{"id":6558,"date":"2022-05-15T16:22:04","date_gmt":"2022-05-15T16:22:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=6558"},"modified":"2022-05-15T16:33:07","modified_gmt":"2022-05-15T16:33:07","slug":"cosa-si-celebra-il-25-aprile","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=6558","title":{"rendered":"Cosa si celebra il 25 Aprile?"},"content":{"rendered":"\n<p>In occasione della Festa della Liberazione, nell\u2019ambito del progetto \u201ccalendario civile\u201d curato dalla Professoressa Nencioni, l\u2019Istituto Galilei-Pacinotti ha organizzato una conferenza dal titolo \u201cCosa si celebra il 25 Aprile?\u201d, tenuta dal Professor Paolo Pezzino, il 28 aprile, nella nostra aula magna ed \u00e8 stata seguita (per 5 classi in presenza, per le altre on line) dalle classi terze e seconde del liceo Classico.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Pezzino, gi\u00e0 Professore ordinario di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Pisa, \u00e8 attualmente Presidente dell\u2019Istituto nazionale Ferruccio Parri -rete degli istituti storici della Resistenza e dell\u2019et\u00e0 contemporanea- ha iniziato la sua lectio con un interessante e ben approfondito excursus storico riguardo all\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia nel Giugno del 1940 a fianco della Germania nazista e sugli avvenimenti seguenti, per poter meglio contestualizzare la nascita della Resistenza italiana. Il professor Pezzino si \u00e8 soffermato soprattutto sulla spaccatura creatasi nell\u2019esercito italiano dopo l\u2019armistizio di Cassibile del 8 Settembre 1943, quando l\u2019allora Regno d\u2019Italia accord\u00f2 la resa incondizionata agli Alleati, voltando le spalle alla Germania di Adolf Hitler, che invase l\u2019Italia e costrinse i soldati italiani all\u2019estero a una scelta difficile: combattere a fianco dei nazisti per la neonata Repubblica sociale italiana, come alleati fantocci, o venire arrestati come traditori e deportati nei campi di concentramento. Degli 800.000 soldati italiani all\u2019estero ben 650.000 scelsero coraggiosamente di non sottomettersi al potere nazista, venendo deportati nei campi di prigionia e rappresentando una prima importante forma di Resistenza non armata. Nel frattempo gi\u00e0 dall\u2019inverno del 1943 in molte citt\u00e0 italiane occupate, nascono i primi gruppi di Resistenza armata, coordinati dal neonato Comitato di Liberazione Nazionale, contro i tedeschi invasori e i fascisti repubblicani, con i quali verr\u00e0 a formarsi una vera e propria guerra civile. Questa prima Resistenza armata agisce attraverso attentati, dei quali \u00e8 stato citato il pi\u00f9 famoso in via Rasella a Roma, e svolger\u00e0 un importante ruolo d\u2019appoggio agli Alleati, gi\u00e0 sbarcati in Sicilia. Il conflitto continua e d\u00e0 i suoi frutti, tanto che nel Giugno del 1944 gli Alleati liberano Roma e i nazisti si ritirano presso la linea gotica, ancora in costruzione. Cos\u00ec il generale delle truppe alleate, Harold Alexander, rivolge un messaggio importante ai partigiani italiani: mentendo sull\u2019imminente liberazione della penisola italiana, poich\u00e9 l\u2019interesse degli Alleati era passato sul fronte della Francia meridionale, invita i patrioti italiani a un\u2019insurrezione generale per mettere in seria difficolt\u00e0 i tedeschi, che adesso si ritrovano a dover combattere su due fronti. Da qui la Germania nazista decide di applicare una politica di assoluto stampo terroristico nei confronti dei civili italiani, presunti complici della Resistenza, per poter limitare l\u2019azione dei partigiani. La sedicesima divisione delle SS si dedic\u00f2 a questo sanguinario compito commettendo atroci stragi di civili, come quella di Sant\u2019Anna di Stazzema, di Montesole (pi\u00f9 nota come Marzabotto), Vinca, il Padule di Fucecchio e molte altre (per documentarsi \u00e8 on line l\u2019atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia), e riuscendo a mettere in seria difficolt\u00e0 i gruppi di Resistenza armata che si ritrovano senza cibo e senza informazioni. Dopo l\u2019estate del 1944 per\u00f2 le operazioni militari si fermano, a causa del fallimentare tentativo da parte degli Alleati di sfondare la linea gotica. Dopo un lungo e duro inverno, la situazione cambia poi nel Marzo del 1945 con la ricostituzione delle formazioni di Resistenza