{"id":4987,"date":"2021-12-21T17:56:04","date_gmt":"2021-12-21T17:56:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4987"},"modified":"2023-07-06T13:51:52","modified_gmt":"2023-07-06T13:51:52","slug":"il-cile-si-scuote-dal-torpore-dalle-proteste-di-piazza-del-2019-alla-convenzione-costituente-fino-alle-presidenziali-del-19-dicembre-2021","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4987","title":{"rendered":"Il Cile si scuote dal torpore: dalle proteste di piazza del 2019 alla Convenzione Costituente fino alle presidenziali del 19 dicembre 2021."},"content":{"rendered":"\n<p>Le mobilitazioni studentesche contro l\u2019aumento del costo del trasporto pubblico dell\u2019ottobre 2019 hanno innescato in Cile un percorso di aspre lotte che hanno coinvolto settori sempre pi\u00f9 ampi della popolazione esasperata dalle politiche neoliberiste introdotte da Pinochet e mantenute nei trent\u2019anni successivi dai governi democratici di centrosinistra e centrodestra.<\/p>\n<p>Il 15 e 16 maggio 2021 si \u00e8 svolta in Cile una\u00a0votazione<strong>\u00a0<\/strong>cruciale: si trattava di eleggere sindaci, consiglieri, governatori regionali \u2013 per la prima volta scelti dalla cittadinanza \u2013 e soprattutto i delegati destinati a comporre la Convenzione costituzionale incaricata di scrivere la nuova Costituzione democratica cilena.\u00a0<\/p>\n<p>Una richiesta fatta fin dai primi giorni nelle proteste esplose a partire dal 18 ottobre 2019, poich\u00e9 negli articoli della\u00a0Costituzione\u00a0tuttora vigente, emanata dal regime militare di Pinochet nel 1980, stanno i fondamenti del modello neoliberista che\u00a0ha provocato tanti disastri, come la\u00a0privatizzazione dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>In occasione del voto, purtroppo, si \u00e8 registrata\u00a0un\u2019alta astensione<strong>\u00a0<\/strong>(soltanto circa il 43% degli aventi diritto ha votato) a causa del rifiuto da parte dei sostenitori dei partiti simpatizzanti del regime, e non sono stati superati i 7 milioni e mezzo di votanti, numero di elettori che invece ha partecipato alle elezioni del 2020, con un\u2019altra sonora sconfitta del presidente in carica Pi\u00f1era e dei suoi collaboratori. Il 25 ottobre 2020, infatti, si \u00e8 avuto in Cile un\u00a0referendum, con il quale si invitava la popolazione a esprimersi sulla possibilit\u00e0 di avviare un processo costituente, allo scopo di fissarne le regole (<em>Accuerdo per la Paz y la Nueva Constitucion)<\/em>, escludendo il PCCh (il Partito Comunista Cileno) e di cercare di salvare Pi\u00f1era dalle accuse di repressione violenta delle manifestazioni.<\/p>\n<p>Dopo mesi di proteste, che continuano per ottenere la libert\u00e0 dei 600 prigionieri politici, \u00e8 assai probabile che molti di quelli che hanno partecipato al plebiscito di ottobre 2020, successivamente non abbiano votato perch\u00e9 hanno capito che non avrebbero mai eletto una vera Assemblea costituente a causa degli inganni\u00a0posti dalla casta politica: per esempio, l\u2019obbligo di mettere insieme due terzi di consensi per approvare qualsiasi mozione, o il divieto di mettere in discussione i trattati internazionali e i requisiti che hanno reso difficile la presentazione delle candidature indipendenti.<\/p>\n<p>Questi aspetti sono molto importanti perch\u00e9,\u00a0se non si toccano i rapporti di potere, la penetrazione delle multinazionali\u00a0(per esempio la gestione delle risorse minerarie come il rame),\u00a0gli abusi dell\u2019apparato repressivo che ha provocato molte vittime,\u00a0la struttura istituzionale della nuova Costituzione non cambierebbe e il Cile resterebbe un paese a sovranit\u00e0 limitata, povero e disuguale.<\/p>\n<p>Fatta questa premessa, \u00e8 chiaro che la Nuova Costituzione non sar\u00e0 scritta da quelli che hanno governato per trent\u2019anni, applicando il testo costituzionale lasciato in eredit\u00e0 dal generale Augusto Pinochet.