{"id":7279,"date":"2024-03-17T14:11:13","date_gmt":"2024-03-17T14:11:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7279"},"modified":"2024-03-20T15:13:57","modified_gmt":"2024-03-20T15:13:57","slug":"medio-oriente-in-fiamme-intervista-ad-alberto-negri","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=7279","title":{"rendered":"\u201cMEDIO ORIENTE IN FIAMME\u201d: INTERVISTA AD ALBERTO NEGRI"},"content":{"rendered":"\n<p>Alberto Negri \u00e8 un giornalista e reporter di guerra. Per \u00abIl Sole 24 Ore\u00bb ha seguito dal 1987 al 2017 i principali eventi politici e bellici come inviato in Medio Oriente, Balcani, Asia Centrale e Africa. Ha vinto numerosi premi internazionali per la sua attivit\u00e0 giornalistica, \u00e8 un grande esperto delle dinamiche mediorientali ed attualmente riveste ruolo di editorialista per \u00abIl Manifesto\u00bb.<\/p>\n<p>In questa intervista, di cui abbiamo riportato i temi principali, Negri ci parla dal suo punto di vista della preoccupante espansione della macchia bellica in Medio Oriente: il genocidio ai danni del popolo palestinese in corso a Gaza, sostenuto e finanziato dal capitale Usa e europeo, sta spostando il suo epicentro a Rafah, nell&#8217;estremo sud della Striscia, dove sono accalcati 1.5 milioni di palestinesi sfollati. I civili vengono compressi dai tank israeliani col pretesto di scovare Hamas, ma col reale obiettivo di costringerli a spostarsi nel Sinai egiziano.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte del Mar Rosso la guerra civile dello Yemen iniziata nel 2014 tra gli Houthi, la fazione sciita filo-iraniana che dichiara di costituire il legittimo governo dello stato, e l&#8217;ex governo centrale, appoggiato da Arabia Saudita e Occidente, si svolge su un piano di scontro molto ampio che coinvolge le principali potenze globali, Usa, Cina e Russia, che si contendono il controllo di queste terre e delle loro risorse, petrolio e gas in primis. Una situazione estremamente complessa della quale cerchiamo di comprenderne le dinamiche in atto, grazie alla disponibilit\u00e0 del famoso giornalista e inviato di guerra di lungo corso.<\/p>\n<p><em><strong>1) L\u2019ipotesi dei due stati (Israele e Palestina) \u00e8 definitivamente tramontata o c\u2019\u00e8 ancora la possibilit\u00e0 di una soluzione in tale direzione?<\/strong> <\/em><\/p>\n<p>La soluzione a due stati sancita dagli Accordi di Oslo del 1993 sembra un mantra svuotato di ogni significato, per\u00f2 possiamo dargli noi un significato e qui si tratta di riconoscere l\u2019attuale stato palestinese (quello che gli europei e gli americani non hanno fatto); \u00e8 quindi un passo fondamentale per non andare incontro a anni e anni di ulteriore destabilizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019Onu ha riconosciuto la Palestina come Stato non membro con status di &#8220;osservatore permanente&#8221; con la risoluzione 67\/19 dell\u2019Assemblea Generale del 29 novembre 2012.<\/p>\n<p>A seguito di ci\u00f2, dal 3 gennaio 2013 l\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese ha adottato il nome di Stato di Palestina sui documenti ufficiali.<\/p>\n<p>Oggi si pensa che gli Americani possano riconoscere lo stato palestinese per\u00f2, essendo vicini alle elezioni di novembre, i democratici hanno paura del mancato voto ebraico; questa \u00e8 l\u2019unica strada possibile per dare un senso sia ai Palestinesi che per Israele, mettendo tutti davanti alle proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Riportando il discorso nel quadro giuridico internazionale si pu\u00f2 procedere sulla strada della pace, che \u00e8 lunga e non pu\u00f2 prescindere dalla giustizia, vale a dire il rispetto del diritto internazionale.<\/p>\n<p><strong><em>2) Il patto di Abramo sar\u00e0 riconsiderato e riprender\u00e0 vigore nei prossimi mesi?