armata e la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale per l\u2019Alta Italia, che gestisce le operazioni militari nel Nord-Italia, tramite la direzione organizzativa di Ferruccio Parri e Luigi Longo. Venendo mobilitate tutte le formazioni partigiane, a cui viene detto di occupare le citt\u00e0 prima dell\u2019arrivo degli Alleati per marcare l\u2019importanza della Resistenza armata nella liberazione dell\u2019Italia, i nazisti sono in fuga e si danno alla ritirata. S\u2019arriva dunque al 25 Aprile 1945 quando tramite un radio messaggio Sandro Pertini, partigiano e futuro Presidente della Repubblica italiana, per conto del Comitato di Liberazione Nazionale per l\u2019Alta Italia, riferir\u00e0 dello sciopero generale per celebrare la liberazione dal nazismo e per mobilitare tutte le formazioni partigiane, che ormai contavano ben 200.000 membri, a scendere in piazza nelle varie citt\u00e0 italiane. La guerra in Italia ufficialmente finir\u00e0 il 29 Aprile del 1945 e in Europa il 7 Maggio 1945, ma per l\u2019Italia il 25 Aprile rimane la data in cui avviene l\u2019insurrezione generale delle formazioni partigiane, simbolo di una Resistenza tenace, di cui \u00e8 necessario ed educativo mantenere la memoria.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In seguito all\u2019intervento del professor Pezzino, gli studenti presenti hanno avuto la possibilit\u00e0 di fare delle domande.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 giusto paragonare la Resistenza del popolo italiano con quella degli ucraini che sta avvenendo oggi? <\/strong>\u201cDa un punto di vista strettamente storiografico il paragone \u00e8 inesatto, poich\u00e9 quella italiana \u00e8 una resistenza di civili irregolari, mentre quella ucraina \u00e8 la resistenza di uno Stato. Nel momento in cui si viene attaccati, o si \u201cporge l\u2019altra guancia\u201d, come pacifismo vuole, oppure si reagisce con la forza. Citando la canzone \u201cBella ciao\u201d, hanno trovato gli invasori, quindi dal mio punto di vista gli ucraini hanno tutto il diritto di difendersi e di ricevere appoggio militare da parte di chi li sostiene. Anche un\u2019icona della resistenza italiana come Liliana Segre si \u00e8 espressa a favore della spedizione di armi in Ucraina, poich\u00e9 altrimenti la guerra finirebbe con la conquista e la conseguente scomparsa di uno stato. Dunque, anche se di tipo diverso, sono entrambe definibili come Resistenza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Con la formazione della Repubblica votarono per la prima volta anche le donne. Cosa fece s\u00ec che fosse possibile, considerando l\u2019idea di donna che il fascismo aveva inculcato nelle menti degli italiani? <\/strong>\u201cRicordiamo intanto che l\u2019Italia \u00e8 uno degli ultimi paesi che concede il suffragio alle donne. Nel fascismo la donna aveva un ruolo subalterno, mentre nel movimento della Resistenza c\u2019erano vari progetti per democratizzare l\u2019Italia e da questi non si poteva escludere il diritto di voto per tutti. Soprattutto perch\u00e9 le donne avevano avuto un ruolo molto importante durante la guerra, sostituendo nel lavoro gli uomini chiamati alle armi e durante la Resistenza erano spesso loro a prendersi il compito di fare le staffette, che era molto rischioso, ed erano loro a procurare i viveri per combattenti in prima linea. Per uno Stato che voleva rinascere democratico sarebbe quindi stato impossibile escludere le donne dalla vita pubblica.\u201d<\/p>\n<p><strong>Noi sappiamo che la Resistenza \u00e8 stata una guerra contro un esercito occupante, ma ha avuto anche un carattere di guerra civile. Non sarebbe stato possibile effettuare azioni di Resistenza anche prima dell\u2019armistizio nel \u201843? <\/strong>\u201cC\u2019\u00e8 sempre stata una corrente antifascitsta durante la dittatura, ma a causa del pugno di ferro contro gli oppositori \u00e8 sempre stata molto debole. Prima dell\u20198 Settembre c\u2019era stata una manifestazione di antifascismo nella guerra di Spagna, poich\u00e9 mentre Hitler e Mussolini aiutavano Franco nel colpo di stato, si erano creati movimenti a favore del governo legittimo, anche attraverso le Brigate internazionali. Se non ci fosse stata per\u00f2 la disfatta provocata dalle sconfitte dell\u2019esercito italiano, difficilmente gli antifascisti sarebbero riusciti ad abbattere Mussolini. Per cui no, senza la guerra non sarebbe stato possibile, ma comunque la storia non si fa con i se e con i ma.