\u00a0La destra (<em>Chile Vamos<\/em>) \u00e8 stata finalmente sconfitta: non ha ottenuto un terzo dei seggi della Convenzione e quindi non sar\u00e0 in grado di opporre veti alle misure prese contro il potere economico e politico. Anche nelle elezioni della carica di governatore, per la quale si votava per la prima volta in Cile, la destra \u00e8 andata male, vincendo solo in due regioni.<\/p>\n<p>I<strong>\u00a0<\/strong>trionfatori sono stati gli Indipendenti,\u00a0un conglomerato\u00a0eterogeneo, nel quale spiccano giudici critici, scrittori, giornalisti, attivisti sociali, giovani, ad esempio la\u00a0signora Giovanna Grandon che per 15 anni ha lavorato come educatrice di bambini e che ha avuto un ruolo centrale nelle manifestazioni di\u00a0<em>Plaza de la Dignidad.<\/em>\u00a0Gli Indipendenti hanno ottenuto\u00a0il 64% degli scranni\u00a0(88), sommando gli eletti nelle liste cittadine a quelli nelle quote spettanti ai partiti. Ci sono poi\u00a017 seggi\u00a0spettanti ai rappresentanti dei\u00a0popoli indigeni, tra i quali si distinguono\u00a0i combattivi mapuche.<\/p>\n<p>La lista\u00a0<em>Apruebo Dignidad<\/em>, formata dal\u00a0<em>Frente Ampli<\/em>o, altro insieme eterogeneo, e dal PCCh, costituisce oggi la seconda forza politica del Cile, superando la\u00a0<em>Concertaci\u00f3n ora Nueva Mayoria<\/em>, coalizione di centro-sinistra, che ha formato i governi \u201cdemocratici\u201d in carica dopo la fine della dittatura. Questi due gruppi hanno pi\u00f9 forza della destra, ma non potranno non tenere conto delle strategie ancora non del tutto chiare degli Indipendenti, sulle quali mi soffermer\u00f2. Infine, il\u00a0<em>Partido de lo Trabajadores revolucionarios<\/em>, di ispirazione trotskista, ha raccolto per la Convenzione circa 52.000 voti considerati un successo, realizzatosi soprattutto nella regione mineraria di Antofagasta.<\/p>\n<p>Le classi popolari in Cile hanno una scarsissima fiducia nelle istituzioni tradizionali: solo il 2% della popolazione crede nei partiti, il 6% nel Congresso, il 9% nel governo, il 12% nei tribunali; bassa \u00e8 poi la fiducia nella Chiesa cattolica, nei Carabinieri e nelle Forze Armate.<\/p>\n<p>Non si tratta certo di un fenomeno esclusivamente cileno, giacch\u00e9 da decenni la\u00a0democrazia borghese neoliberale, nonostante le sue promesse ideologiche, \u00e8 ovunque in grave crisi, mostrando che essa accresce la povert\u00e0, le disuguaglianze e non garantisce un\u2019autentica libert\u00e0. D\u2019altra parte, le parole di Pi\u00f1era, che riconosceva la mancanza di\u00a0sintonia<strong>\u00a0<\/strong>tra il governo e il popolo, hanno messo in evidenza questo fatto di per s\u00e9 lampante date le brutali azioni repressive condotte dalla polizia e dai Carabinieri contro i manifestanti, dei quali circa 600 sono stati imprigionati.<\/p>\n<p>Gli Indipendenti costituiscono un\u00a0insieme variegato, nel quale spicca la\u00a0<em>Lista por el pueblo\u00a0<\/em>(27 seggi), che ha al suo interno molti personaggi sconosciuti i quali si definiscono lottatori per la dignit\u00e0 e la giustizia e sembrano essere i pi\u00f9 radicali. Il loro programma pu\u00f2 essere riassunto in poche parole: ossia un\u00a0Cile che rispetti l\u2019uguaglianza di genere, che sia plurinazionale e degno padrone delle sue risorse da impiegare per il suo popolo<strong>.<\/strong>\u00a0Accanto ai radicali vi sono, tuttavia, i moderati (<em>Independientes no neutrales,\u00a0<\/em>11 seggi), i quali potrebbero patteggiare con le forze di centro-sinistra. In ogni caso, la figura\u00a0dell\u2019indipendente, sganciato da un partito, viene ritenuta\u00a0preoccupante perch\u00e9 fuori controllo in tutte le direzioni\u00a0(sia a destra che a sinistra). Se questo fosse il malaugurato caso, ci ritroveremo con\u00a0movimenti indefiniti politicamente\u00a0e\u00a0mutevoli, che si sono limitati a esprimere il malcontento verso la \u201ccasta\u201d per poi accettare tutto e il contrario di tutto.