{"id":4761,"date":"2021-01-31T17:58:45","date_gmt":"2021-01-31T17:58:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4761"},"modified":"2024-03-13T18:12:54","modified_gmt":"2024-03-13T18:12:54","slug":"gli-studenti-intervistano-lintellettuale-cileno-rodrigo-rivas-attivita-di-giornalismo-partecipato-a-cura-tobia-fabeni-e-emy-sargentini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4761","title":{"rendered":"Gli studenti intervistano l&#8217;intellettuale cileno Rodrigo Rivas &#8211; Attivit\u00e0 di giornalismo partecipato a cura Tobia Fabeni e Emy Sargentini"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel pomeriggio di gioved\u00ec 17 dicembre, il Progetto America Latina, nell&#8217;ambito del programma di Contemporanea..mente a.s. 2020\/21, dopo le precedenti lezioni del 10 (R. Rivas) e del 13 dicembre (A. Vento), \u00e8 stato tenuto un particolare incontro fra gli alunni e Rodrigo Rivas, un intellettuale cileno scappato in Italia dopo il golpe di Pinochet del 1973. L\u2019incontro \u00e8 stato predisposto in forma di intervista con la finalit\u00e0 di comprendere i fatti e i cambiamenti che sono avvenuti e tutt\u2019ora avvengono in America Latina e ai quali non viene data sufficiente rilevanza nel nostro paese, rendendo protagonisti i ragazzi con le loro domande.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto la supervisione dei docenti, gli studenti dell\u2019Istituto Galilei-Pacinotti di Pisa, del Liceo Carducci di Pisa, dell&#8217;istituto Gadda di Fornovo val di Taro (Pr) e dell&#8217;ITE Pareto di Palermo hanno preparato una scaletta di domande da porre a Rivas che si \u00e8 mostrato molto disponibile nel fornire risposte in modo completo e comprensibile, soprattutto per noi studenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima domanda posta dagli studenti riguardava le cause delle differenze di sviluppo economico fra il nord e il sud del continente americano, intendendo in realt\u00e0 per il Nord l&#8217;America anglosassone e per il Sud l&#8217;America Latina. Rivas inizialmente specifica che la domanda \u00e8 molto complessa e che necessita di ampia argomentazione, per poi affermare, come incipit, che l\u2019America del Nord ha avuto un maggiore sviluppo perch\u00e9 l\u00ec si \u00e8 formata una societ\u00e0 che, pur nella diversit\u00e0, ha sua un\u2019unit\u00e0 cosa che non \u00e8 avvenuta al Sud.<\/p>\n\n\n\n<p>Rivas a questo punto fa un passo indietro nel tempo per spiegare meglio la sua iniziale affermazione, ci descrive due importanti fattori che determinano questo squilibrio: il primo \u00e8 che nella Costituzione Americana \u00e8 riportato il \u201cDiritto di cercare la felicit\u00e0\u201d soggettivamente, da l\u00ec la nascita di una societ\u00e0 individualista basata sul mito del &#8220;self made man&#8221; e il secondo risiede nel modello economico subordinato che viene imposto al Sud e che era stato enunciato con la Dottrina Monroe gi\u00e0 prima della Guerra di Secessione. Al Sud (Messico incluso) non \u00e8 presente alcun tipo di progetto interno di crescita o di sviluppo, bens\u00ec un progetto di servit\u00f9 verso una potenza estera, da quasi due secoli il Nord, ma questa situazione era presente sin dal periodo coloniale e con il passare degli anni vi \u00e8 stato un passaggio dalle potenze coloniali europee agli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Rivas cita l&#8217;esempio della citt\u00e0 di Potos\u00ec in Bolivia fondata solo per la sua vicinanza ad una montagna ricca di argento e dove la popolazione venne sfruttata sin dall&#8217;epoca coloniale nelle miniere (popolazione composta per la maggior parte da indigeni) e adesso che l\u2019argento si \u00e8 esaurito, la citt\u00e0 \u00e8 stata praticamente abbandonata lasciandosi dietro numerosi morti e scorie dell&#8217;attivit\u00e0 estrattiva. Inoltre afferma che la maggior parte delle guerre tra i Paesi dell\u2019America Latina sono frutto di interessi esterni; a questo proposito viene preso ad esempio un aneddoto nel 1879 nella zona di confine fra