{"id":4852,"date":"2021-05-23T08:43:00","date_gmt":"2021-05-23T08:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4852"},"modified":"2022-11-18T18:40:01","modified_gmt":"2022-11-18T18:40:01","slug":"rojava-dalla-conquista-dellautonomia-allaggressione-turca","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4852","title":{"rendered":"Rojava: dalla conquista dell&#8217;autonomia all&#8217;aggressione turca"},"content":{"rendered":"\n<p>Da quando i curdi siriani, nel 2012, avevano cacciato le truppe governative di Assad e proclamato la loro autonomia nei territori del Kurdistan siriano nel nord della Siria (Rojava) misero in pratica l&#8217;originale programma del Confederalismo democratico, un modello organizzativo incentrato sull&#8217;inclusione di tutte le minoranze etniche e religiose nella gestione politica, sull&#8217;emancipazione femminile, sul decentramento del potere e sull&#8217;implementazione di una agenda socialista ed ecologista (carta 1).<\/p>\n<p>I curdi del Rojava, hanno goduto per alcuni anni anche dell\u2019appoggio degli USA che li avevano scelti come interlocutori per fronteggiare sul campo l&#8217;espansione dell&#8217;Isis e il terrorismo jihadista tramite delle forze di autodifesa curde Ypg (Unit\u00e0 di protezione del popolo) e Ypj (Unit\u00e0 di protezione delle donne). A partire dal 2014 gli USA stanziarono, infatti, le loro truppe sul confine turco-siriano impedendo l\u2019invasione da parte della Turchia, acerrima nemica dell&#8217;autonomia curda nella Siria settentrionale, laica, femminista e antitotalitaria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-4853\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Cantoni-300x139.png\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"259\" srcset=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Cantoni-300x139.png 300w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Cantoni.png 643w\" sizes=\"auto, (max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/p>\n<p>Carta 1: i 3 cantoni del Rojava nel febbraio del 2014. Da ovest: Efrin, Kobane e Jazira (Cizir\u00e8)<\/p>\n<p>L&#8217;eroica resistenza curda di Kobane (13 settembre 2014 &#8211; 15 marzo 2015), che dette inizio alla controffensiva (carta 2), sfoci\u00f2 nella liberazione della capitale siriana dell&#8217;Isis, Raqqa, nell&#8217;ottobre del 2017 da parte delle Forze Democratiche Siriane (Sdf), alleanza di milizie curdo-arabe appoggiate dagli Stati Uniti. Tuttavia, successivamente questi ultimi si dimostrarono via via sempre pi\u00f9 accondiscendenti verso il recalcitrante alleato turco rispetto ad \u00a0un suo improvviso attacco contro la Siria del Nord.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra anche la Russia, dopo l&#8217;intervento militare diretto in Siria a sostegno dell&#8217;Alleato Assad (settembre 2015 &#8211; marzo 2016) e aver subito l&#8217;abbattimento di un suo caccia da parte turca (novembre 2015), ha dovuto, in parte assecondare le richieste di Erdo\u011fan in virt\u00f9 dell&#8217;equilibrio raggiunto tra le due potenze negli accordi di Astana a fine 2016, finalizzati a trovare una soluzione condivisa nella Guerra in Siria. Iniziativa messa in campo da Erdo\u011fan dopo il fallito golpe in Turchia del luglio dello stesso anno, a seguito del quale dal leader turco ha inaugurato una politica estera pi\u00f9 aggressiva e autonoma rispetto agli Stati Uniti e alla Nato, come ritorsione per la mancata tempestiva solidariet\u00e0 nel tentativo di colpo di stato. Insomma: i curdi cominciarono ad essere scaricati dai vari alleati, per poi essere lasciati in pasto alle mire espansionistiche del &#8220;Sultano&#8221; Erdo\u011fan, cos\u00ec definito per la sua nuova politica &#8220;neottomana&#8221;, repressiva all&#8217;interno e aggressiva all&#8217;esterno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-4854\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Situazione-sul-campo-296x300.