{"id":6905,"date":"2023-05-19T16:30:12","date_gmt":"2023-05-19T16:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=6905"},"modified":"2023-05-19T16:30:14","modified_gmt":"2023-05-19T16:30:14","slug":"i-prigionieri-politici-durante-lultima-dittatura-argentina","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=6905","title":{"rendered":"I prigionieri politici durante l\u2019ultima dittatura argentina"},"content":{"rendered":"\n<h4 style=\"text-align: center;\">Le strategia di sopravvivenza umana e di resistenza politica dei detenuti politici nelle carceri speciali argentine esprimono valori universali da condividere con tutti<\/h4>\n<p>A partire dal 1974, prima che prendesse corpo la dittatura militare salita al potere con il colpo di stato del 24 marzo 1976, e fino al 1979 in una delle carceri di massima sicurezza dell&#8217;Argentina, nella citt\u00e0 di Coronda nella provincia di Santa Fe, si svolge la storia di 1.153 giovani prigionieri politici.<\/p>\n<p>Al pari degli altri Paesi sudamericani la storia dell\u2019Argentina, a causa di gravi squilibri socio-economici interni, risulta caratterizzata da molteplici fasi di instabilit\u00e0 politica e ben sei colpi di stato avvenuti a partire dagli anni \u201830 del \u2018900.<\/p>\n<p>In questo contesto politico oppressivo, i prigionieri politici arrestati senza aver commesso reati subiscono durante la reclusione un regime di torture, violenze e brutale detenzione senza essere a conoscenza del termine della stessa, vivendo un terremoto personale. Solo nel 1983 ritorner\u00e0 la democrazia e la stagione dei colpi di stato per l\u2019Argentina sar\u00e0 archiviata. Il nuovo governo democratico guidato da Raul Alfonsin affronter\u00e0 tuttavia una lunga e problematica transizione data la pesante eredit\u00e0 lasciata dalle tre giunte militari che, guidate da Videla, Viola e Galtieri, si erano susseguite alla guida della dittatura fra il 1976 e 1983.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3>Sintesi storica delle vicende politiche e dei colpi di stato dal 1930 al 1983<\/h3>\n<p>Ripercorriamo a grandi linee le vicende legate ai colpi di stato argentini che hanno deposto i governi legittimi votati dal popolo.<\/p>\n<p>Il 6 settembre 1930 il generale Uriburu rovescia il governo costituzionale di Hip\u00f3lito Yrigoyen iniziando cos\u00ec una lunga stagione caratterizzata dall\u2019alternarsi di una serie di governi militari e di fasi democratiche che terminer\u00e0 solo nel 1983.<\/p>\n<p>La &#8220;rivoluzione del \u201843&#8221;, come chiamata dalla storiografia argentina, rappresenta il secondo colpo di stato in Argentina realizzato da militari filofascisti, anticomunisti e ultracattolici che depongono il conservatore Ramon Castillo, mettendo fine al \u201cdecennio infame\u201d, nominato cos\u00ec \u00a0dalla persecuzione degli oppositori politici e da numerosi casi di corruzione.<\/p>\n<p>Nel novembre 1946 Juan Domingo Per\u00f3n fonda il &#8220;Partito unico della rivoluzione&#8221; detto anche Partito Peronista e il suo periodo di governo risulter\u00e0 una stagione rivoluzionaria con politiche a favore del popolo argentino tra cui controllo statale sull&#8217;economia, nazionalizzazioni, industrializzazione e sviluppo di un mercato interno e neutralismo nel contesto internazionale. Nello specifico in campo economico vengono introdotte le seguenti misure: salario minimo, contratti collettivi di lavoro, diritto alle ferie, limiti ai licenziamenti, riconoscimento del diritto di sciopero, legge per la protezione dagli incidenti sul lavoro e nazionalizzazione della Banca Centrale, delle ferrovie, acqua, gas e telefoni.<\/p>\n<p>In ambito sociale invece sono state adottate varie riforme all\u2019insegna del progresso: edilizia popolare (vengono costruite pi\u00f9 di 271mila case), alfabetizzazione delle classi popolari, borse di studio per gli studenti poveri e potenziamento dell&#8217;istruzione universitaria.<\/p>\n<p>Grazie a Per\u00f3n si registrano notevoli avanzamenti anche nel campo dei diritti civili tra cui: introduzione del voto alle donne, legge sul divorzio, diritto alla salute e uguaglianza giuridica dei coniugi.