il&nbsp; nord della Bolivia e il sud del Per\u00f9 iniziava lo sfruttamento del salnitro utilizzato principalmente per l\u2019agricoltura e per la produzione di dinamite, i governi decisero di far pagare una tassa (detta royalty) alle multinazionali che ne usufruivano cos\u00ec queste ultime si allearono col Cile per non pagare la tassa; ne consegu\u00ec una guerra che si concluse con la vittoria del Cile che conquist\u00f2 vari territori e concede le miniere in uso gratuito alle multinazionali inglesi, togliendo lo sbocco al mare alla Bolivia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico progetto nazionale sviluppatosi in America Latina \u00e8 quello di Simon Bolivar, El Libertador, che lui stesso chiamava la \u201cPatria Grande\u201d e oggi definito come l\u2019aspirazione dei Latino-Americani progressisti; Bolivar non era un genio militare ma era un grande politico e afferm\u00f2 con una lettera, lo stesso giorno esatto in cui venne enunciata la Dottrina Monroe (1822), che gli stati Americani del Nord hanno la capacit\u00e0 naturale di creare divisione e problemi ai Paesi Latino Americani.<\/p>\n\n\n\n<p>Rivas definisce la situazione dell\u2019America Latina in linea con quanto raccontato nel romanzo di Gabriel Garcia Marquez, \u201c100 Anni di solitudine\u201d spiegando che l&#8217;oppressione \u00e8 iniziata molto tempo prima e continua tutt\u2019ora. Questo periodo inizi\u00f2 con i \u201crequerimentos\u201d (le requisizioni) nel periodo coloniale dove un capitano di ventura (spagnolo o portoghese) offriva alle popolazioni natie di sottomettersi al regnante, in caso contrario venivano sterminati o ridotti in schiavit\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver elencato altri esempi (la Guerra delle Paste in Messico<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> e il caso della povert\u00e0 e del mancato sviluppo di Haiti) conclude la sua ampia risposta affermando che i paesi dell\u2019America Latina non hanno mai perso nessuna guerra per lo sviluppo, perch\u00e9 nascono del tutto subordinati agli interessi esterni e quindi non vi si possono creare progetti nazionali efficienti e di effettivo aiuto a tutta l\u2019area geografica. In maniera opposta invece l\u2019America del Nord nasce con un progetto nazionale chiaro e coinciso, indistintamente dai mezzi utilizzati. Spiega inoltre che uno dei principali motivi che hanno portato all\u2019indipendenza dell\u2019America Latina sono stati la destabilizzazione dell\u2019Europa e le campagne militari di Napoleone. La perdita delle colonie da parte del vecchio continente ha permesso agli Usa di far fruttare i propri interessi nei Paesi diventati indipendenti sostituendo il vecchio colonizzatore con una sorta di \u201ccolonizzazione\u201d moderna meno visibile ma presente (neocolonialismo).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la dettagliata spiegazione di Rodrigo Rivas gli studenti proseguono con le due domande successive che vertono sulla possibilit\u00e0 che il governo Allende in Cile potesse decidere di cambiare le sue idee pacifiste e non violente e se secondo Rivas il presidente Salvador Allende si sia effettivamente suicidato o se si trattato di omicidio. Rivas in questo caso risponde prima alla seconda domanda in maniera schietta dicendo che non \u00e8 possibile affermare con chiarezza se trattasi di suicidio o omicidio, nello specifico per\u00f2 il medico legale dichiar\u00f2 che si sia trattato di suicidio, secondo altre fonti considerate meno attendibili si sarebbe suicidato utilizzando un mitra regalatogli da Fidel Castro, in ogni caso se Allende non si fosse ucciso sarebbe finito nelle mani dei militari per cui probabilmente ha deciso di togliersi la vita per evitare la cattura.&nbsp; Riguardo alla prima domanda Rivas prende la parola \u201cpacificamente\u201d e la mette in un contesto di critica verso il modus operandi di Allende: le sue idee non potevano essere realizzate in un contesto esclusivamente pacifico, e da qui prende in esame due punti il primo \u00e8 che Allende non avrebbe mai accettato l\u2019idea di una rivoluzione che sarebbe passata da democratica a armata, il secondo \u00e8 che Allende non era la persona adatta a rivoluzioni violente in quanto convinto di poter creare un governo cileno socialista e democratico.