{"id":5138,"date":"2022-02-08T14:18:34","date_gmt":"2022-02-08T14:18:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=5138"},"modified":"2022-02-08T14:26:31","modified_gmt":"2022-02-08T14:26:31","slug":"gustav-klimt-secondo-la-mostra-klimt-la-secessione-e-litalia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=5138","title":{"rendered":"GUSTAV KLIMT SECONDO LA MOSTRA \u201cKLIMT. LA SECESSIONE E L\u2019ITALIA\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Gustav Klimt:<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> uno di quei nomi che nell\u2019ultimo secolo di storia \u00e8 riuscito a insinuarsi pi\u00f9 vividamente nell\u2019immaginario collettivo europeo. Klimt \u00e8 figlio della societ\u00e0 viennese della Belle Epoque, vivace e assai dinamica nella sua costituzione prevalentemente borghese, e padre non esclusivo della corrente artistica secessionista. Si muove attorno a figure quali\u00a0 Freud e Loos, nella loro erotizzante visione della vita: \u00e8 impensabile immaginare che il clima culturale della nuova psicanalisi freudiana, del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">Tutta l\u2019arte \u00e8 erotica<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\"> , <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">non lasci la sua fortissima impronta su Klimt, che anzi con le sue opere ne diventa uno dei principali contributori, se non il pi\u00f9 importante.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Klimt nasce il 14 luglio 1862 a Baumgarten, Vienna, da una famiglia di modeste condizioni. Il padre Ernst, immigrato boemo, \u00e8 orafo; della passione della madre Anna, la musica lirica, v\u2019\u00e8 traccia ricorrente nella sua produzione artistica: basti pensare alla<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Musica I e II<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> o al <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Fregio di Beethoven<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Insieme al fratello minore Ernst viene ammesso alla Scuola di Arti Applicate, la Kunstgewerbeschule, ancor prima di aver compiuto quattordici anni. Questo \u00e8 il periodo in cui entra in contatto con l\u2019immaginario\u00a0 classico, ancora cos\u00ec presente nell\u2019arte tradizionale, a cui riserver\u00e0 sempre spazio nelle sue opere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La sua carriera inizia nel 1880, quando, insieme al fratello e all\u2019amico Franz Matsch, riceve l\u2019incarico di affrescare quattro allegorie a Palazzo Sturany e successivamente il soffitto della Kurhaus, a Vienna.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sin dagli esordi, Klimt non accenna a dissimulare una concezione dell\u2019arte ben diversa dalla contemporanea, una concezione che muover\u00e0 la societ\u00e0 perbenista viennese a gridare allo scandalo. Un\u2019interpretazione ben riassumibile per altro nella dichiarazione del padre spirituale della Secessione, Hermann Bahr: \u201cVogliamo dichiarare guerra alla sterile routine, al rigido bizantinismo, a tutte le forme di cattivo gusto. [\u2026] La nostra secessione non \u00e8 una battaglia degli artisti moderni contro i vecchi, bens\u00ec una lotta per affermare la superiorit\u00e0 degli artisti sui mercanti ambulanti che si spacciano per artisti e hanno interesse ad impedire la fioritura dell&#8217;arte.\u201d <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Non deve quindi risultare affatto sorprendente che sia proprio Klimt a realizzare il manifesto per la prima mostra di arte secessionista a Vienna: \u00e8 da questo punto ella storia che si apre la mostra \u201cKlimt. La Secessione e l\u2019Italia\u201d, nata grazie alla collaborazione tra il Belvedere di Vienna, la Klimt Foundation, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e co-prodotta da Arthemisia. Curata da Franz Smola, Maria Vittoria Marini Clarelli e Sandra Tretter, si \u00e8 tenuta dal 27 ottobre 2021 al 27 marzo 2022 a palazzo Braschi, a Roma.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_5141\" aria-describedby=\"caption-attachment-5141\" style=\"width: 193px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5141\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Klimt-1.png\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"273\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5141\" class=\"wp-caption-text\">Manifesto di Klimt per la prima mostra della Secessione nel 1898, Teseo e il Minotauro.