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il patto di Abramo \u00e8 un progetto politico voluto da Trump che mira, come fine ultimo, alla normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Israele dal punto di vista politico ed economico. Il patto di Abramo \u00e8 stato firmato il 15 settembre 2020 da Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco e Sudan, e si compone di due accordi bilaterali e una dichiarazione congiunta. Da un punto di vista geopolitico, gli accordi si uniscono alle intese stipulate precedentemente da Israele con l\u2019Egitto nel 1978 e con la Giordania nel 1994, rappresentando cos\u00ec il primo segnale ufficiale di collaborazione, in termini di leadership regionale. Il patto di Abramo \u00e8 un\u2019idea di Trump che Biden ha ereditato e portato avanti.<\/p>\n<p>Trump ha commesso una violazione delle risoluzioni dell\u2019Onu e del diritto internazionale: ha riconosciuto Gerusalemme capitale dello stato ebraico, mentre per l\u2019Onu deve essere la capitale di 2 stati. Il patto avrebbe dovuto riconoscere anche lo stato palestinese, altrimenti non sarebbe stato valido; alla fine questo punto non \u00e8 stato rispettato da Israele che continua a non riconoscerlo. Il patto \u00e8 stato compromesso con l\u2019attacco di Hamas del 7 ottobre e in questo momento risulta bloccato dalla guerra a Gaza, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;adesione dell&#8217;Arabia Saudita. A causa del forte sostegno che la causa palestinese ha fra la popolazione del regno saudita, il principe Mohammed bin Salman si guarda bene dal compiere un passo cos\u00ec azzardato.<\/p>\n<p><strong><em>3) Questa domanda riguarda la situazione attuale: secondo lei Rafah \u00e8 un obiettivo strategico oppure la pressione militare che si ha sulla popolazione sfollata \u00e8 semplicemente la continuazione della volont\u00e0 di espulsione dei Palestinesi dalla striscia di Gaza?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Siamo davanti all\u2019espulsione dei Palestinesi da Gaza; il valico di Rafah \u00e8 controllato da Israele che fa entrare col contagocce gli aiuti umanitari, c\u2019\u00e8 un tentativo israeliano di farli morire di carestia e un tentativo di spingerli verso il Sinai. Se l\u2019Egitto prende con s\u00e8 i Palestinesi sarebbe come dire di portare a casa i soldi. Noi Europei abbiamo contribuito con 9 miliardi di euro per contenere i flussi migratori dall\u2019Egitto e almeno altri 50 miliardi sono gi\u00e0 pronti, ma per ora il presidente egiziano Al-Sisi sta resistendo alle pressioni.<\/p>\n<p>Inoltre, siamo alla ricerca di una via alternativa alla via della seta cinese e al canale di Suez, coinvolgendo l\u2019India con tratto marittimo fino all\u2019Arabia Saudita, per poi proseguire via terra fino in Giordania e ad arrivare a Israele e sfociare nel Mediterraneo (IMEC).<\/p>\n<p><strong><em>4) Ci pu\u00f2 dire quale \u00e8 lo status della conflittualit\u00e0 in quella parte del mondo?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Gli Houthi sono un gruppo armato dello Yemen del nord che \u00e8 in conflitto con l&#8217;ex governo centrale dal 2014 e con i Sauditi dal 2015. I Sauditi, nonostante l\u2019appoggio americano, hanno perso la guerra, perch\u00e9 gli Houthi controllano circa il 70% del territorio occidentale. In seguito i Sauditi e l\u2019Occidente hanno continuato a bombardare gli Houthi. Nel 2019 gli Houthi bombardarono i terminali petroliferi sauditi sul Golfo del Persico, dimostrando la loro forza.<\/p>\n<p>L\u2019Iran e l\u2019Arabia Saudita con la mediazione cinese hanno aperto i canali diplomatici,\u00a0 ponendo fine alla reciproca ostilit\u00e0 e ci\u00f2 per arrivare anche ad un negoziato per il riconoscimento internazionale degli Houthi, ma con essi non risulta esserci nessun negoziato diretto; infatti i bombardamenti stanno continuando, colpendo anche punti lontani dal Mar Rosso.<\/p>\n<p><strong><em>5) \u00c8 \u00a0possibile che gli Houthi abbiano la possibilit\u00e0 di mettere veramente a repentaglio tante transazioni commerciali soprattutto attraverso il bombardamento delle navi dirette in Israele e addirittura la distruzione dei cavi delle telecomunicazioni che passa sotto le coste di Aden (porto fondamentale per la via della seta); poi secondo lei \u00e8 possibile che, se non si dovesse risolvere il \u201cproblema\u201d Yemen, il prossimo focolaio si apra dall\u2019altra parte del Mar rosso?