{"id":4804,"date":"2021-03-20T17:53:34","date_gmt":"2021-03-20T17:53:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4804"},"modified":"2022-11-18T18:43:25","modified_gmt":"2022-11-18T18:43:25","slug":"il-congo-e-leconomia-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4804","title":{"rendered":"Il Congo e l\u2019economia di guerra"},"content":{"rendered":"\n<p>Un paese immenso, grande quanto l\u2019intera l\u2019Europa occidentale, colmo di ricchezze naturali e minerarie come pochi altri angoli del pianeta: oro, cobalto, nichel, rame, coltan, petrolio, diamanti.\u00a0Eppure, o forse proprio per questo, sempre tormentato da una guerra civile, in mano a centinaia di bande criminali e di vere e proprie milizie pronte a tutto pur di difendere, e magari incrementare, la propria rendita di posizione generata dal controllo del territorio. Organizzazioni spesso manovrate da multinazionali estere che hanno estremo bisogno di manovalanza paramilitare a bassissimo costo per tutelare i propri interessi.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la Repubblica Democratica del Congo, dove pi\u00f9 della met\u00e0 degli 84 milioni di abitanti vive in stato di assoluta povert\u00e0, con un PIL pro-capite nel 2018 di circa 560 dollari (uno tra i pi\u00f9 bassi al mondo) e con un reddito medio di un dollaro e mezzo al giorno. Dove si muore di fame, per guerra, o soltanto per professare la religione sbagliata. Soprattutto nelle terre dell\u2019Est, nella provincia del Kivu, terra dei Grandi Laghi e di aree naturali, tra le pi\u00f9 ricche e attraenti del paese, con i preziosissimi minerali che abbondano. Si combatte quotidianamente, senza alcun vero controllo da parte delle autorit\u00e0 nazionali: bande rivali, spesso improvvisate, che impongono con la violenza le loro regole alla popolazione locale, ridotta allo stremo. Ed \u00e8 qui che si concentra il maggior numero di atrocit\u00e0 commesse: delitti, rapimenti, stupri di massa.\u00a0<\/p>\n<p>La zona del Kivu \u00e8 da almeno 25 anni uno degli epicentri dell\u2019instabilit\u00e0 congolese, teatro di guerre feroci, dove almeno venti diversi gruppi etnici, ciascuno con le proprie milizie, combattono tra loro e contro le forze governative (e talvolta anche contro i Caschi Blu della missione Onu Monusco) al solo scopo di controllare il territorio e le sue risorse. Il tutto aggravato dal problema della frammentazione etnica,\u00a0dalle interferenze dei paesi confinanti\u00a0(Ruanda, Uganda, Burundi), dalla ferocia della guerra tra Hutu (popolo) e Tutsi (aristocrazia) che dal Ruanda si \u00e8 propagata anche nei paesi limitrofi,\u00a0dalle infiltrazioni sempre pi\u00f9 intense\u00a0<a href=\"https:\/\/www.kbc.co.ke\/allied-democratic-forces-continue-to-wreak-havoc-in-dr-congo\/\">di gruppi jihadisti<\/a>\u00a0 che sfruttano le fragilit\u00e0 economiche e sociali delle popolazioni per infiltrarsi nella regione.<\/p>\n<p>La religione \u00e8 soltanto uno dei pretesti. Il vero obiettivo sonoi tesori del Congo, le sue ricchezze: oro e diamanti, uranio e cobalto, argento e cadmio, coltan e petrolio. Un tesoro enorme che fa gola a molti paesi. Per fare un esempio: il coltan (una miscela di columbite e tantalite) \u00e8 indispensabile per ridurre il consumo di energia elettrica nei chip di nuova generazione e aumentare la durata delle batterie. \u00c8 quel coltan che abbiamo tutti noi: nei computer, nei telefoni, nelle telecamere. La funzionalit\u00e0 di ogni apparecchio elettronico dipende proprio dal coltan: pi\u00f9 alta \u00e8 la percentuale pi\u00f9 il materiale sar\u00e0 pregiato. Il coltan viene anche utilizzato nell&#8217;industria aerospaziale per fabbricare i motori degli aerei, per i visori notturni, per realizzare fibre ottiche.