<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Entrando nella prima sala espositiva si \u00e8 avvolti dall\u2019atmosfera della frenetica Vienna di inizio 1900: spiccano il manifesto della seconda mostra della Secessione viennese di Olbrich, e naturalmente quello della prima mostra del 1898, di Klimt: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Teseo e il Minotauro<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, dal forte valore simbolico. Il profilo in primo piano di Pallade Atena, simbolo della sapienza divina, apre sullo sfondo alla vista della lotta tra Teseo, incarnazione del nuovo, ed il Minotauro, ovvero il conservatorismo, che viene costretto alla fuga: critica che apre alla genesi di un nuovo tipo di arte, ma che mai dimentica le proprie radici classiche e antiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Nel corso di tutta la mostra, articolata in quattordici sezioni, si \u00e8 accompagnati al fianco di Klimt dalla presenza costante degli altri esponenti di punta della Secessione viennese: da Koloman Moser a Carl Moll, da Schiele a Hoffmann, dal gi\u00e0 menzionato Olbrich a Mackintosh: appare allora in tutta la sua forza e completezza l\u2019atmosfera artistica della Vienna secessionista. La variegatezza nel linguaggio artistico \u00e8 notevole e lascia presagire la fine prossima di un movimento di per s\u00e9 diviso e polimorfo, mentre tra tutte spiccano particolarmente le\u00a0 produzioni klimtiane nelle loro varie fasi, fra cui le pi\u00f9 \u00a0 conosciute: la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Giuditta I<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> o<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Salom\u00e8<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (1901), la ricostruzione digitale dei cosiddetti <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Quadri della facolt\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (Medicina, Giurisprudenza, Filosofia, 1900-7), la ricostruzione del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Fregio di Beethoven<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (1902), per poi giungere al <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Ritratto di Signora<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (1917) e al non finito <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">La Sposa <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(1918), protagoniste rispettivamente delle sezioni sesta, ottava, nona, settima e quattordicesima.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_5142\" aria-describedby=\"caption-attachment-5142\" style=\"width: 279px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5142\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Klimt-2.png\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"193\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5142\" class=\"wp-caption-text\">Fotografia degli artisti parte del movimento secessionista, da dx a sx Anton Stark, Gustav Klimt, Koloman Moser, Adolf B\u00f6hm, Maximilian Lenz, Ernst St\u00f6hr, Wilhelm List, Emil Orlik, Maximilian Kurzweil, Leopold Stolba, Carl Moll e Rudolf Bacher. Vienna 1902.<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Opere che testimoniano la profonda impressione maturata da Klimt durante i viaggi in Italia, meta preferita di un artista che non amava viaggiare. Nel 1899, scenario della passione amorosa verso la figliastra dell\u2019amico Moll, Venezia si aprir\u00e0 per la prima volta al suo sguardo; ma \u00e8 Ravenna, nel 1903, a irretirlo indissolubilmente\u00a0 con i suoi mosaici bizantini: come scrive in una cartolina all\u2019amante Emilie Fl\u00f6ge: \u201c[&#8230;] a Ravenna tante povere cose &#8211; i mosaici di uno splendore inaudito\u201d. E la sua arte esplode, in seguito, nel cosiddetto \u201cPeriodo aureo\u201d, caratterizzato, oltre che dall\u2019uso dell\u2019oro e dalla bidimensionalit\u00e0 spaziale tipici di questo tipo di arte, anche da uno spiccato simbolismo erotico e dalla donna vista come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">femme fatale<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, \u201cnon pi\u00f9 Venere ma Nin\u00ec\u201d<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, non ideale creatura metafisica, ma carnale, simbolo dell\u2019eros e della passione che troneggia sulla tensione puramente intellettuale caratteristica dell\u2019arte classica e della sua Venus pudica. Ma questa fase trova gi\u00e0 espressione ancor prima dell\u2019Italia, nella <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Giuditta I<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> del 1901. Il dipinto ritrae l\u2019eroina biblica Giuditta che tiene in mano la testa del nemico assiro Oloferne: un tema carissimo all\u2019arte di tutti tempi, che trova espressione frequentissima durante il Rinascimento con Donatello, Mantegna, Giorgione, Tiziano, Michelangelo, Caravaggio, Gentileschi, e che proseguir\u00e0 nei lavori di Rubens e molti altri. Giuditta \u00e8 rappresentata nei modi pi\u00f9 svariati e cruenti, ma in nessuna opera arriva a calzare la