{"id":4812,"date":"2021-04-03T17:15:56","date_gmt":"2021-04-03T17:15:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4812"},"modified":"2022-11-18T18:42:47","modified_gmt":"2022-11-18T18:42:47","slug":"economia-di-guerra-con-uno-sguardo-particolare-alla-situazione-attuale-in-congo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4812","title":{"rendered":"Economia di guerra con uno sguardo particolare alla situazione attuale in Congo"},"content":{"rendered":"\n<h4><strong>L&#8217;economia di guerra<\/strong><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/h4>\n<p>Un\u2019economia di guerra nasce quando un Paese riorganizza le sue industrie in tempo di guerra per garantire che la capacit\u00e0 produttiva sia configurata in modo ottimale per aiutare lo sforzo bellico. In un\u2019economia di guerra i governi devono assicurare che le risorse siano distribuite in modo efficiente per sostenere sia lo sforzo bellico sia le richieste dei consumatori civili.<\/p>\n<p>Le economie di guerra esistono in tempi di conflitto e sono un mezzo attraverso il quale un Paese cerca di ottenere un vantaggio economico e produttivo sui suoi avversari. Le economie di guerra sono spesso viste come una necessit\u00e0 per i governi che sono impegnati in un conflitto aperto, al fine di garantire la difesa e la sicurezza del Paese. I Paesi con economie di guerra escono spesso dai conflitti con un\u2019economia pi\u00f9 forte di quella che avevano all\u2019inizio del conflitto; ne sono un esempio gli Stati Uniti e il Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale e la Corea del Sud dopo la Guerra di Corea. Da allora, quest\u2019ultima rinascita economica \u00e8 stata denominata il \u2018Miracolo sul fiume Han\u2019<\/p>\n<p>Un\u2019economia di guerra funziona perch\u00e9 i governi danno priorit\u00e0 alla produzione di qualsiasi bene e materiale che possa sostenere lo sforzo bellico. I governi possono anche prendere provvedimenti per garantire che risorse come il cibo siano assegnate in modo appropriato per assicurare la massima efficienza attraverso il razionamento. Le entrate fiscali vengono inoltre spesso ridistribuite per sostenere lo sforzo bellico a spese di altri progetti di cui, in tempo di pace, un Paese potrebbe avere necessariamente bisogno. I governi possono raccogliere entrate supplementari per sostenere un\u2019economia di guerra attraverso l\u2019emissione di strumenti finanziari come le obbligazioni di guerra o l\u2019inasprimento delle tasse sulla popolazione civile. Possono anche incentivare le imprese a spostare la produzione verso attrezzature militari e altri mezzi di difesa che sono pi\u00f9 utili allo sforzo bellico, rispetto ad altri prodotti che potrebbero essere visti come un lusso in tempo di pace.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h4><strong>Esempi di economie di guerra<\/strong><\/h4>\n<p>Molti Paesi hanno adottato economie di guerra durante la Seconda Guerra Mondiale, comprese le potenze schierate tra le fila degli Alleati e dell\u2019Asse. La Germania aveva gi\u00e0 iniziato a passare a un\u2019economia di guerra prima ancora della dichiarazione ufficiale di guerra, con il riarmo in rapida espansione dopo l\u2019arrivo al potere dei Nazisti con Adolf Hitler come cancelliere nel 1933.<\/p>\n<p>L\u2019economia di guerra della Germania contribu\u00ec enormemente alla spinta al riarmo e port\u00f2 alla rapida conquista dei Paesi vicini come Polonia, Belgio e Francia all\u2019inizio della guerra. La produzione fu spostata verso armi, equipaggiamento e tenute da combattimento per i soldati, a scapito dei beni di lusso.<\/p>\n<p>Un altro esempio di economia di guerra \u00e8 quello degli Stati Uniti sempre durante la Seconda Guerra Mondiale. La neutralit\u00e0 degli Stati Uniti fino all\u2019attacco di Pearl Harbour ha permesso di costruire importanti relazioni commerciali con le potenze degli Alleati, che hanno dato un notevole impulso all\u2019economia del Paese.