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opinione di Rivas \u00e8 che i cileni abbiano la malattia della democrazia ossia fare il possibile affinch\u00e9 tale processo si realizzi e si mantenga tale, Rivas stesso \u00e8 un arduo sostenitore di tale forma di governo.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta finale di Rodrigo Rivas alla prima domanda \u00e8 che il governo Allende non avrebbe mai agito diversamente da come ha fatto, e da cui lui stesso si chiede in maniera retorica se ha senso investire tempo e energie in progetti che avranno poche possibilit\u00e0 di successo; la spiegazione arriva citando una famosa frase di Ernesto Che Guevara \u201cchi non prova, ha gi\u00e0 perso\u201d. A questo proposito l\u2019esempio fornito dalla popolazione cilena \u00e8 calzante: in tutti questi anni non si sono mai arresi e continuano a manifestare per i loro diritti sociali e economici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai siamo entrati nel fulcro dell\u2019intervista a Rodrigo Rivas, dopo le sue risposte ai primi quesiti gli studenti passano a domande di carattere letterario e personale in particolar modo chiedono consigli su qualche autore da poter leggere per approfondire quanto spiegato e se nella vita c\u2019\u00e8 stato qualcuno che lo ha aiutato a formare la sua corrente di pensiero. Rivas inizia affermando che sarebbe impensabile citare tutte le persone che hanno influenzato nel corso degli anni il suo modo di pensare, tuttavia comunque ha menzionato la madre, il prof Andrea Vento, gli studenti stessi e le persone che partecipano alle manifestazioni. A sua opinione non esistono autori che raccontano meglio di altri l\u2019America Latina, bens\u00ec raccontano tutti pezzi della stessa bellezza assoluta ma per iniziare a comprendere meglio le varie situazioni presenti consiglia \u201cLe vene aperte dell\u2019America Latina\u201d di Eduardo Galeano.<\/p>\n\n\n\n<p>Passiamo, infine, alle ultime tre domande che concludono questa per noi interessantissima intervista: due si riferiscono all\u2019attualit\u00e0 del Cile e l\u2019altra riferita al modello di sviluppo della Bolivia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la Bolivia, Rivas ci fa notare quanto questo stato sia ricco di risorse minerarie e con poca popolazione e abbia problemi di comunicazione per la mancanza di sbocchi sul mare dovuta alla guerra con il Cile, dettagliatamente spiegata prima. La Bolivia ha tante risorse minerarie e la pi\u00f9 recente \u00e8 il litio, utilizzato per la creazione di pile con prestazioni maggiori e per motori elettrici per ridurre il consumo dei combustibili. Il litio si trova solo in tre aree dell\u2019America Latina ma i Paesi che lo posseggono, Bolivia, Cile e Argentina non hanno n\u00e9 le strutture n\u00e9 le conoscenze tecniche per sfruttarlo, cos\u00ec diventano campi di battaglia per le grandi potenze che vogliono controllare questa risorsa. L\u2019attuale governo boliviano con a capo Luis Arce (eletto a ottobre 2020) sta pensando di creare un\u2019industria nazionale del litio ma questo necessita un partner che conceda sia il capitale che l\u2019attrezzatura per l&#8217;estrazione (il Paese che risulta pi\u00f9 vicino a questo accordo con la Bolivia \u00e8 la Cina), inoltre \u00e8 necessario un processo che rispetti l\u2019ambiente e non impoverisca la popolazione. Rivas spera che il governo boliviano riesca a collaborare con la popolazione per portare a termine questo ambizioso progetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo alle due domande sull\u2019attualit\u00e0 del Cile, Rivas affronta l\u2019argomento partendo dal fatto che le proteste iniziate a ottobre 2019, hanno determinato la situazione politica cilena attuale e il referendum per il cambiamento della costituzione introdotta