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"563\" srcset=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Situazione-sul-campo-296x300.jpg 296w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Situazione-sul-campo.jpg 459w\" sizes=\"auto, (max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/p>\n<p>Carta 2: la situazione sul campo nella Guerra in Siria nel giugno 2015, massima espansione dell&#8217;Isis<\/p>\n<p>Nel gennaio 2018 la Russia di Putin e la Turchia di Erdogan si accordano affinch\u00e9 le truppe dell\u2019esercito russo si ritirino dal cantone di Afrin, una delle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti per la rivoluzione del Rojava. \u00a0Il 20 gennaio 2018 il Ministro della Difesa turco dichiara l&#8217;inizio dell&#8217;operazione finalizzata a eradicare l&#8217;autonomia curda del cantone di Afrin.<\/p>\n<p>Inizialmente, per circa un mese, l\u2019esercito turco avanza a stento e le forze curde di autodifesa riescono a riconquistare addirittura alcuni villaggi. Dalla seconda met\u00e0 di febbraio 2018, invece, la superiorit\u00e0 tecnica e militare dell&#8217;Esercito turco comincia a farsi sentire. Le forze partigiane continuano inesorabilmente a cedere terreno sotto i bombardamenti aerei e l&#8217;avanzata delle truppe meccanizzate.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Afrin cade il 18 marzo e per evitare un massacro di civili e combattenti, i comandanti della Sdf (coalizione di forze plurietniche a guida curda) decidono di evacuare in tutta fretta la citt\u00e0. I jihadisti e i militari di Erdo\u011fan dilagano per le strade di Afrin.<\/p>\n<p>Il mondo occidentale che ha armato e sostenuto la Turchia, e questa a sua volta le sue milizie jihadiste, volta lo sguardo dall&#8217;altra parte, per non intaccare gli interessi economico-militari tra le potenze: le forze rivoluzionarie che avevano sbaragliato lo Stato islamico vengono abbandonate ad un massacro.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec come accadd\u00e9 nel 2018, il 9 Ottobre 2019 le truppe turche invasero il Rojava. Questo perch\u00e9 l\u2019allora Presidente USA Donald Trump annunci\u00f2 l\u2019intenzione di ritirare le proprie truppe dal nord-est della Siria per spostarle pi\u00f9 a est, a presidio di giacimenti petroliferi e di gas naturale. Questa dichiarazione che lasci\u00f2 sbigottiti ed indignati gli alleati in Rojava, permise alla Turchia di Erdogan, di attaccare liberamente gli odiati nemici curdi.<\/p>\n<p>Anche stavolta il pretesto usato da Erdogan per giustificare l\u2019azione militare \u00e8 la comunanza ideologica che lega il partito curdo siriano Pyd (Partito dell&#8217;unione democratica) con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan turco (Pkk), considerato un\u2019associazione terroristica da Ankara, dagli Stati Uniti e dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 internazionale, compresa l\u2019Italia, condann\u00f2 immediatamente l\u2019invasione turca. Il Ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio preannunci\u00f2 provvedimenti contro la Turchia, tra cui un decreto ministeriale riguardo \u201cla sospensione degli export di armamenti verso Ankara per tutto quello che riguarda il futuro dei prossimi contratti e dei prossimi impegni\u201d che, per\u00f2, non verr\u00e0 mai emanato. Va ricordato infatti che il nostro paese \u00e8 da anni uno dei principali fornitori di armi in Medio Oriente e che solo nel 2018 l\u2019Italia ha inviato ad Ankara 362 milioni di euro di autorizzazioni di materiali d\u2019armamento, comprendenti bombe, munizioni, siluri, razzi, aeromobili, software, tecnologie, corazzature, apparecchiature per la direzione del tiro. Questi armamenti vengono poi riutilizzati da Erdogan per bombardare il popolo curdo e sostenere i propri progetti espansionistici.<\/p>\n<p>In generale tutta l\u2019Unione Europea, nonostante conosca i loschi legami di Erdogan con Isis, Fronte Al Nusra e altre forze jihadiste, \u00e8 costretta a rimanere in silenzio poich\u00e9 sotto ricatto della Turchia, al quale Bruxelles sta versando a rate 6 miliardi di euro per trattenere quattro milioni di rifugiati che inevitabilmente la guerra in Siria ha causato. Non va scordato inoltre che la Turchia fa parte dell\u2019alleanza militare Nord Atlantica (Onu), al pari di Stati Uniti, Italia, Francia, Germania e altri paese europei, col ruolo fondamentale di bastione sud-orientale dell&#8217;organizzazione, sul cui territorio sono presenti ben 15 basi militari occidentali (carta 3).