{"id":6613,"date":"2022-10-23T09:48:01","date_gmt":"2022-10-23T09:48:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=6613"},"modified":"2022-10-23T09:51:37","modified_gmt":"2022-10-23T09:51:37","slug":"guerre-e-genocidi-nel-xx-e-xxi-secolo-guerra-assoluta-e-guerra-totale-prof-baldissara","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=6613","title":{"rendered":"Guerre e genocidi nel XX e XXI secolo &#8211; Guerra assoluta e guerra totale (prof. Baldissara)"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019Istituto storico della Resistenza e dell\u2019Et\u00e0 contemporanea di Lucca ha organizzato un ciclo di lezioni sul tema <a href=\"https:\/\/www.isreclucca.it\/guerre-e-genocidi-nel-xx-e-xxi-secolo\/\">Guerre e genocidi nel\u00a0XX e XXI secolo<\/a>.<\/p>\n<p>La prima lezione \u00e8 stata tenuta da Luca Baldissara, Professore associato di Storia contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Questo il titolo:\u00a0<em>Guerra assoluta e guerra totale<\/em>. Genealogia della guerra del &#8216;900.<\/p>\n<p>Dal nostro corrispondente: Alessandro Ghelardi 4B Liceo Classico Galilei di Pisa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Oggi giorno si sente spesso parlare della guerra in Ucraina o della guerra tra Taiwan e Cina, o ancora, del regime instauratosi in Afghanistan. Tuttavia anche se queste tre notizie hanno occupato le prime pagine dei giornali per settimane non significa che siano gli unici conflitti attivi.<\/p>\n<p>Dal 1909 sono state combattute circa 700 guerre, 54 solo nel 2019.<\/p>\n<p>Se questi numeri vi sembrano alti \u00e8 perch\u00e9 con &#8220;guerra&#8221; avete in mente una battaglia tra due eserciti con armi, aerei e carri armati o la guerra di trincea come nelle guerre mondiali, ma quello \u00e8 un modello di guerra westfaliano che comprende solo Stato e Stato.<\/p>\n<p>Oggigiorno la guerra non \u00e8 solo quella combattuta al fronte esterno ma anche quella dei contractor e quella del fronte interno. Tutti combattono ovunque; persino le armi con cui si combatte sono cambiate: non pi\u00f9 solo fucili ma anche camion bomba e aerei di linea; tutto pu\u00f2 essere un&#8217;arma e tutti possono dichiarare guerra, non esiste pi\u00f9 uno <em>ius ad bellum<\/em> secondo il quale solo lo Stato pu\u00f2 dichiarare guerra e la guerra odierna (dal 1990 in poi) appare sempre pi\u00f9 vicina a una guerra di religione che, come afferma Munchler, non porta a nessun progresso e ha assunto anche il volto di un conflitto privato.<\/p>\n<p>Smith, comandante NATO, ha affermato che si \u00e8 avuto un vero e proprio cambio di paradigma della guerra per vari motivi: perch\u00e9 le guerre contemporanee sono asimmetriche; per il facile accesso agli armamenti e il mutamento anche del concetto stesso di arma (anche un aereo, come nel caso delle Torri gemelle o un camion in strada pu\u00f2 essere usato come arma, ad es. negli attentati esplosivi); perch\u00e9 il campo di battaglia \u00e8 diventato \u201ceverywhere\u201d e non sono pi\u00f9 coinvolti solo i militari ma \u201call the people\u201d e, infine, perch\u00e9 il terrore diventa un fattore fondamentale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche, come sostiene Thomas Cherly, la guerra diplomatica, una guerra che pu\u00f2 portare a risultati molto pi\u00f9 concreti e catastrofici di una guerra militare. Questa tipologia \u00e8 quasi sempre accompagnata da altri tipi di guerre come quella mediatica, quella coloniale, quella civile.<\/p>\n<p>La guerra civile non \u00e8 nemmeno combattuta tra Stati perch\u00e9 \u00e8 interna eppure \u00e8 comunque considerabile una guerra; basti pensare alla Rivoluzione Francese dove tutto il popolo si \u00e8 mobilitato negli interessi del proprio Stato, come ci dice Von Clausewitz, generale dell\u2019esercito prussiano, famoso per avere scritto il trattato <em>Vom Kriege<\/em>, pubblicato nel 1832: &#8220;la guerra \u00e8 diventata questione dei cittadini quando tutti i cittadini si sono sentiti chiamati e senza vincoli&#8221;. Il generale affermava che non \u00e8 possibile concepire un progetto bellico se non sussiste una comunit\u00e0 politica, che lo decida: \u201cla guerra \u00e8 la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non \u00e8, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico\u201d.