stessa<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5143 alignright\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Klimt-3-176x300.png\" alt=\"\" width=\"176\" height=\"300\" \/> dimensione di erotica pericolosit\u00e0 che le attribuisce Klimt: la testa di Oloferne passa quasi inosservata, in basso a destra, mentre l\u2019occhio dello spettatore \u00e8 inevitabilmente attratto dall\u2019esplosione di oro e dalla posizione che il corpo protagonista assume nello spazio. Ben poco rimane della tipica raffigurazione tradizionale dell\u2019eroina biblica, che si trasforma invece nella donna moderna, nella femme fatale lontana, nella sua materialit\u00e0, da ogni possibile valore religioso: cos\u00ec indicano l\u2019acconciatura e la collana, di gusto tipicamente viennese. Nella Giuditta, simile indagine si articola nell\u2019analisi del complicato rapporto tra eros e thanatos, tra amore e morte, che sotto la spinta del clima culturale vigente diventa espressione del problematico rapporto tra l\u2019uomo e la donna, nata castratrice e punitrice del peccato. Il periodo aureo, dopo opere come il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Ritratto di Adele Bloch-Bauer<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> del 1907, che nel suo decorativismo ne costituisce l\u2019apice, al pari del famosissimo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Bacio<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (1908), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Bisce d\u2019acqua<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (1908), ed il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Fregio di Beethoven<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> risalente al 1902, culmina nella <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Giuditta II<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">: dopo otto anni, Klimt torna sul soggetto isolandolo quasi nella sua individualit\u00e0, e dando profondo risalto all\u2019immagine femminile nella sua sessualit\u00e0 e fisicit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nell\u2019esposizione una sala \u00e8 interamente dedicata, con una fedele ricostruzione, al celebre Fregio di Beethoven, realizzato in occasione della quattordicesima mostra secessionista, nel 1902: lungo 34 metri, pu\u00f2 essere interpretato come la visualizzazione in immagini della Nona Sinfonia di Beethoven. Di nuovo appare la decorazione color oro, e l\u2019atmosfera si fa strada tra simbolismi calati sia nel mondo cortese che nella classicit\u00e0 antica: sulla parete di sinistra, figure femminili fluttuanti rappresentano, nella loro sinuosit\u00e0, il cosiddetto \u201canelito alla felicit\u00e0\u201d. Il quale, prima di giungere a destinazione, affianca tre nudi, le sofferenze dell&#8217;umanit\u00e0, mentre implorano il cavaliere che lotta per loro, in nome della Compassione e dell&#8217;Ambizione alle sue spalle; poi le cosiddette &#8220;forze ostili&#8221;: il gigante Tifeo, o Tifone, proveniente dalla mitologia greca, che deve le sue origini all\u2019amore per l\u2019antico mai abbandonato da Klimt,\u00a0 affiancato a sinistra delle tre Gorgoni sue figlie e dalle bellissime Lussuria, Impudicizia e Incontinenza, a destra. Pi\u00f9 lontano \u00e8 accovacciata l\u2019Angoscia, mentre i desideri e le aspirazioni dell&#8217;uomo ritornano fluttuando sulla parete adiacente e avanzano verso la Poesia, rappresentata, secondo un gusto per l\u2019antico e la musica tutto klimtiano, come una donna che suona la cetra (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Musica I e II<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Manifesto per la prima mostra della Secessione, Pallade Atena<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">), in cui l&#8217;anelito si placa. Disposte verticalmente sono le Arti, che precedono il coro degli angeli celesti mentre evoca il finale della Nona Sinfonia: loro dovere \u00e8 condurre nel regno ideale in cui si possa trovare pace, felicit\u00e0, e amore, come testimonia il dolce abbraccio finale, la sintesi e la pacificazione tra i sessi. Un programma di immagini profondamente legato all\u2019antico, per temi e simbolismi, quanto per il messaggio che vuole esprimere, allo stesso tempo profondamente moderno.\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_5144\" aria-describedby=\"caption-attachment-5144\" style=\"width: 222px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5144 \" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Klimt-4.png\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"248\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5144\" class=\"wp-caption-text\">Sezioni del Fregio di Beethoven come esposti alla mostra; dall\u2019alto verso il basso: l\u2019abbraccio finale ed il coro angelico, Incontinenza, Impudicizia, Infamia e le tre Gorgoni con Tifeo.