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel Mar Rosso si sta combattendo una partita strategica per definire quali saranno i flussi commerciali e tecnologici che domineranno sia nel corno d\u2019Africa che in tutto il Medio Oriente, in cui \u00e8 evidente l\u2019intervento degli Americani per il controllo del Canale di Suez in uno scontro con Russia e Cina. Il Canale di Suez ha oggi, ed ha sempre avuto, un\u2019importanza strategica per l\u2019economia mondiale: la sua posizione (in Egitto, a ovest della penisola del Sinai, tra Porto Said sul mar Mediterraneo e Suez sul Mar Rosso) lo rende un collegamento chiave per la spedizione degli idrocarburi da paesi come l\u2019Arabia Saudita e Qatar all\u2019Europa e al Nord America. Ogni anno attraverso questo passa circa il 12% del commercio mondiale, dal petrolio greggio ai cereali. In particolare da qui passano il 30% dei container, il 10% delle merci, il 4,4% del petrolio greggio mondiale e il 40% dei commerci Europa-Asia.<\/p>\n<p>I ribelli yemeniti sostengono che le loro azioni siano una riposta alla guerra di Gaza, in sostanza una manifestazione di solidariet\u00e0 ai Palestinesi , contro Israele e contro il suo principale alleato, gli Stati Uniti. I missili che vengono mandati dagli Usa contro gli Houthi non sono soltanto contro di loro, ma sono diretti\u00a0 anche\u00a0 contro Mosca e Pechino (che ha in particolar modo allargato la sua influenza sul Mar Rosso).<\/p>\n<p>Sotto il Mar Rosso passano i cavi delle comunicazioni e dall\u2019altra parte nel Corno d\u2019Africa c\u2019\u00e8 una partita fondamentale: l\u2019Etiopia, che vede una presenza cinese molto forte (vi \u00e8 in corso la costruzione della diga pi\u00f9 grande dell\u2019Africa), cerca uno sbocco al mare e sembra averlo trovato con l&#8217;accordo con la Somaliland, il territorio corrispondente all&#8217;ex Somalia britannica che si \u00e8 sottratto al controllo di Mogadiscio rendendosi di fatto autonomo.<\/p>\n<p>Nel Corno d\u2019Africa sono dunque in atto molte pressioni oltre a quella cinese e a quella russa, la cui presenza nella guerra civile sudanese si \u00e8 moltiplicata in questi anni.<\/p>\n<p>Tutti stanno giocando in questa area, dove vi sono gli interessi delle superpotenze, cercando di mobilitare le pedine locali: pirateria navale, divisioni etniche e contrasti tribali.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 questo intervento occidentale contro gli Houthi, la missione Usa-Regno Unito Prosperity Guardian e quella Ue Aspides non sono operazioni solamente di polizia internazionale, come vogliono farla passare gli Americani e gli Europei, ma si tratta di un conflitto di portata ben maggiore.<\/p>\n<p><em>6) <strong>Ci pu\u00f2 spiegare il ruolo dell\u2019Iran e della Siria (anch\u2019essi colpiti dalle bombe Usa e di israeliane), essendo evidente il loro legame con il blocco asiatico?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L\u2019Iran \u00e8 il principale paese sciita del Medio Oriente, ma anzich\u00e9 compiere azioni contro Israele ha colpito con attacchi missilistici l\u2019Iraq, la Siria e il Pakistan. Di questi tre attacchi soltanto uno (quello in Iraq) riguardava la presenza militare Usa, mentre gli altri due avevano pi\u00f9 che altro a che fare con contrasti legati alla politica iraniana. Il Pakistan ha risposto all\u2019attacco iraniano bombardando a sua volta il territorio dell\u2019Iran, e tutto questo avviene mentre gli Stati Uniti bombardano il gruppo dei ribelli Houthi in Yemen, che sono alleati dell\u2019Iran e compiono attacchi contro le navi commerciali nel mar Rosso.<\/p>\n<p>L\u2019Iran non \u00e8 mai stato un paese che ha attaccato qualcun\u2019altro negli ultimi 40 anni; sono gli Americani che hanno consegnato l\u2019Iraq all\u2019influenza dell\u2019Iran dopo l\u2019omicidio di Saddam Hussein ed hanno ampliato la sua sfera d\u2019influenza uccidendo il generale iraniano Sulemani, il fautore della sconfitta dell&#8217;Isis in Iraq.