\u00a0<\/p>\n<p>In particolare, il programma della\u00a0<em>Lista por el pueblo<\/em>\u00a0non sembra poi cos\u00ec radicale dato che, partendo da un vigoroso attacco ai partiti, si propone di riconquistare i diritti sociali nel contesto di una corretta convivenza tra Stato e mercato, senza tenere conto che i reali poteri economici, l\u2019apparato repressivo, le principali istituzioni stanno tutte nelle mani degli eredi di Pinochet.\u00a0<\/p>\n<p>Proprio domenica 19 dicembre si \u00e8 tenuto il ballottaggio delle elezioni presidenziali tra l\u2019ultraconservatore Jos\u00e9 Antonio Kast e Gabriel Boric, leader della coalizione di sinistra, cio\u00e8 i due candidati pi\u00f9 votati del primo turno, che si era tenuto il 21 novembre. Kast \u00e8 di estrema destra e fa parte del <em>Partido Republicano de Chile<\/em>. Fin dall\u2019inizio della campagna elettorale si \u00e8 presentato come il leader della restaurazione dell\u2019ordine nel paese, che era stato in qualche modo sconvolto dalle grandi proteste iniziate nel 2019 nella capitale Santiago del Cile e che si erano estese iniziando a rivolgersi anche contro il governo guidato dal presidente Sebastian Pi\u00f1era e contro la Costituzione scritta nel 1980, ai tempi della dittatura di Augusto Pinochet. Boric \u00e8 a capo di una coalizione di sinistra chiamata <em>Pacto Apruebo Dignidad<\/em>, che ha tra i suoi membri il Partito comunista: propone di rafforzare il ruolo dello Stato per garantire diritti fondamentali quali l\u2019istruzione, la salute e le pensioni e nel suo programma parla della necessit\u00e0 di un profondo cambiamento rispetto al passato.<\/p>\n<p>La vittoria di Gabriel Boric \u00e8 stata netta e si \u00e8 delineata sin dallo scrutinio dei primi seggi. In termini percentuali il giovane candidato di sinistra \u00e8 passato dal 26% del primo turno al 56% del secondo, mentre il candidato di estrema destra Jose Antonio Kast dal 28% al 44%. Le prime sintesi televisive sottolineano che Boric \u00e8 il pi\u00f9 giovane presidente eletto della storia del Cile ed \u00e8 anche quello eletto col maggior numero di voti perch\u00e9 la percentuale di votanti ha superato il 56% per un totale di 8.344.000.<\/p>\n<p>Si tratta di una partecipazione che \u00e8 andata oltre quello che si riteneva il record, cio\u00e8 il referendum dell\u2019anno scorso sull\u2019avvio del processo costituente. Boric ha vinto perch\u00e9 ha portato, o riportato alle urne, 1.200.000 cileni che non erano andati al primo turno. Evidentemente il ballottaggio \u00e8 stato considerato dagli elettori una sorta di referendum. Anche se Jose Antonio Kast ha moderato il pi\u00f9 possibile i toni\u00a0che hanno caratterizzato la sua ascesa politica, \u00e8 stato comunque visto come erede attuale del pinochetismo e come nemico dell\u2019<em>estallido social<\/em>\u00a0e del processo costituente.<\/p>\n<p>Se sotto il mandato del pi\u00f9 giovane presidente della storia del Cile, peraltro nato sotto la sanguinaria dittatura di Pinochet, verr\u00e0 approvato il nuovo testo costituzionale, non si tratter\u00e0 esclusivamente di una suggestiva coincidenza ma sar\u00e0 il segno che il Cile avr\u00e0 definitivamente chiuso i conti col passato e con la sua pesante eredit\u00e0.<\/p>\n<p>Tobia Fabeni (5 B AFM &#8211; ITE Pacinotti (Pisa))<br \/>Attivit\u00e0 del corso di \u201cGeopolitica e analisi dei conflitti internazionali\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le mobilitazioni studentesche contro l\u2019aumento del costo del trasporto pubblico dell\u2019ottobre 2019 hanno innescato in Cile un percorso di aspre lotte che hanno coinvolto settori sempre pi\u00f9 ampi della popolazione esasperata dalle politiche neoliberiste introdotte da Pinochet e mantenute nei trent\u2019anni successivi dai governi democratici di centrosinistra e centrodestra. 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