<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una simile visione della societ\u00e0 e, pi\u00f9 generalmente, dell\u2019umanit\u00e0 intera, compare nei <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Quadri della facolt\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, realizzati su commissione del Ministero dell\u2019Istruzione austriaco per il soffitto dell\u2019Aula Magna dell\u2019Universit\u00e0 di Vienna. Klimt, che si incarica dell\u2019esecuzione delle allegorie di Filosofia, Medicina e Giurisprudenza, si scontra con l\u2019indignazione del pubblico e dello stesso contesto politico, accusato di aver celebrato la \u201cvittoria delle tenebre sopra ogni cosa\u201d anzich\u00e9 il trionfo della luce della razionalit\u00e0 sull\u2019oscurit\u00e0 dell\u2019ignoranza, come da richiesta. Due dei dipinti delle facolt\u00e0 finiranno nelle mani di un privato, uno entrer\u00e0 in una collezione museale; tutti e tre saranno distrutti negli ultimi giorni del secondo conflitto mondiale. Dietro si sono lasciati solo fotografie in bianco e nero, ad oggi abilmente sfruttate nella recentissima ricostruzione e digitalizzazione a colori presentata per la prima volta proprio\u00a0 durante il percorso espositivo.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5145 alignleft\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Klimt-5.png\" alt=\"\" width=\"166\" height=\"212\" \/>Tutte e tre le raffigurazioni sono caratterizzate da una visione dell\u2019umanit\u00e0 piuttosto cupa e pessimistica: nella Filosofia quanto nella Medicina, la componente umana \u00e8 avviluppata in un\u2019amalgama turbinosa e inscindibile, senza alcun controllo su di s\u00e9 o sul mondo esterno. L\u2019uomo \u00e8 in bal\u00eca del destino, della morte, di se stesso, perfino della stessa giustizia sociale, rappresentata dal mostro marino della Giurisprudenza. La razionalit\u00e0, estraniata dal turbine umano, non \u00e8 sufficiente per uscire dall\u2019oscurit\u00e0, e sono le forze ben pi\u00f9 potenti del caso,<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5146 alignright\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Klimt-6.png\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"202\" \/> della morte, del destino, a governare: si pu\u00f2 ben immaginare come una visione cos\u00ec radicale, e controcorrente al clima di fiducia intellettuale della Belle Epoque, unita all\u2019eroticismo e alla fisicit\u00e0 marcati, siano apparsi in un primo momento estremamente scandalosi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di una simile carica polemica sono invece totalmente privi i paesaggi, a cui il pittore si dedicher\u00e0 a partire dal 1900 come esercizio meditativo personale. Personale \u00e8, del resto, anche il contesto in cui questi dipinti si sviluppano: le annuali vacanze in compagnia della famiglia Fl\u00f6ge, dove scorci idealizzati e paradisiaci prendono vita, come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo la pioggia <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(1898). L\u2019Italia torna a far presa sulla sua immaginazione negli scorci pi\u00f9 tardi, quando i frammenti di un intero universo naturale si focalizzano su vedute urbane e architettoniche che toccano una iniziale concezione cubista: ne sono esempio <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">La chiesa di Cassone e <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">le <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vedute di Malcesine<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, concepiti sul Lago di Garda durante l\u2019estate 1913.\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_5147\" aria-describedby=\"caption-attachment-5147\" style=\"width: 140px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5147\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Klimt-7.png\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"265\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5147\" class=\"wp-caption-text\">Dopo la pioggia, per come esposto alla mostra di Roma.<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I legami con l\u2019Italia vanno, a questo punto, diradandosi: l\u2019esposizione \u00e8 quasi giunta al suo termine. Rimangono da menzionare date chiave come il 1911, anno in cui l\u2019arte di Klimt figura nel padiglione austriaco dell\u2019Esposizione Internazionale di Roma con <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Il bacio<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, alcuni ritratti, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Bisce d\u2019acqua I, La Morte e la Vita<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, ed ancor prima il 1899 ed il 1910, per la sua partecipazione alla mostra Biennale Internazionale d\u2019Arte di Venezia, con <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Le amiche, Bisce d\u2019acqua II<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, e molti altri dipinti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Al visitatore rimane ormai ben poco da scoprire, esplorato gi\u00e0 lo speciale rapporto di Klimt con la nostra penisola, e la mostra regala l\u2019ultimo capolavoro prima di concludersi: l\u2019opera incompiuta <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">La sposa.