{"id":5294,"date":"2022-04-18T13:39:39","date_gmt":"2022-04-18T13:39:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=5294"},"modified":"2022-04-18T13:39:41","modified_gmt":"2022-04-18T13:39:41","slug":"la-crisi-dei-microchip","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=5294","title":{"rendered":"La crisi dei microchip"},"content":{"rendered":"\n<p>Quasi tutto ci\u00f2 su cui si basa la societ\u00e0 moderna ha, alle fondamenta, i chip. Il nostro mondo \u00e8 dipendente da essi: i chip ci circondano e li usiamo ogni giorno; sono dappertutto, dalle lavatrici ai telefoni, dalle automobili ai frigoriferi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/CSG0wEN1NdkIEQMP6OcXhTh11rzeKwe8lYjKyuDWwZLyztYjat-Ic4SYk01bfUguVQrIxnHQqfmyj--a7zPDBTGqRlNfL8hwdUDG84Dhi8PKiPak7BNKTpdq7WGVX9ofE_0gzuRZ\" alt=\"\u0116 record anche per i wafer di silicio - Elettronica In\"\/><figcaption><em>Nella foto un \u201cWafer\u201d la fetta di materiale semiconduttore su cui vengono costruiti i chip<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa dipendenza ha fatto emergere tutti i suoi lati negativi con la pandemia, quando tutto il mondo si \u00e8 dovuto spostare online, e l\u2019industria, satura di ordini, insieme al resto della catena di distribuzione, non \u00e8 riuscita a tenere il passo con la domanda.<\/p>\n\n\n\n<p>La carenza di chip \u00e8 iniziata quasi con gli stessi tempi della diffusione del Covid-19, e si \u00e8 fatta sentire con il lockdown totale in Cina, la fabbrica del mondo. Con la chiusura delle fabbriche, la produzione si \u00e8 fermata e, contemporaneamente, la richiesta di beni \u00e8 aumentata esponenzialmente, portando i prodotti a prezzi pi\u00f9 elevati. Tuttavia con la successiva apertura delle fabbriche la situazione non \u00e8 migliorata, a causa degli ordini arretrati e del nuovo stile di vita, conseguenza della pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p>Molte industrie sono rimaste colpite; tra queste certamente le principali sono state quelle nel settore dell&#8217;elettronica (TSMC, Samsung, Intel, AMD, Qualcomm, etc.) e automobilistiche (GM, Ford). Proprio quest\u2019ultima categoria, a causa della sempre pi\u00f9 dipendenza da semiconduttori, ha avuto una grande perdita nella produzione, tanto da essere considerata l\u2019industria pi\u00f9 danneggiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u201ccarenza\u201d si \u00e8 trasformata poi in una vera e propria \u201c<em>crisi<\/em>\u201d, come dice il Guardian, poich\u00e9 passata da un semplice ritardo nella produzione a una scarsit\u00e0 di chip di cui si prospetta la durata fino al 2022, e secondo alcuni anche di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019industria elettronica \u00e8 rimasta fortemente colpita. Solo per fare un esempio, Apple, un colosso da 274,5 miliardi di dollari in fatturato nel solo 2020, ha dovuto ritardare il lancio dell\u2019iPhone di ben 2 mesi; pure Samsung, che produce 56 miliardi di dollari di semiconduttori, secondo fonti ha spostato la data di lancio di uno dei suoi prodotti.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se le aziende dell\u2019elettronica danneggiate da questa scarsit\u00e0 sono molte, non di meno lo sono i consumatori che, volendo comprare i nuovi prodotti, si sono trovati a mani vuote e a scegliere se aspettare o acquistare al doppio del prezzo da un rivenditore online.\u00a0Di fronte a quanto accaduto il CEO di AMD Lisa Su, azienda che produce processori per PC e per le console di Sony e Microsoft, ha dichiarato: \u201c<em>L\u2019industria ha bisogno di aumentare la capacit\u00e0 globale<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia la carenza non riguarda solo le \u201cbig\u201d dell\u2019elettronica con i chip di ultima generazione; questa penuria ha infatti colpito ancora di pi\u00f9 un altro settore, quello automobilistico. L\u2019industria automobilistica compra all\u2019incirca 37 miliardi di dollari di chip, una cifra impressionante per delle aziende che a prima vista hanno ben poco a che fare con l\u2019elettronica. Ma, nonostante questa possa sembrare una cifra enorme, in realt\u00e0 non lo \u00e8. Si prenda TSMC come esempio, la pi\u00f9 grande azienda di semiconduttori al mondo con fatturato di 48 miliardi di dollari: se da una parte TSMC vende solamente il 3% dei suoi prodotti finali all\u2019industria automobilistica, dall\u2019altra ne vende oltre il 48% alle \u201cbig\u201d dell\u2019elettronica. <\/p>\n\n\n\n<p>La mancanza di semiconduttori per i veicoli \u00e8 quindi data principalmente dal profitto e dalla loro \u201cpoca presenza\u201d, ovviamente in termini relativi, sul mercato. Neil Campling, analista alla Mirabaud, lo ha spiegato chiaramente al Guardian: \u201c<em>Le pi\u00f9 colpite sono state le auto perch\u00e9 erano le ultime alla festa; se Apple sta spendendo 56 miliardi di dollari all\u2019anno e sta crescendo, a chi daresti le scorte?<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo problema \u201cautomobilistico\u201d \u00e8 frutto del nostro tempo, si potrebbe dire, poich\u00e9 anche le vetture ormai stanno sempre pi\u00f9 diventando elettronicamente avanzate, richiedendo sempre pi\u00f9 semiconduttori per funzionare. Su questo argomento l\u2019analista Gaurav Gupta ha detto a CNBC: \u201c<em>Il problema \u00e8 che se manca anche un solo chip da 10 centesimi, non puoi vendere la tua macchina da 30,000 dollari<\/em>\u201d. A causa di ci\u00f2 aziende di grosso calibro come General Motors, Ford e Fiat Chrysler hanno tagliato la produzione a diversi impianti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/Kh485A4DbBHKBZGL2B9pgiqsoztXegRkF7M9-sjEEMSO5LwU7EafIDpsFNrZaUEcP6c_qfNEgobUhIOoD6aSu7oEGC1WhKubdV60qTR1TeVBxAzQiSfC0UiolKLpBFIwiO_FE6ic\" alt=\"How idled car factories supercharged a push for U.S. chip subsidies - Solar  Cars News\" width=\"800\" height=\"450\"\/><figcaption><em> In foto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden con in mano un microchip<\/em> <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa crisi, la prima del suo genere nella storia, ha danneggiato i mercati e alzato i prezzi in modo considerevole, tanto che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, per fronteggiare la situazione, ha firmato un decreto il 24 febbraio 2021 in cui aggiungeva 2 miliardi di dollari per riportare la produzione di semiconduttori in America sotto il suo piano infrastrutturale da 2 trilioni di dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>Niccol\u00f2 Ranalli (classe IB &#8211; Liceo Classico) <\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi tutto ci\u00f2 su cui si basa la societ\u00e0 moderna ha, alle fondamenta, i chip. 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