<\/p>\n<p>La produzione fu spostata verso attrezzature militari e munizioni che all\u2019epoca erano di primaria importanza in Europa e di cui gli Stati Uniti avrebbero avuto bisogno una volta entrati in guerra. La spinta alle esportazioni contribu\u00ec ad affermare gli Stati Uniti come la superpotenza mondiale dominante alla fine della guerra e l\u2019economia di guerra del 1941-1945 ne fu senza dubbio un fattore determinate.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h4><strong>Il quadro generale della <\/strong><strong>Repubblica Democratica del Congo<\/strong><\/h4>\n<p>Ultimamente, a seguito dell\u2019uccisione del nostro ambasciatore in Congo, Luca Attanasio, abbiamo analizzato la storia e la complessa situazione presente in questo paese.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>La Repubblica democratica del Congo nacque come Stato Libero del Congo nel 1885 quando, alla Conferenza di Berlino, un grande territorio al centro del continente africano, corrispondente al bacino del fiume Congo, venne assegnato a Leopoldo II del Belgio, a titolo personale. Leopoldo II si arricch\u00ec enormemente sfruttando in modo disumano la manodopera indigena per la raccolta della gomma. Per questo, nel 1908 il Parlamento belga vot\u00f2 per togliere il Congo a Leopoldo II e farne una colonia tradizionale. Le elezioni generali del maggio 1960 decretarono la vittoria del Movimento nazionale congolese guidato da Patrice Lumumba che sosteneva la creazione di uno stato unitario in contrapposizione alla posizione degli altri due partiti che spingevano per una federazione di stati. Lumumba assunse la carica di Primo Ministro e\u00a0proclam\u00f2 l&#8217;indipendenza dal Belgio il 30 giugno del 1960 e attu\u00f2 una politica economica che mirava ad un modello di sviluppo che prevedeva lo sfruttamento delle risorse nazionali per promuovere lo sviluppo interno e cerc\u00f2 di evitare che le multinazionali sfruttassero le preziose risorse del territorio. Il Governo Lumumba per\u00f2 dur\u00f2 solo pochi mesi, infatti, nel 1961 venne deposto da un Colpo di Stato da parte del colonnello Joseph Mobutu. Mobutu, con l\u2019appoggio del Belgio, degli USA e delle multinazionali e vi instaur\u00f2 una dittatura molto rigida che durer\u00e0 dal 1965 fino al 1997. In questo periodo le potenze occidentali ottengono lo sfruttamento delle risorse minerarie e il dittatore ottiene appoggio politico e militare. Mobutu nel 1971 rinomin\u00f2 il paese Zaire, una\u00a0repubblica che prevedeva l&#8217;esistenza di un unico partito il Movimento Popolare della Rivoluzione che si ispirava al Mobutismo, un&#8217;ideologia di estrema destra nazionalista, autenticista, anticomunista e totalitarista.<\/p>\n<p>Nel 1994 scoppi\u00f2 la Prima Guerra del Congo, provocata dal genocidio ad opera del governo di etnia Hutu, avvenuto in Ruanda che provoc\u00f2 centinaia di migliaia di morti appartenenti all\u2019etnia Tutsi. Circa due milioni di persone appartenenti al governo e all\u2019etnia Hutu si rifugiarono in Zaire dopo che Paul Kagame, guerrigliero Tutsi e in seguito presidente, era riuscito a prendere il controllo del Ruanda. Gli Hutu dello Zaire formarono gruppi ribelli che mettevano in pericolo il confine.<\/p>\n<p>Nel 1996 il governo di Kagame invase lo Zaire per perseguire gli autori del genocidio ma ben presto con l\u2019intento di conquistare vaste regioni del paese, con le loro ricche risorse.