<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_5148\" aria-describedby=\"caption-attachment-5148\" style=\"width: 182px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5148\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Klimt-8.png\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"252\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5148\" class=\"wp-caption-text\">Scorcio de La Sposa, per come esposto alla mostra di Roma: la sposa al centro, addormentata nel vestito blu.<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nonostante la morte sopraggiunga improvvisamente a interromperne la realizzazione, in molti punti la raffigurazione risulta pressoch\u00e9 completa e, dove non lo sia, fornisce un interessante scorcio sulle modalit\u00e0 di esecuzione artistica di Klimt: l\u2019eros e la carnalit\u00e0 risaltano di nuovo in primo piano persino nella costruzione del dipinto, avviata con il disegno di forme nude ed essenziali, solo gradualmente coperte e trasfigurate dall\u2019uso sgargiante del colore. Il tema del dipinto appartiene, non a caso, alla stessa sfera concettuale, dell\u2019amore e del desiderio sessuale. Al centro il corpo della sposa non risalta particolarmente nel suo protagonismo, nascosto in larga parte da un gruppo di donne che, serrate strettamente, in parte nude e in parte vestite, simboleggia l\u2019universo del sogno, immancabilmente volto all\u2019amore e alla passione.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un universo che, d\u2019altronde, nei suoi contenuti come nella forma, non ci \u00e8 affatto estraneo. L\u2019influenza di Klimt si ripresenta pressoch\u00e9 costantemente negli ultimi due secoli, anche nella cultura di massa: al solo sentirne menzionato il nome, moltissimi subito viaggiano con la mente al suo decorativismo orientaleggiante e mosaicale, ed i bambini si divertono guardando serie animate come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Mia and me <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(2011).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5149\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Klimt-9.png\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"257\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Bibliografia e sitografia<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">G. Neret, Klimt &#8211; Il mondo in forma di donna, Taschen, ed. 2021<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"http:\/\/www.museodiroma.it\/it\/mostra-evento\/klimt-la-secessione-e-l-italia\"><span style=\"font-weight: 400;\">http:\/\/www.museodiroma.it\/it\/mostra-evento\/klimt-la-secessione-e-l-italia<\/span><\/a><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"https:\/\/www.raicultura.it\/arte\/articoli\/2021\/11\/Klimt---2e10298e-95bc-4562-8c23-f1018ec204ec.html\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/www.raicultura.it\/arte\/articoli\/2021\/11\/Klimt&#8212;2e10298e-95bc-4562-8c23-f1018ec204ec.html<\/span><\/a><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/www.turismo.ra.it\/myravenna\/stories\/gustva-klimt-a-ravenna\/<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anna Taccola (classe IID &#8211; Liceo classico)<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gustav Klimt: uno di quei nomi che nell\u2019ultimo secolo di storia \u00e8 riuscito a insinuarsi pi\u00f9 vividamente nell\u2019immaginario collettivo europeo. Klimt \u00e8 figlio della societ\u00e0 viennese della Belle Epoque, vivace e assai dinamica nella sua costituzione prevalentemente borghese, e padre non esclusivo della corrente artistica secessionista. Si muove attorno a figure quali\u00a0 Freud e Loos, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":{"0":"post-5138","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-visto-letto-sentito","8":"entry"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5138","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5138"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5138\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5152,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5138\/revisions\/5152"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5135"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5138"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}