<\/p>\n<p>Per\u00f3n vince nuovamente le elezioni nel 1951, ma solo quattro anni dopo nel 1955 l\u2019Argentina accusa il suo terzo colpo di stato, in questo caso guidato da Eduardo Lonardi contro il secondo governo di Per\u00f3n, ormai andato in crisi di consenso popolare.<\/p>\n<p>Successivamente, il governo democratico di Arturo Frondizi, appoggiato dai peronisti, viene rovesciato da un golpe militare, nel 1962 quattro anni dopo le elezioni presidenziali.<\/p>\n<p>Nel 1966, il quinto colpo di stato in Argentina \u00a0viene compiuto da fazioni di militari con il sostegno di politici come l&#8217;ex-presidente Frondizi.<\/p>\n<p>Il 23 gennaio 1958, Per\u00f3n, a seguito del rovesciamento del suo governo da parte dei militare, deve rifugiarsi presso l&#8217;ambasciata della\u00a0Repubblica Dominicana\u00a0e da l\u00ec partire per lo stesso paese. Infine, si trasferisce dalla Repubblica Dominicana alla\u00a0Spagna franchista, dove il generale\u00a0Francisco Franco\u00a0gli diede\u00a0asilo politico, arrivando a Siviglia il 26 gennaio 1960.<\/p>\n<p>Per\u00f3n, dall&#8217;esilio nella\u00a0Spagna\u00a0franchista, aveva abbandonato i suoi propositi populisti e neosocialisti, avvicinandosi molto di pi\u00f9 alla\u00a0destra.<\/p>\n<p>Nei primi anni 1970, si apre la strada al ritorno di Per\u00f3n a causa dell&#8217;instabilit\u00e0 politica che affligge il paese. Per\u00f3n torna cos\u00ec in Argentina dall&#8217;esilio il 17 novembre 1972.<\/p>\n<p>Il presidente Peron soffriva da tempo di numerosi problemi di salute, complicati da una polmonite, al punto che dovette subito demandare alla moglie gran parte del lavoro politico, e negli ultimi mesi fu privo ormai di poteri decisionali, accentrati nelle mani di Isabel; Per\u00f3n mor\u00ec improvvisamente il 1\u00ba luglio 1974. Una folla imponente partecip\u00f2 ai funerali a Buenos Aires.\u00a0<\/p>\n<p>Il sesto e ultimo colpo di stato \u00e8 quello del 1976 guidato dai capi delle forze armate contro Isabel Mart\u00ednez de Per\u00f3n, terza moglie di Per\u00f3n, che porter\u00e0 alla guida dell\u2019Argentina le giunte militari: la prima giunta 1976-81 guidata da Jorge Videla, la seconda guidata da Viola (pochi mesi nel 1981) e la terza di Gualtieri (1981-1983) che condurr\u00e0 il Paese alla guerra delle Falkland\/Malvinas contro il Regno Unito nel 1982, il cui esito negativo accelerer\u00e0 la caduta del regime militare e al ritorno alla democrazia con l&#8217;insediamento del presidente eletto Ra\u00fal\u00a0 Alfonsin il 10 dicembre del 1983.<\/p>\n<p>Incontro con Sergio Ferrari: la testimonianza di un ex detenuto politico<\/p>\n<p>Sergio Ferrari, ex prigioniero politico detenuto nel carcere di massima sicurezza di Coronda, che si trova a 500 Km ad est di Buenos Aires, racconta, nel libro scritto insieme ad altri suoi compagni di sventura \u201cGrand hotel Coronda\u201d delle condizioni disumane in cui hanno vissuto e dell\u2019opera di annientamento psicologico che hanno subito durante gli anni di prigionia.<\/p>\n<p>Sergio Ferrari venne rinchiuso nel carcere di Coronda all\u2019et\u00e0 di 20 anni dove ha vissuto tantissimi anni sotto la dittatura militare per questo quando parla ai giovani che sono l\u2019unica forza in grado di risollevare la crisi economica, sociale e climatica del nostro pianeta, pensa che quando lui aveva la loro et\u00e0, a differenza loro, non era libero n\u00e9 di esprimersi n\u00e9 di agire.<\/p>\n<p>In carcere, infatti, oltre a subire torture fisiche gli veniva impedito di parlare, di scrivere, di leggere, di interagire con gli altri. Le visite dei familiari avvenivano ogni 45 giorni e duravano soltanto 15 minuti senza contatto diretto e comunicando attraverso un tubo.<\/p>\n<p>Nel libro vi \u00e8 la testimonianza di come chi \u00e8 uscito vivo dal carcere abbia fatto a sopravvivere. La prima sfida era riuscire a comunicare con gli altri. Attraverso uno strumento chiamato \u201cEl Periscopio\u201d i detenuti controllavano i movimenti delle guardie e, quando nessuna di queste era nel corridoio del padiglione, cominciavano a parlare tra loro dalle finestre. Per questo motivo le finestre vennero chiuse e i detenuti misero in atto altre strategie per comunicare: o parlavano tra loro tramite il tubo del lavabo oppure picchiettavano sul muro con l\u2019alfabeto Morse.