<\/p>\n<p>Anche la guerriglia fatta dai franchi tiratori durante la guerra franco-prussiana rivoluziona la concezione guerra che non \u00e8 pi\u00f9 tra due Stati ma tra due nazioni; i civili stessi sono chiamati alla guerra e armati per difendere gli spazi civili diventati ormai un bersaglio soprattutto dal 1900 in poi quando la guerra di popolo diventa guerra al popolo. A tale scopo diventa fondamentale il sostegno dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>Engels, in un suo saggio del 1891, aveva la guerra \u201ctotale\u201d. Individuava un punto di svolta ben preciso: la Rivoluzione Francese, perch\u00e9 tutti sono chiamati a combattere, perch\u00e9 la guerra \u00e8 dell\u2019intera nazione. La rivoluzione francese, pur non essendo la migliore espressione di questo concetto, sicuramente rimane un importante punto di svolta nella percezione che abbiamo della guerra. Engels individua la prima guerra totale nelle guerre napoleoniche, non solo perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 il coinvolgimento dell&#8217;intera nazione ma anche per lo scopo. Le guerre napoleoniche sono l&#8217;apice della perfezione nell&#8217;arte della guerra: non basta vincere ma bisogna raggiungere la totale distruzione del nemico, cosa precedentemente fatta solo dai Romani nelle guerre puniche. Quelle napoleoniche hanno portato inoltre all\u2019esternalizzazione della guerra civile.<\/p>\n<p>Sempre Clausewitz affermava: &#8220;la guerra \u00e8 come un cavallo, la puoi preparare ma una volta partita non la puoi fermare&#8221;; un paragone semplice ma che fa capire quanto incontrollabile e violenta sia la guerra. Anche se fosse pianificata per anni, una volta partita, l&#8217;esito \u00e8 imprevedibile e sempre disastroso.\u00a0<\/p>\n<p>Queste affermazioni ci dovrebbero far pensare a un preciso conflitto nel quale tutte queste modalit\u00e0 furono presenti: la seconda guerra mondiale, poich\u00e9 fu la somma di tutte le forme di guerra precedenti, quindi la pi\u00f9 \u201ctotale\u201d e la pi\u00f9 efferata e distruttiva. I continui bombardamenti sui centri abitati per sfiancare il fronte interno e con esso quello esterno, la guerra mediatica e le informazioni false divulgate alla popolazione tedesca dai Nazisti, la guerriglia fatta dai partigiani, comuni cittadini che non vollero piegarsi ai due regimi: la Seconda Guerra Mondiale \u00e8 stata tutto questo. Possiamo individuare nelle guerre naziste la stessa caratteristica presente nelle guerre napoleoniche ma con un ulteriore aspetto: tutto il popolo tedesco aveva un collante ideologico a proprio supporto.<\/p>\n<p>A conclusione della sua lezione il prof. Baldissara riprende quanto scritto in un saggio del 2004, scritto insieme al prof. Paolo Pezzino: \u201cL&#8217;avvento della guerra totale nel ventesimo secolo ha vanificato tutti gli sforzi compiuti nel secolo precedente di &#8220;civilizzare&#8221; la guerra (codificandone le forme legittime per proteggere le popolazioni civili, soccorrere i feriti, tenere sotto controllo i prigionieri&#8230;). Con la Seconda Guerra Mondiale la violenza \u00e8 aumentata in maniera esponenziale, con la messa a punto di tecniche di distruzione di massa che hanno reso ancor pi\u00f9 insensibili e spietati i carnefici, trasformando i civili in masse anonime di vittime\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Istituto storico della Resistenza e dell\u2019Et\u00e0 contemporanea di Lucca ha organizzato un ciclo di lezioni sul tema Guerre e genocidi nel\u00a0XX e XXI secolo. La prima lezione \u00e8 stata tenuta da Luca Baldissara, Professore associato di Storia contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Questo il titolo:\u00a0Guerra assoluta e guerra totale. Genealogia della guerra del &#8216;900. 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