<\/p>\n<p>In Siria, che \u00e8 costata tantissimo all\u2019Iran sia dal punto di vista delle perdite militari che dal punto di vista dell\u2019impegno economico, il presidente Bashar el Assad \u00e8 rimasto in piedi solo grazie all\u2019impegno iraniano e russo, nella decennale guerra civile internazionalizzata.<\/p>\n<p>Israele tutti i giorni compie in Siria bombardamenti grazie all\u2019accordo, che c\u2019\u00e8 da tempo, tra Putin e Netanyahu; nessun paese del Medio Oriente ha messo mai una sanzione contro la Russia di Putin. Per questo c\u2019\u00e8 un legame di guerra e l\u2019Iran oggi gode di un vantaggio strategico importante, che \u00e8 l\u2019appoggio della Russia, a cui fornisce armi, e della Cina.<\/p>\n<p>Ad inizio febbraio in Iraq e Siria c\u2019\u00e8 stato un attacco condotto dagli Stati Uniti su postazioni delle milizie filoiraniane che ha portato la Russia a richiedere una riunione d\u2019emergenza del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu &#8220;in relazione alle minacce alla pace e alla sicurezza create dagli attacchi statunitensi in Iraq e Siria&#8221;.<\/p>\n<p><strong><em>7) Secondo lei sarebbe plausibile in questo momento un intervento diretto da parte dell\u2019Iran a tutela dello Yemen?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Iran non \u00e8 mai intervenuto direttamente, fin ora, da nessuna parte. L\u2019unico momento di intervento vero \u00e8 stato in Iraq con l\u2019avanzata dell\u2019ISIS nel 2014. L\u2019Iran non credo che muover\u00e0 pedine, se non in casi estremi, perch\u00e9 non ha intenzioni di bruciare altre risorse.<\/p>\n<p><strong><em>8) \u00a0Secondo lei, tornando a Israele, sarebbe plausibile immaginare che Netanyahu andr\u00e0 avanti con la definitiva distruzione di quello che rimane della Palestina , cos\u00ec che alla fine un po\u2019 tutti gli stati che lo appoggiano in Occidente si tireranno indietro lasciando a lui la responsabilit\u00e0 unica?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0 il consenso a quello che Israele sta facendo in Palestina non \u00e8 tacito, \u00e8 esplicito.<\/p>\n<p>Gli Europei hanno deciso con gli Americani di fermare gli aiuti all\u2019Unrwa (l&#8217;agenzia Onu che assiste i profughi palestinesi, ndr), cio\u00e8 il maggiore datore di lavoro e fonte di assistenza per i Palestinesi. Questa a mio parere \u00e8 una chiara espressione di complicit\u00e0, oltre all\u2019evidente ruolo e responsabilit\u00e0 che hanno ad oggi gli USA e che hanno avuto gli Europei sin dall\u2019origine del conflitto israelo-palestinese. Di fatto questo ha avuto origine dalla spartizione del Medio Oriente su base coloniale fra britannici e francesi all&#8217;inizio della Prima Guerra Mondiale (Accordo Syks-Picot del 1916, ndr) e con la successiva promessa inglese al movimento sionista, la famosa &#8220;Dichiarazione Balfour&#8221;. Nel novembre del 1917, l&#8217;allora ministro degli esteri inglese\u00a0Arthur Balfour scrisse una lettera a\u00a0Lord Rothschild, principale rappresentante della comunit\u00e0 ebraica\u00a0inglese e referente del movimento sionista, con la quale il governo britannico affermava di guardare con favore alla creazione di un \u201cfocolare nazionale per il\u00a0popolo ebraico&#8221; in\u00a0Palestina, allora parte dell&#8217;Impero ottomano. Cos\u00ec dopo il 1920, con la concessione ai britannici del Mandato da parte della Societ\u00e0 delle Nazioni (la progenitrice dell&#8217;ONU, ndr), inizi\u00f2 l\u2019emigrazione ebraica in Palestina.<\/p>\n<p>Successivamente l\u2019ONU ha emanato la Risoluzione 181 (29 novembre 1947) che avrebbe dovuto sancire la nascita di due Stati, uno ebraico, l&#8217;altro arabo-palestinese, senza avere per\u00f2 una reale capacit\u00e0 e volont\u00e0 di intervento per fermare il progetto di colonizzazione dell&#8217;intera Palestina da parte del movimento sionista. Un po\u2019 a causa della colpevolezza e del ruolo degli stessi Europei che da sempre hanno avuto come obiettivo quello di conquistare e sfruttare territori per loro vantaggiosi, ma soprattutto a causa della successiva forte dipendenza economico-militare dagli Stati Uniti, futuri principali alleati di Israele.