{"id":5154,"date":"2022-02-08T17:22:52","date_gmt":"2022-02-08T17:22:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=5154"},"modified":"2022-02-08T17:23:40","modified_gmt":"2022-02-08T17:23:40","slug":"la-morte-della-lingua-come-e-perche-non-parleremo-mai-inclusivo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=5154","title":{"rendered":"La morte della lingua, come e perch\u00e9 non parleremo mai inclusivo."},"content":{"rendered":"\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel corso degli ultimi anni si sono fatti avanti nella nostra societ\u00e0 sempre pi\u00f9 personalit\u00e0 portatrici di un messaggio di rinnovamento. Uno degli argomenti pi\u00f9 discussi \u00e8 proprio la lingua: soprattutto fra i giovani, infatti, vengono spesso utilizzati simboli estranei alla nostra grammatica, come asterischi, chiocciole e in particolare la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">schwa <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u0259).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il ricorso all&#8217;uso della <em>schwa<\/em> \u00e8 dovuto al pensiero secondo cui la nostra lingua viene considerata inadatta e a tratti discriminatoria. Due sono le colpe di cui essa si macchia: la prima \u00e8 l\u2019utilizzo del cosiddetto maschile sovraesteso, detto anche generalizzato in quanto usato in caso di moltitudini miste. Basta che un solo uomo sia presente in un gruppo numeroso per declinare il plurale al maschile. L\u2019accusa mossa riguarda dunque la trascuratezza del genere femminile; il \u201cbuongiorno a tutti\u201d viene considerato da alcuni come maschilista, perch\u00e9 non inclusivo, un retaggio patriarcale che sempre di pi\u00f9 continua a sotterrare gli appena conquistati diritti delle donne. La soluzione pi\u00f9 plausibile a cui si potrebbe giungere potrebbe essere un \u201cbuongiorno a tutti e a tutte\u201d. Tuttavia, ci\u00f2 che viene definito un retaggio patriarcale e maschilista \u00e8 dovuto all\u2019economia della lingua, tesa a evitare un inutile dispendio di parole e a rendere pi\u00f9 semplice e immediata la comprensione. Gli italiani hanno infatti sempre prediletto la prima alternativa, semplicemente perch\u00e9 pi\u00f9 immediata e non per maschilismo o cattiveria, anche se questo non esclude certamente l\u2019uso di entrambi i generi nella medesima frase.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La seconda colpa attribuita alla lingua italiana \u00e8 legata ai generi che, come sappiamo, sono due: il maschile e il femminile. Tali generi incontrano alcune difficolt\u00e0 nell&#8217;essere usati in relazione ad alcuni casi specifici; se nel gruppo a cui viene rivolto il \u201cbuongiorno a tutti e a tutte\u201d c\u2019\u00e8 almeno una persona che non si sente di appartenere n\u00e9 all\u2019uno n\u00e9 all\u2019altro genere, sorge poi un altro problema.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per poter proseguire nel discorso \u00e8 per\u00f2 necessario fare chiarezza. Esistono solo due sessi biologici: maschile e femminile. A questo si aggiunge il genere, che \u00e8 nettamente differente poich\u00e9 riguarda il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">sentirsi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> maschio o femmina. Chiunque si indentifichi nel proprio sesso biologico viene definito <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">cisgender; <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">al contrario, chi non si indentifica nel sesso della nascita si definisce <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">transgender; <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">chi poi non si sente n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro viene definito come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">non binario.\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come allora tutelare queste categorie che hanno il desiderio e il diritto di essere rappresentate? Dato che il genere neutro non esiste in italiano, si \u00e8 pensato di introdurlo su modello del latino e del greco; tuttavia, in queste due lingue, l\u2019utilizzo del neutro non viene applicato per evitare una distinzione tra il genere maschile e quello femminile, piuttosto per indicare un qualcosa e non un qualcuno. Una tra le prime proposte avanzate \u00e8 stata quella dell\u2019asterisco, simbolo che proviene dal linguaggio scientifico e informatico, che verrebbe utilizzato per omettere l\u2019ultima lettera di una parola affinch\u00e9 non ne venga indicato il genere. Ovviamente il suo improprio uso \u00e8 subito risultato un fallimento, soprattutto per l&#8217;impossibilit\u00e0 di replicare un suono reale in corrispondenza di quel segno non fonetico. Ecco che quindi davanti alla problematica fonetica insorge l\u2019utilizzo della \u201cU\u201d, aggiunta alla fine della parola per indicare una sottospecie di genere neutro. Questa modifica tuttavia risulterebbe cacofonica e tutt\u2019altro che elegante, perch\u00e9 dobbiamo ricordarci che