\u201d<\/p>\n<p><strong>Tante persone si esprimono contro ci\u00f2 che il 25 Aprile rappresenta. Com\u2019\u00e8 possibile che ci siano, dopo 80 anni, persone che non lo sentono proprio, mettendo da parte gli schieramenti politici in nome di un nemico comune, cio\u00e8 il fascismo? E com\u2019\u00e8 possibile che, ancora oggi, i giovani si siano avvicinati e continuino ad avvicinarsi alle ideologie fasciste? <\/strong>\u201cIl fascismo non esiste pi\u00f9 in Italia dal \u201845, ma i fascisti ci sono sempre e non sono pochi. Nell\u2019Italia del dopoguerra c\u2019era il Movimento Sociale Italiano, formato dai reduci della Repubblica Sociale Italiana, guidato da Almirante. Dopo la guerra il mondo si \u00e8 diviso in blocchi, e l\u2019anti-comunismo \u00e8 diventato il collante del blocco occidentale mettendo in secondo piano l\u2019antifascismo, dandone anche un\u2019idea sbagliata come se fosse qualcosa che avevano portato avanti solo i comunisti. Ma all\u2019interno di una divisione in blocchi, i moderati hanno rinunciato a rivendicare la propria presenza negli atti di Resistenza, facendone passare un\u2019immagine talvolta sbagliata. Negli anni \u201860 si \u00e8 andati oltre questa idea, ma oggi una serie di forze non si dichiarano apertamente fasciste, mantenendo una certa ambiguit\u00e0 e portando avanti battaglie su basi ideologiche fasciste, come un profondo nazionalismo. Tutto questo fa s\u00ec che ancora oggi, purtroppo, il 25 Aprile sia una festa divisoria\u201d<\/p>\n<p><strong>Ha senso fare un paragone con il conflitto tra Israele e Palestina e se ce l\u2019ha, perch\u00e9 non ha una grande attenzione mediatica?\u201d <\/strong>\u201cQuesto conflitto \u00e8 una delle conseguenze delle seconda guerra mondiale, poich\u00e9 in seguito all\u2019Olocausto si decise di dare agli Ebrei uno Stato, quella che sentivano \u201cla terra promessa\u201d e lo Stato fu individuato nei territori della Palestina, occupati sia da palestinesi che israeliani. I paesi arabi non hanno per\u00f2 accettato questa scelta e riconosciuto il diritto di esistenza ad Israele. Rispetto a questo, Israele ha iniziato ad attuare una politica di discriminazione anche violenta nei confronti dei palestinesi e un vero e proprio conflitto armato. Sono entrati quindi in conflitto due radicalismi, uno religioso e l\u2019altro territoriale, prevalendo i partiti politici di destra. Il conflitto israeliano-palestinese ha la stessa risonanza della attuale guerra in Ucraina perch\u00e9 \u00e8 difficile individuare un \u201cgiusto\u201d e un aggressore, dato lo scontro tra due radicalismi che escludono una qualsiasi opzione di pace.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Riteniamo che la conferenza sia stata davvero interessante, perch\u00e9 ci ha fatto luce su eventi del nostro passato che sono alla base della nostra Repubblica e della democrazia. L\u2019incontro \u00e8 stato anche un\u2019importante lezione di educazione civica e ha portato a spunti di riflessione sulla attualit\u00e0. Stimolare il pensiero critico, ampliare le conoscenze, interrogarsi su ci\u00f2 che accade intorno a noi deve assolutamente essere compito della scuola!<\/p>\n<p>L. Poderico &#8211; R. Cerri (classe IIA &#8211; liceo classico)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della Festa della Liberazione, nell\u2019ambito del progetto \u201ccalendario civile\u201d curato dalla Professoressa Nencioni, l\u2019Istituto Galilei-Pacinotti ha organizzato una conferenza dal titolo \u201cCosa si celebra il 25 Aprile?\u201d, tenuta dal Professor Paolo Pezzino, il 28 aprile, nella nostra aula magna ed \u00e8 stata seguita (per 5 classi in presenza, per le altre on line) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6559,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":{"0":"post-6558","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-visto-letto-sentito","8":"entry"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6558"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6558\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6561,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6558\/revisions\/6561"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6559"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}