<\/p>\n<p>Ma il coltan contiene anche una parte di uranio: quindi \u00e8 radioattivo, pu\u00f2 provocare tumori e impotenza sessuale. E in Congo, spesso, si estrae scavando a mani nude. Spesso grazie a bambini ridotti in schiavit\u00f9 (se ne calcolano circa 35mila, ma i numeri reali potrebbero essere enormemente pi\u00f9 grandi) che riescono a infilarsi nei cunicoli pi\u00f9 stretti e a portare alla luce il prezioso materiale. Dieci-dodici ore di lavoro, in cambio di un salario giornaliero che pu\u00f2 variare da 50 centesimi a 3 dollari, a seconda del datore di lavoro. Miniere spesso a cielo aperto, dove si scava fino a venti, trenta metri di profondit\u00e0 senza alcun rispetto per chi lavora , senza alcuna attenzione alla sicurezza. Miniere che alla minima pioggia possono trasformarsi in fosse di fango, e basta uno smottamento o perdere una presa per essere inghiottiti e morire.\u00a0<\/p>\n<p>Ogni materiale prezioso ha il suo mercato di riferimento. Per il coltan e il cobalto \u00e8 principalmente la Cina (con un\u2019intermediazione del Ruanda). L\u2019oro invece viene portato illegalmente in Uganda e in Ruanda dalle bande ribelli; da l\u00ec esportato in Sudafrica o a Dubai, dove viene raffinato e trasformato in lingotti da destinare ai mercati finali: Stati Uniti, Europa, Cina, India. Le multinazionali dominano e finanziano i gruppi armati in grado di controllare cos\u00ec porzioni del territorio.\u00a0L\u00ec nel sottosuolo del Congo c\u2019\u00e8 di tutto: basta estrarlo, o farlo estrarre, al minor costo possibile. Per impossessarne si \u00e8 combattuta, tra il 1998 e il 2003, la \u201cPrima guerra mondiale africana\u201d: nove Stati coinvolti, oltre cinque milioni di morti, centinaia di fazioni armate controllate dagli stessi paesi coinvolti e da altri, pi\u00f9 lontani e sviluppati.<\/p>\n<p>Il Congo \u00e8 l\u2019esempio forse pi\u00f9 significativo di quello che \u00e8 oggi la situazione dell\u2019Africa. Paese ricchissimo per le immense risorse del sottosuolo, non trova una via per uscire dalla situazione di mancato sviluppo economico e sociale. In Africa si intrecciano purtroppo ancora oggi svantaggi d\u2019ogni forma e tipologia che ostacolano l\u2019assunzione di programmi coerenti e universali. L\u2019assenza di una diffusa istruzione, la mancanza di una pianificazione economica, la presenza di guerriglie interne animate unicamente dall\u2019ambizione di possedere i territori pi\u00f9 ricchi e la corruzione molto diffusa, capace di insinuarsi nella politica, crea accordi illegali con i Governi occidentali, dei quali alcuni gi\u00e0 grandi potenze coloniali, sono solo alcuni dei motivi che alimentano l\u2019incapacit\u00e0 di assicurare il decollo della locale economia ed il progresso sociale.<\/p>\n<p>Tobia Fabeni\u00a0 (4 b afm Iis Galilei- Pacinotti)<\/p>\n<p>Corso di &#8220;Geopolitica e analisi dei conflitti internazionali&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un paese immenso, grande quanto l\u2019intera l\u2019Europa occidentale, colmo di ricchezze naturali e minerarie come pochi altri angoli del pianeta: oro, cobalto, nichel, rame, coltan, petrolio, diamanti.\u00a0Eppure, o forse proprio per questo, sempre tormentato da una guerra civile, in mano a centinaia di bande criminali e di vere e proprie milizie pronte a tutto pur [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4807,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":{"0":"post-4804","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-focus_dx","8":"entry"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4804","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4804"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4804\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4805,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4804\/revisions\/4805"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4807"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}