dopotutto una lingua non \u00e8 solo un complesso di regole e grammatica, ma anche bellezza ed eleganza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ecco allora la <em>schwa<\/em>, simbolo dell\u2019alfabeto fonetico internazionale e spesso corrispondente a una vocale media-centrale; la sua pronuncia corrisponde a un suono vocalico neutro, il cui utilizzo appare sin da subito dubbio perch\u00e9 nella lingua italiana questo segno non esiste. Secondo la Treccani (2011) la <em>schwa<\/em> \u00e8 un \u201ctermine grammaticale ebraico, che pu\u00f2 essere tradotto con \u00abinsignificante\u00bb, \u00abzero\u00bb o \u00abnulla\u00bb\u201d. Non \u00e8 chiarito inoltre se questo sarebbe indicatore solo di un genere non definito oppure includerebbe anche il maschile e il femminile; ovvero, sarebbe pi\u00f9 corretto dire \u201cbuongiorno a tutti, a tutte e a tutt\u0259\u201d come se quest\u2019ultimo fosse riferito solo alle persone non binarie, oppure ritenere \u201cbuongiorno a tutt\u0259\u201d come corretto riferimento verso tutti i generi. Se cos\u00ec fosse, questa scelta risulterebbe discriminatoria per coloro i quali non vorrebbero adottarla, proprio come un cane che si morde la coda. Nonostante questo, la <em>schwa <\/em>resta espressione di un\u2019idea che viene assiduamente portata avanti anche sul modello di alcuni dialetti dello Stivale, come quello napoletano ma lo scopo della <em>schwa<\/em> nei dialetti non \u00e8 mai stato quello di omettere il genere di una parola e probabilmente il suo utilizzo \u00e8 ormai diventato automatico e spontaneo. Ma anche se fosse cos\u00ec, pu\u00f2 davvero un dialetto fare da modello all\u2019intera lingua, come se questa fosse il surrogato di quello e non viceversa?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La volont\u00e0 di includere tutto e tutti \u00e8 qualcosa di impossibile, dal momento che la lingua, e non solo la nostra, \u00e8 uno strumento che ci aiuta a discernere un particolare argomento che \u00e8 reso oggetto di attenzione e a escluderne moltissimi altri. Lingua non \u00e8 sinonimo di inclusivit\u00e0 perch\u00e9 le parole, per definizione, sono strumenti escludenti, che delineano una cosa e ne escludono infinite altre; danno confini, circoscrizioni dentro le quali muoversi. La lingua dunque crea conflitti perch\u00e9 esclude e perch\u00e9 niente di questa \u00e8 inclusivo: la stessa <em>schwa<\/em> esclude tutte le persone che sono contrarie e non vogliono che venga applicato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Purtroppo tutti questi meccanismi fallimentari spesso vengono posti come un\u2019imposizione alla lingua di tutti, non come cambiamento soggettivo, ma come oggettivo, disumanizzando chi effettivamente non crede che includere tutti sia la soluzione migliore anche perch\u00e9, come spiegato, non \u00e8 possibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La vera e unica soluzione a questo problema, o meglio, non problema, \u00e8 quella che si \u00e8 sempre adottata: l\u2019uso del maschile non marcato, detto anche neutro, perch\u00e9, non a caso, include nel proprio significato tanto il genere maschile quanto quello femminile e, come sottolinea la Treccani (2021) in un testo assai esaustivo di cui mi sono servito particolarmente per la stesura di questo articolo, \u00abnon si tratterebbe di una scelta sessista (come viene invece considerata da molte donne), bens\u00ec dell\u2019opzione per una forma \u201cnon marcata\u201d sul piano del genere grammaticale\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ecco allora che cade la maschera del progressismo tossico e del tentativo di conformare tutto ai propri capricci, persino la nostra bellissima lingua, con la banale scusa del \u201ctutto si evolve\u201d. Ovviamente anche la lingua si evolve e lo fa sempre verso un\u2019unica direzione: essere il pi\u00f9 comprensibile possibile e, al contempo, trasmettere la maggior parte delle informazioni, tutto questo usando il minor numero di fonemi e caratteri. \u00c8 chiaro che il neutro forzato della <em>schwa<\/em>, dell&#8217;asterisco, della chiocciola, della \u201cU\u201d e quant\u2019altro, va esattamente nel senso opposto. Si tratta di un tentativo di cambiare la lingua dall\u2019alto, con un\u2019evoluzione piuttosto forzata e meccanica, ma questo non accadrebbe se si conoscesse la storia: non avverr\u00e0 mai un cambiamento radicale nello scritto o nel parlato di un popolo solo perch\u00e9 voluto e imposto da una ristretta cerchia; la lingua infatti non cambia, ma si adegua da sola nel tempo a seconda dei bisogni della popolazione, piegandosi alle esigenze dei parlanti; se cos\u00ec non fosse, sarebbe morta gi\u00e0 da tempo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Samuele Fantozzi (classe IID &#8211; Liceo classico)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso degli ultimi anni si sono fatti avanti nella nostra societ\u00e0 sempre pi\u00f9 personalit\u00e0 portatrici di un messaggio di rinnovamento. 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