare quelle urine ed abbia eseguito i controlli correttamente. Ci si appella dunque al laboratorio nazionale antidoping francese, di cui \u00e8 un importante esponente l\u2019avvocato olandese Emile Vrijman. Egli sostiene che i controlli non siano stati effettuati correttamente e scagiona Armstrong, con il quale \u00e8 bene sottolineare che aveva dei rapporti. Le accuse contro Armstrong non cadono e la questione rimane in sospeso.<\/p>\n<p>In quello stesso anno per\u00f2 accade qualcosa di drastico: il dottor Michele Ferrari viene messo sotto processo per via delle testimonianze di vari atleti che, essendo coinvolti nel giro del doping, hanno deciso di costituirsi. Uno di questi \u00e8 il ciclista italiano Filippo Simeone, che durante il Tour viene braccato da Armstrong e la sua squadra, cos\u00ec da non fargli vincere la tappa: Lance non vuole racconti alla stampa del processo Ferrari, e oltre ad ostacolarlo lo mette in difficolt\u00e0 con discorsi intimidatori.<\/p>\n<p>Nel 2005 Armstrong conquista il suo settimo ed ultimo Tour de France: annuncia di voler concludere la sua carriera ciclistica, lasciando spazio a nuovi volti, come quello di Jan Ullrich, che fino ad allora era stato l\u2019eterno secondo alle spalle di Armstrong.<\/p>\n<p>Per\u00f2 Ullrich non ha occasione di godere delle vittorie che, adesso che il suo rivale non lo poteva pi\u00f9 precedere, gli sembrano tanto facili da raggiungere: nel 2006 la polizia Spagnola perquisisce il dottor Fuentes, rivale di Ferrari nel campo del doping sportivo e medico di Ullrich. Il ciclista viene squalificato dalla corsa francese e adesso il favorito \u00e8 Floyd Landis. Landis, che sembrava primeggiare nella tappa del Tour successiva alla squalifica di Ullrich, arriva al traguardo allo stremo delle forze, avendo perso il vantaggio acquisito nell\u2019ultima parte che era in salita. Il giorno dopo, per\u00f2, riesce ad arrivare primo al traguardo, addirittura con un grande stacco dai suoi avversari, anche se il territorio era in salita, come il giorno prima: qualcosa non quadra. Due giorni dopo aver vinto il Tour de France risulta positivo al test del testosterone: continuando a sostenere di essere innocente, porta il suo caso davanti all\u2019USADA (organizzazione antidoping statunitense). Proprio in quei giorni, per\u00f2, il laboratorio dell\u2019AFLD (organismo indipendente francese di lotta al doping) subisce un attacco di pirateria informatica, e Landis con un gruppo dei suoi amici viene riconosciuto colpevole. Questo aggrava la sua condizione e la situazione precipita: perde la causa e le sue condizioni finanziarie sono fortemente instabili dopo che ha speso ingenti somme per pagare gli avvocati migliori. Ma ci\u00f2 che lo turba di pi\u00f9 \u00e8 la differenza di trattamento che c\u2019\u00e8 stata fra lui e Armstrong: anche quest\u2019ultimo si \u00e8\u00a0 dopato, e per anni per giunta, per arrivare a vincere la corsa francese, eppure non \u00e8 stato toccato, mentre Landis perde tutto al primo test a cui risulta positivo.<\/p>\n<p>Armstrong nel 2008 ritorna inaspettatamente a correre. Dunque Landis decide di sfruttare l\u2019occasione e gli chiede di permettergli di correre con la sua squadra, ma lui rifiuta: \u00e8 dopato e la gente non vuole pi\u00f9 vedere cose simili. Landis scoppia e dichiara tutto: lui ed altri colleghi vogliono incastrare Armstrong, che a lungo, a differenza loro, ha corso impunito. Si rivolgono all\u2019USADA, che da tempo stava studiando Armstrong e adesso, grazie alle testimonianze, riesce ad avere prove sufficienti e inaggirabili per accusarlo di essere coinvolto in attivit\u00e0 di doping: il 12 agosto 2012 l\u2019USADA si accorda con l\u2019Uci per revocare tutti i titoli di vittoria di Armstrong, radiandolo dal ciclismo.<\/p>\n<p>L\u2019idolo che ha a lungo tenuto in vita un ciclismo sull&#8217;orlo del disfacimento per via del sistema inarrestabile del doping, emblema della rinascita grazie alla sua guarigione dal cancro e fonte di speranza per gli spettatori di tutto il mondo, si \u00e8 rivelato l&#8217;atleta pi\u00f9 corrotto fra tutti, insieme alle istituzioni che lo proteggevano. Ma questo \u00e8 solo uno dei tanti casi di doping fra gli atleti di fama mondiale, ed \u00e8 solo uno dei pochi casi di doping fra quelli svelati.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sveva Fascetti (classe 2A &#8211; liceo classico)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vince sette Tour de France. Basta dire questo per riportare alla memoria uno dei nomi pi\u00f9 noti del ciclismo su scala mondiale: Lance Armstrong. 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