durante la dittatura di Pinochet e tutt&#8217;ora in vigore \u00e8 stato ampiamente approvato col 78% e il 79% della popolazione vuole addirittura che i membri dell&#8217;Assemblea Costituente siano tutti eletti ex-novo, anzich\u00e9 al 50% come proposto dal governo e questo dato \u00e8 importantissimo perch\u00e9 indica una rottura fra la classe dirigente politica e il Paese. Le problematiche sono molteplici le candidature devono essere inoltrate entro l\u201911 gennaio e per poterlo fare esistono due sole alternative: o si viene presentati da un partito gi\u00e0 presente nel Parlamento oppure si deve esibire un certo numero di firme cos\u00ec alto (120.000) che rendono difficili le candidature esterne. Rivas continua spiegando che l&#8217;Assemblea Costituente che sar\u00e0 eletta ad aprile avr\u00e0 una struttura politica molto simile all&#8217;attuale parlamento ma con due cambiamenti essenziali: un 10% dei parlamentari saranno indigeni e il 50% sar\u00e0 composto da donne (\u00e8 molto improbabile che venga approvata la seconda misura anche se la presenza delle donne \u00e8 molto importate).<\/p>\n\n\n\n<p>Rivas infine spiega quali sono alcune delle cause del malessere sociale provocate da 40 anni di politiche liberiste introdotte da Pinochet e mai smantellate anche dopo il ritorno alla democrazia 30 anni fa. In Cile i prezzi sono molti pi\u00f9 bassi che in Italia ma il salario medio spesso e volentieri non arriva a 400\u20ac e stiamo parlando di un Paese con Pil pro capite medio pi\u00f9 alto del Portogallo (il paese \u00e8 ricco ma i cileni sono poveri). Altro aspetto che necessita di un cambiamento \u00e8 il sistema previdenziale privato, che deve essere trasformato in pubblico con vantaggi economici sia per la popolazione che per lo Stato. In Cile l\u2019attuale presidente \u00e8 Sebastian Pinera, non benvoluto dalla popolazione, infatti \u00e8 sostenuto, secondo i sondaggi, solo dal 7%. Rivas comunque difende la legittimit\u00e0 dell\u2019attuale presidente facendo notare che non ci sono stati brogli elettorali e che anche se ci sono stati movimenti di denaro sospetti non esiste alcuna prova giuridica di furto, pertanto non sussistono le condizioni per la rimozione come richiedono i manifestanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Rivas afferma infine che dobbiamo riuscire a cambiare ma stavolta sul serio, \u00e8 impressionato dalla costante lotta dei cileni contro gli oppressori e crede che avremo grandi sorprese su questo fronte; \u00e8 infine fiducioso che il sogno di un governo democratico possa finalmente realizzarsi nel suo paese di origine. Con queste parole di speranza termina l\u2019intervista a Rodrigo Rivas, persona di grande cultura che si \u00e8 resa disponibile facendo riflettere profondamente tutti gli studenti sul caso cileno e sull\u2019America Latina.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a><a href=\"https:\/\/liceoberchet.edu.it\/ricerche\/geo5d_04\/America_Centrale\/messico\/messico_dopoindipendenza_4liv.htm#:~:text=Per%20questo%20la%20chiamiamo%20la,Francia%20somme%20ingiuste%20ed%20esagerate.&amp;text=Nel%201858%20fu%20eletto%20presidente,vittoria%20dei%20liberali%20fu%20\">h<\/a><a href=\"https:\/\/liceoberchet.edu.it\/ricerche\/geo5d_04\/America_Centrale\/messico\/messico_dopoindipendenza_4liv.htm#:~:text=Per%20questo%20la%20chiamiamo%20la,Francia%20somme%20ingiuste%20ed%20esagerate.&amp;text=Nel%201858%20fu%20eletto%20presidente,vittoria%20dei%20liberali%20fu%20\">ttps:\/\/liceoberchet.edu.it\/ricerche\/geo5d_04\/America_Centrale\/messico\/messico_dopoindipendenza_4liv.htm#:~:text=Per%20questo%20la%20chiamiamo%20la,Francia%20somme%20ingiuste%20ed%20esagerate.&amp;text=Nel%201858%20fu%20eletto%20presidente,vittoria%20dei%20liberali%20fu%20<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel pomeriggio di gioved\u00ec 17 dicembre, il Progetto America Latina, nell&#8217;ambito del programma di Contemporanea..mente a.s. 2020\/21, dopo le precedenti lezioni del 10 (R. 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