<\/p>\n<p>Nel 1997 un esercito formato da soldati di Ruanda e Uganda a cui in seguito si aggiunsero Angola, Burundi e Namibia, marci\u00f2 fino a Kinshasa, la capitale dello Zaire, insieme ad un esercito ribelle locale guidato da Laurent Kabila. Mobutu fu costretto alla fuga e mor\u00ec in esilio in Marocco dopo pochi mesi, lasciando il paese in condizioni economiche disastrose e con un patrimonio personale, frutto di latrocini allo stato stimato tra i 5 e i 9 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Kabila divenne presidente, ma il suo governo rest\u00f2 sotto la tutela del Ruanda. Rinomin\u00f2 il paese Repubblica Democratica del Congo e cerc\u00f2 di liberarsi dalla tutela del Ruanda. Scoppi\u00f2 cos\u00ec la Seconda Guerra del Congo che divenne ben presto un conflitto in scala continentale che vide Ruanda, Uganda e Burundi da un lato, e, dall\u2019altro, un\u2019ampia coalizione a sostegno di Kabila composta da Angola, Ciad, Sudan, Repubblica Centrafricana, Zimbabwe, Namibia e Libia.<\/p>\n<p>Nel 2003 Kabila venne ucciso dalla sua guardia del corpo ed il suo posto fu preso dal figlio Joseph.<\/p>\n<p>Questa guerra si protrasse fino al 2004 e vide oltre 4 milioni di morti. Nell\u2019est del Congo, per\u00f2, le violenze non terminarono mai davvero, per numerose ragioni tra cui, ancora una volta, la ricchezza mineraria, oltre alla continua ingerenza degli stati confinanti e alla presenza di numerose milizie armate e di profondissime divisioni etniche.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4813 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Economie-di-guerra-1-300x127.jpg\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"208\" srcset=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Economie-di-guerra-1-300x127.jpg 300w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Economie-di-guerra-1.jpg 643w\" sizes=\"auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4814 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Economie-di-guerra-2-300x286.png\" alt=\"\" width=\"569\" height=\"542\" srcset=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Economie-di-guerra-2-300x286.png 300w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Economie-di-guerra-2-1024x976.png 1024w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Economie-di-guerra-2-768x732.png 768w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Economie-di-guerra-2.png 1233w\" sizes=\"auto, (max-width: 569px) 100vw, 569px\" \/><\/p>\n<h6>Province Repubblica Democratica del Congo<\/h6>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h4><strong>La situazione odierna: una declinazione locale dell&#8217;economia di guerra<\/strong><\/h4>\n<p>Le regioni pi\u00f9 periferiche attuarono politiche per separarsi dal paese e creare un nuovo territorio. Tali regioni riguardano la parte orientale del Paese e, in particolare, la provincia di Kivu divisa amministrativamente in Nord Kivu e Sud Kivu. Il governo non controlla pi\u00f9 questa zona da anni e ad oggi vi sono presenti circa 160 milizie armate.<\/p>\n<p>Il Kivu, dove ha subito l\u2019imboscata il nostro ambasciatore Luca Attanasio, \u00e8 un territorio molto ricco di coltan, una lega mineraria che viene impiegata nella costruzione di amplificatori di carica per telefoni cellulari. A partire dagli anni Novanta, proprio quando i telefonini sono diventati beni di consumo di massa a livello planetario, ha subito un forte aumento del prezzo sul mercato internazionale. Nel Nord Kivu questo minerale si trova in superficie ed \u00e8 quindi assai facile asportare lo strato superficiale di terra che lo ricopre per estrarlo. Per i &#8220;signori della guerra&#8221; \u00e8 quindi facile ottenere grossi benefici dal traffico di questo materiale: in pratica, una volta occupato il territorio con le armi, il coltan viene estratto sfruttando la manodopera di donne e bambini che, con attrezzi rudimentali, lavorano in condizioni di semi schiavit\u00f9. In Congo, l\u2019estrema povert\u00e0 e la disoccupazione diffusa, fanno si che sia molto facile trovare manodopera a bassissimo costo.\u00a0 Una volta estratto, il coltan, viene trasportato con aerei ultraleggeri a Kigali (Ruanda) e Kampala (Uganda) e da qui raggiunge i mercati internazionali attraverso la mediazione di societ\u00e0 vicine ai governi ugandese e ruandese.