<\/p>\n<p>Isolato politicamente e con una forza militare nettamente inferiore alla Turchia, il Rojava \u00e8 stato costretto a scendere a patti con l\u2019altro storico nemico: l\u2019esercito nazionale siriano di Bashar Al Assad che, pur non riconoscendo l\u2019autodeterminazione del Kurdistan siriano, non poteva tollerare l\u2019invasione di uno stato straniero nei propri territori. Il presidente siriano ha cos\u00ec inviato nelle citt\u00e0 di Manbij e Kobane il proprio esercito\u00a0 a sostegno delle truppe curde.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-4855\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Basi-militari-300x252.png\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"476\" srcset=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Basi-militari-300x252.png 300w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Basi-militari.png 643w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/p>\n<p>Carta 3: le 15 basi militari Usa e Nato presenti in Turchia<\/p>\n<p>I combattimenti sono proseguiti fino al 23 ottobre quando Putin, altro attore determinante nello scacchiere mediorientale, ha raggiunto a Sochi, in Russia, un\u2019intesa con Erdogan per un cessate il fuoco permanente a patto che i combattenti curdi dello Ypg abbandonassero i territori al confine turco per una striscia di territorio di 30 km, eccezion fatta per la citt\u00e0 di Qamishli, lasciandoli alla gestione delle truppe russe, siriane e turche.<\/p>\n<p>Il bilancio finale parla di oltre 300.000 civili costretti a lasciare le proprie case, senza distinzioni tra curdi, arabi o cristiani, \u00a0352 morti e pi\u00f9 di 1500 feriti, la maggior parte donne e bambini. Per Erdogan si tratta, dopo l&#8217;invasione del cantone di Afrin, di un altro successo politico e militare che gli garantisce una \u201czona cuscinetto\u201d in territorio siriano \u00a0su cui ha dichiarato di voler collocare i profughi siriani presenti in Turchia, per quello che si preannuncia un vero e proprio cambiamento demografico imposto dall\u2019alto, una sorta di pulizia etnica ai danni dei curdi del Rojava (carta 4).<\/p>\n<p>Grande assente in queste trattative \u00e8 stata, oltre agli Stati Uniti di Trump, ancora una volta l\u2019Unione Europea, a riprova del ruolo geopolitico declinante, anche in Medio Oriente, area dalla fondamentale valenza geostrategica e dalla insostituibile importanza geoeconomica per la presenza di circa un terzo delle riserve mondiali di greggio.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-4856\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Siria-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"546\" height=\"388\" \/><\/p>\n<p>Carta 4: la situazione sul campo nella Guerra di Siria nel gennaio 2020<\/p>\n<p>Barsotti Emiliano &#8211; classe 3 A afm &#8211; attivit\u00e0 del corso di &#8220;Geopolitica e analisi dei conflitti internazionali&#8221; dell&#8217;ITE Pacinotti Pisa<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando i curdi siriani, nel 2012, avevano cacciato le truppe governative di Assad e proclamato la loro autonomia nei territori del Kurdistan siriano nel nord della Siria (Rojava) misero in pratica l&#8217;originale programma del Confederalismo democratico, un modello organizzativo incentrato sull&#8217;inclusione di tutte le minoranze etniche e religiose nella gestione politica, sull&#8217;emancipazione femminile, sul [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4854,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":{"0":"post-4852","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-focus_dx","8":"entry"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4852"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4852\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4873,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4852\/revisions\/4873"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4854"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}