{"id":7306,"date":"2024-04-10T10:20:00","date_gmt":"2024-04-10T10:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7306"},"modified":"2024-04-06T16:47:27","modified_gmt":"2024-04-06T16:47:27","slug":"the-zone-of-interest-un-paradiso-di-indifferenza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7306","title":{"rendered":"The Zone of Interest: un \u201cparadiso\u201d di indifferenza"},"content":{"rendered":"\n<p>Si \u00e8 da poco conclusa la 96\u00aa edizione dei premi Oscar, tra i film candidati c\u2019erano titoli importanti: American Fiction, Anatomia di una caduta, Barbie, The Holdovers &#8211; lezioni di vita, Killers of the Flower Moon, Maestro, Oppenheimer, Past lives, Povere creature!, The Zone of Interest.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio quest\u2019ultimo, The Zone of Interest per la regia di Jonathan Glazer, a vincere, dopo essere stato candidato a 5 premi Oscar, il premio come miglior film in lingua straniera.<\/p>\n<p>Ma di cosa parla The Zone of Interest?<\/p>\n<p>Il film, tratto da libro omonimo di Martin Amis, racconta delle vicende della famiglia del generale Rudolf Hoss il giardino della cui casa \u00e8 adiacente al muro del campo di concentramento di Auschwitz. Tutto ci\u00f2 che avviene al di l\u00e0 del muro non viene volutamente mostrato; \u00e8 il suono a rivelare i terribili eventi che avvengono all\u2019interno del campo di concentramento.<\/p>\n<p>Il suono \u00e8 il vero narratore di questa storia.<\/p>\n<p>L\u2019obbiettivo del film \u00e8 di far provare allo spettatore la stessa apatia proprio che prova la famiglia del generale: durante l\u2019intero film i bambini giocano nella propria casa e la madre cura il giardino. Apparentemente l\u2019unica persona non indifferente alla dolorosa realt\u00e0 a loro cos\u00ec vicina \u00e8 la nonna che, venuta in visita ai propri nipoti, scappa inorridita dalle fiamme del crematorio che si possono scorgere dalla camera delle nipotine. Il regista del film sceglie appositamente di fare pochi primi piani per creare proprio un senso di distacco totale dalle immagini. Per realizzare questo effetto, il regista ha fatto ricorso a dei metodi inusuali ricorrendo all\u2019uso di 10 macchine da presa sparse per il set al posto del numero che in genere si usa (da una a tre macchine), e scegliendo di nascondersi insieme alla troupe dagli attori per poter osservare a distanza ci\u00f2 che accadeva sul set.<\/p>\n<p>Un\u2019altra decisione di regia alquanto insolita \u00e8 quella di non utilizzare luci artificiali ma solo la luce naturale per lasciare i colori spenti, pallidi e grigi.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dunque dire che The Zone of Interest sia un film innovativo sotto molti aspetti, non solo per le scelte dei colori e delle tecniche di ripresa ma anche e soprattutto per la scelta del soggetto del film: i veri protagonisti sono i prigionieri che si trovano all\u2019interno del campo di concentramento.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Marta Fabozzi (classe 2C \u2013 Liceo classico) \u2013 Ludovica Tavani (classe 2C \u2013 Liceo classico)\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 da poco conclusa la 96\u00aa edizione dei premi Oscar, tra i film candidati c\u2019erano titoli importanti: American Fiction, Anatomia di una caduta, Barbie, The Holdovers &#8211; lezioni di vita, Killers of the Flower Moon, Maestro, Oppenheimer, Past lives, Povere creature!, The Zone of Interest. 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