<\/p>\n<p>Il fatto che il Congo sia uno dei paesi pi\u00f9 ricchi di risorse minerarie si \u00e8 rivelato una vera e propria sfortuna. Le risorse minerarie del Congo come oro, diamanti, cassiterite e il suddetto coltan, sono al centro di un traffico lucroso che va ad arricchire capi militari e uomini politici congolesi e non, trafficanti e parecchie societ\u00e0 multinazionali minerarie. Oltretutto in Congo, l\u2019estrazione di molti di questi minerali non richiede l\u2019investimento di grossi capitali e nemmeno particolari tecnologie. Tutto questo \u00e8 l\u2019ideale per instaurare un\u2019economia di guerra, in quanto \u00e8 sufficiente avere il controllo di un determinato territorio per poter beneficiare della rendita di un\u2019estrazione mineraria.<\/p>\n<p>Il business \u00e8 alquanto lucroso e questo spiega perch\u00e9 in Congo la guerra non ha come obiettivo la vittoria sul nemico ma la prosecuzione della guerra stessa.<\/p>\n<p>Molti operatori umanitari testimoniano che il problema di fondo che pesa sulla popolazione civile \u00e8 la mancanza di istituzioni credibili, autorevoli e trasparenti. Questa mancanza dello Stato fa si che vari gruppi armati si contendano pezzi di territorio da sfruttare. La popolazione \u00e8 la sola grande sconfitta, vittima di una guerra che la riduce in condizioni di povert\u00e0 estrema.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h4><strong>Conclusioni<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019uccisione del nostro ambasciatore Luca Attanasio in Congo ha riacceso i riflettori sul grande ed irrisolto problema dell\u2019Africa ben poco trattato dai \u201cmedia\u201d. Subito dopo il delitto dell\u2019ambasciatore si sono letti sui social commenti del tipo:\u201d Vedi, uno va l\u00e0 a fare del bene e quei \u201cmusi neri\u201d, ingrati, lo ammazzano!\u201d<\/p>\n<p>La gente non sa, non conosce quale sia la realt\u00e0! Quei \u201cmusi neri&#8221; sono povera gente, sfruttata e costretta a vivere in condizioni di miseria estrema dai quei \u201cmusi bianchi\u201d che, con la loro sete di potere, di ricchezza, si impossessano delle ricchezze del suolo africano con il benestare dei Governi occidentali.<\/p>\n<p>Il nostro Ambasciatore, dallo sguardo tenero e da persona buona, era amato dal popolo congolese perch\u00e9 con il suo altruismo e la sua solidariet\u00e0 aveva capito quali fossero le vere necessit\u00e0 della gente. Ed \u00e8 proprio per questo che \u201cl\u2019uomo\u201d Luca Attanasio, insieme alla sua consorte, aveva intrapreso la via del volontariato civile affiancato all\u2019impegno nella cooperazione internazionale.<\/p>\n<p>Il miglior modo per omaggiare la memoria di questo generoso, onesto e valoroso diplomatico non \u00e8 tanto il cercare la verit\u00e0 sulle responsabilit\u00e0 del suo omicidio, che speriamo non rimangano per sempre oscure, quanto il risvegliare e il promuovere a livello di Governi, soprattutto europei \u2013 governi che sin dai tempi della colonizzazione hanno sempre depredato, sfruttato e impoverito il territorio \u2013 una coscienza veramente concorde, unita e compartecipe affinch\u00e9 venga superato definitivamente il modello di sfruttamento neocoloniale di un Continente reso ancora \u00a0oggi oggetto di uno scellerato sfruttamento dalle antiche radici da parte del nostro Occidente e, oggi anche da parte della Cina, seppur con approcci e modalit\u00e0 meno brutali.<\/p>\n<p>Emiliano Barsotti &#8211; 3A AFM ITE A. Pacinotti<br \/>Attivit\u00e0 del corso di &#8220;Geopolitica e analisi dei conflitti internazionali&#8221;<\/p>\n<h6><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> https:\/\/www.ig.com\/it\/strategie-di-trading\/cos-e-l-economia-di-guerra&#8211;200522<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;economia di guerra[1] Un\u2019economia di guerra nasce quando un Paese riorganizza le sue industrie in tempo di guerra per garantire che la capacit\u00e0 produttiva sia configurata in modo ottimale per aiutare lo sforzo bellico. 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