<\/p>\n<p>In seguito, dunque, entrano in gioco gli Stati Uniti, a partire dal 1967, vale a dire dalla guerra dei 6 giorni, quando hanno iniziato a dare il loro sostegno praticamente incondizionato a Israele, dapprima come mossa strategica per bloccare l\u2019avanzata sovietica in Medio Oriente durante la Guerra Fredda: gli Americani si concentrarono nel fornire sostegno economico e militare a Tel Aviv per tenerlo lontano dal blocco sovietico, con il quale era stato in buoni rapporti fino a quel momento.<\/p>\n<p>Il coinvolgimento americano negli affari mediorientali, iniziato nel periodo della Guerra Fredda, si \u00e8 mantenuto tale anche a partire dagli anni \u201990, dopo la caduta del muro di Berlino, fino ad oggi. Questo ovviamente a causa del mercato del petrolio, ma non solo. Nel corso degli anni gli USA in Medio Oriente hanno avviato alleanze strategiche piuttosto solide con Egitto, Arabia Saudita e Giordania, tutti paesi che vedono di buon occhio il mantenimento del controllo regionale americano, oggi peraltro in crisi. Al contrario, Iran, Siria, Iraq (dei tempi di Saddam Hussein) volevano che gli Ame \u201cse ne andassero\u201d dalle proprie terre. Ma a differenza di questi altri stati arabi alleati, per Washington Israele ha sempre avuto un ruolo di primo piano, visto come la \u201cforza stabilizzante\u201d nella regione: il <em>proxy<\/em> israeliano (situazione in cui gli attori statali egemoni, in questo caso gli USA, perseguono i propri interessi attraverso soggetti statali e non, chiamati \u201cagenti\u201d, ndr) era considerato il vettore per creare opposizione davanti alle minacce, qualora si fossero create problematiche interne all\u2019area mediorientale.<\/p>\n<p>Nel ruolo americano rientra anche quello di mediatore nel processo di pace israeliano-palestinese, ma in realt\u00e0 non hanno mai avuto una posizione neutrale. Qui si spiega come mai le ultime tre amministrazioni, Clinton, Bush jr e Obama, oltre a quella di Trump la pi\u00f9 sbilanciata a favore di Israele, seppur nelle loro grosse diversit\u00e0, hanno tutte sostenuto Tel Aviv. Il processo di pace e l\u2019ampia stabilit\u00e0 regionale, molto collegata a quel processo, secondo gli Americani, \u00e8 uno degli interessi strategici degli Stati Uniti ma, avendo sempre sostenuto la sponda israeliana, hanno condannato il Medio Oriente all&#8217;instabilit\u00e0 permanente e i Palestinesi a rimanere fino ad oggi sotto occupazione militare israeliana.<\/p>\n<p>Greta Benedetti e Alessia Zaffora (classe 2C &#8211; ITE)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>FONTI:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gemininetwork.it\/caffecornetto-fiamme-in-medio-oriente-ospite-alberto-negri\/\">https:\/\/gemininetwork.it\/caffecornetto-fiamme-in-medio-oriente-ospite-alberto-negri\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/consumi\/21_marzo_26\/perche-canale-suez-cosi-importante-5-cose-sapere-7bb23692-8e10-11eb-8542-ee1d410d331e.shtml\">https:\/\/www.corriere.it\/economia\/consumi\/21_marzo_26\/perche-canale-suez-cosi-importante-5-cose-sapere-7bb23692-8e10-11eb-8542-ee1d410d331e.shtml<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/internazionale\/esteri\/iran-usa-attacco-base-iraq_1JeSMaQ3WJ9Mbm3ukv5pHo\">https:\/\/www.adnkronos.com\/internazionale\/esteri\/iran-usa-attacco-base-iraq_1JeSMaQ3WJ9Mbm3ukv5pHo<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2014\/08\/perche-gli-stati-uniti-amici-israele\/\">https:\/\/formiche.net\/2014\/08\/perche-gli-stati-uniti-amici-israele\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lexplain.it\/accordi-di-abramo-cosa-sono-e-cosa-prevedono\/\">https:\/\/www.lexplain.it\/accordi-di-abramo-cosa-sono-e-cosa-prevedono\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alberto Negri \u00e8 un giornalista e reporter di guerra. 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