<\/p>\n<p>I carcerieri-aguzzini giurarono a Sergio ed ai suoi compagni che sarebbero usciti dal carcere \u201co pazzi o morti\u201d invece ne sono usciti vivi e lucidi tanto da raccontare al mondo tutto quello che di pi\u00f9 disumano e umiliante hanno subito. Chi li ha tenuti prigionieri ha tentato di annientarli fisicamente e psicologicamente ma evidentemente non c\u2019\u00e8 riuscito.<\/p>\n<p>A distanza di 45 anni, Sergio sente ancora i compagni di sventura come fossero suoi fratelli; hanno scritto il libro tutti insieme e tutti insieme hanno deciso di tradurlo anche in italiano perch\u00e9 questo libro contiene e trasmette valori universali da condividere con tutti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il libro &#8220;Grand hotel Coronda&#8221;. Racconti di prigionieri politici sotto la dittatura argentina 1974-79 del Collettivo &#8221; El periscopio&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8220;<em>Coloro che hanno preso la decisione di torturare gli uomini, di condurli sino alla follia e assassinarli non saranno mai coloro che scriveranno l&#8217;ultima pagina della storia. I ricordi sovversivi dei sopravvissuti di Coronda denunciano i loro torturatori. Gli ex prigionieri hanno ottenuto giustizia e i criminali sono stati condannati. Inizia, cos\u00ec, una nuova pagina: che non trionfi mai l&#8217;oblio, che non si ripetano pi\u00f9 gli atti disumani che sono stati commessi in quell&#8217;orribile carcere argentino. Grand Hotel Coronda, un libro indispensabile<\/em>.&#8221; (Leonardo Boff, teologo)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8220;<em>Questa testimonianza dei prigionieri di Coronda \u00e8 un nuovo contributo al riscatto della memoria collettiva, che respira nascosta sotto l&#8217;amnesia imposta<\/em>.&#8221; (Eduardo Galeano, giornalista e scrittore)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8220;<em>Questo libro rappresenta un atto di grande generosit\u00e0. La generosit\u00e0 della memoria che non \u00e8 mai un dovere, specie per chi ha attraversato i territori pi\u00f9 estremi del dolore, ma una scelta, un cammino, un dono<\/em>.&#8221; (Don Luigi Ciotti, presidente di <em>Associazione Libera<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8220;<em>Non ci sentiamo vittime della nostra storia. Siamo stati e continuiamo ad essere attori sociali che desiderano cambiamenti strutturali, da costruire con la gioia della consapevolezza umana. Ed \u00e8 per questo che, sebbene alcune di queste pagine riflettano sofferenze molto profonde e assenze insostituibili, l&#8217;umorismo, come appare nella maggior parte del racconto, \u00e8 sempre stato un&#8217;arma letale contro i nostri carnefici<\/em>.&#8221; (Gli Autori, <em>Collettivo El Periscopio<\/em>)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Emiliano Barsotti\u00a0 (classe 5A AFM &#8211; ITE) &#8211;\u00a0Asia Baci (classe 3A Turistico)<\/p>\n<p>Attivit\u00e0 del corso di Geopolitica e analisi dei conflitti internazionali<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le strategia di sopravvivenza umana e di resistenza politica dei detenuti politici nelle carceri speciali argentine esprimono valori universali da condividere con tutti A partire dal 1974, prima che prendesse corpo la dittatura militare salita al potere con il colpo di stato del 24 marzo 1976, e fino al 1979 in una delle carceri di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6898,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[3,32],"tags":[],"class_list":{"0":"post-6905","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-in-primo-piano","8":"category-contemporaneamente","9":"entry"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6905","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6905"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6905\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6906,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6905\/revisions\/6906"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6898"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}